Emmanuel Carrère: semplicemente “un romanzo russo”

La scrittura come esorcismo del dolore, fuga dalla follia e alternativa alla tentazione del suicidio. L’esclusione dal linguaggio simbolo degli smarrimenti dell’io

«Per tutta la vita mi sono considerato anormale, eccezionale, al tempo stesso meraviglioso e mostruoso», scrive Carrère in “Un romanzo russo“, appena pubblicato da Adelphi in una nuova traduzione, delineando le coordinate di una personalità duplice, lacerata, affine per molti versi ad alcuni protagonisti delle sue opere, come il perturbante Jean-Claude Romand dell’Avversario. Una alterità […]

di 3 giugno 2018 Leggi tutto