«Un processo di pace va avanti quando lo prende in mano il popolo»

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Papa Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno dalla Colombia: «Il peccatore chiede perdono mentre il corrotto si stanca di chiedere perdono e si dimentica di come si chiede»

12 settembre 2017 | di | Attualità - Religione

Papa Francesco nel rientrare a Roma dal suo viaggio in Colombia ha dialogato per oltre 40 minuti, sull’aereo papale, con i giornalisti che lo accompagnavano. Numerosi gli argomenti affrontati, la situazione in Venezuela, gli ultimi provvedimenti di Trump, la situazione in Nord Corea, l’immigrazione, i cambiamenti climatici. A qualcuno che gli chiedeva della sua piccola ferita al volto avvenuta a Cartagena, ha voluto rassicurare tutti: «mi sono voltato per salutare i bambini e non ho visto il vetro e…pum» sorridendo con l’evidente ematoma scuro che gli incorniciava la guancia.

Riguardo l’immigrazione ha confermato di aver incontrato il presidente del Consiglio italiano Gentiloni negando però di aver parlato di questo argomento ma ha manifestato al premier il suo appoggio per quanto il Belpaese sta facendo per gestire al meglio l’emergenza sbarchi e regolare i flussi. «Accoglierli sì ma anche integrarli e gestire con prudenza questo problema». Riguardo il Venezuela il Santo Padre ha confermato che «la Santa Sede ha fatto tanto, ha inviato un gruppo di lavoro composto da quattro ex presidenti e da un nunzio offrendo aiuto per uscire da questa situazione, ma sembra che la cosa sia molto difficile e ciò che è più doloroso è il problema umanitario, la gente scappa e soffre».

Ad una domanda sulla Colombia afflitta dal narcotraffico, Papa Francesco ha risposto che questo viaggio è stato il primo passo per la riconciliazione nazionale, «ho percepito una voglia di andare avanti che va oltre i negoziati in atto. Lì c’è la voglia del popolo. Il popolo vuole respirare e noi dobbiamo aiutarlo con la vicinanza e la preghiera». Una giornalista, Elena Pinardi, gli ha posto una domanda  a proposito della responsabilità morale dei leader politici, che rifiutano di collaborare per controllare le emissioni dei gas ad effetto serra e negano che i cambiamenti climatici siano opera anche dell’uomo. Bergoglio ha risposto: «chi nega questo, deve andare dagli scienziati e domandarlo a loro. Loro parlano chiarissimo. Gli scienziati sono precisi» e ha raccontato che «l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone passando dal Polo Nord, senza il rompighiaccio e le fotografie facevano vedere pezzi di ghiaccio. Attraverso il Polo Nord adesso si può passare! Ma da un’università – prosegue il Pontefice – è uscita un’altra notizia “abbiamo solo tre anni per tornare indietro altrimenti le conseguenze saranno terribili”; lei mi chiede qual è la responsabilità morale? Ognuno ha la sua. Anche i politici hanno la loro».

Enzo Romeo della Rai, oltre a porre notizie sui cambiamenti climatici ha chiesto a Papa Francesco la sua opinione sulla crisi della Corea. Alla prima domanda Papa Francesco ha risposto: «l’uomo è uno stupido, è un testardo che non vede…C’è la superbia la presunzione di dire “no ma non sarà così” E poi c’è il “dio Tasca,no? Tante decisioni, tante contraddizioni e alcune dipendono dai soldi. Riguardo la Corea del Nord e dico la verità, non capisco davvero quel mondo della geopolitica è molto forte per me. Ma per quello che vedo lì c’è una lotta di interessi che mi sfuggono, non posso spiegare davvero». Tra gli ultimi a dialogare con il Papa, Fausto Gasparroni dell’Agenzia Ansa che ha sollevato il problema dei migranti trattenuti in Libia in condizioni disumane. Bergoglio ha riconosciuto che l’Europa non può accoglierli tutti: «quelli che fuggono dalla guerra è un altro problema ma per quelli che fuggono dalla fame facciamo investimenti lì perché crescano. L’Africa è amica va aiutata a crescere. Poi gli altri problemi di guerre vanno da un’altra parte. Non so se con questo ho chiarito!».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Infobae

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