Ue e Bosnia unite nella lotta alla criminalità e al terrorismo

  • Condividi questo articolo

Via libera di Strasburgo all’accordo con l’ex repubblica jugoslava per azioni di contrasto congiunte alle attività illecite

27 dicembre 2015 | di | Attualità - Europa

Il Parlamento europeo ha approvato, il 16 dicembre scorso, un nuovo accordo che istituisce una cooperazione di polizia tra l’Europol e la Bosnia-Erzegovina per aumentare la lotta comune contro la criminalità organizzata, il terrorismo e altre gravi forme di criminalità internazionale e prevede la possibilità di scambio di dati personali e documenti classificati.

L’Assemblea ha varato il progetto di testo del Consiglio che istituisce una cooperazione con la Bosnia con 314 voti favorevoli, 181 contrari e 68 astensioni. Questo accordo regola “la cooperazione operativa e strategica” che prevede uno scambio di informazioni, come conoscenze specialistiche, relazioni sulla situazione generale e analisi strategiche ma potrebbe comprendere anche lo scambio dei dati personali e delle informazioni classificate.

EuropolIn base alla legislazione corrente, il Parlamento deve essere consultato solo prima che il Consiglio istituisca accordi di cooperazione di polizia con i Paesi terzi. Tuttavia, nei recenti colloqui sulle nuove norme che governeranno l’Europol, i negoziatori del Pe hanno insistito per inserire una clausola di revisione da applicare a tutti questi accordi. Questo significa che il funzionamento di tutti gli accordi internazionali esistenti tra l’Europol e i Paesi terzi sarà valutato entro cinque anni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento per verificare che tali accordi si attengano in pieno ai criteri sulla protezione dei dati e soddisfino gli standard sui controlli.

Come disposto dal trattato di Lisbona, il Parlamento decide su un piano di parità con il Consiglio sull’Europol. Una volta che il nuovo regolamento Europol entrerà in vigore, il parere favorevole del Parlamento sarà necessario per ogni accordo di cooperazione di polizia dell’Ue con Paesi terzi. Una volta ottenuto, il Consiglio dei Ministri può autorizzare l’Europol a concludere formalmente l’accordo in modo che possa entrare in vigore.

Alessandro Ronga

Foto © Wikicommons

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *