Trasformare l’Ue nella Repubblica d’Europa

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Parte da Scandicci la campagna “#ONEurope: same rights, one Republic”. Raccolte firme per una petizione indirizzata all’Europarlamento, iniziativa apprezzata anche da Sassoli

«Non c’è niente che dia più energia che non pensare di costruire qualcosa di nuovo!» Con queste parole si è aperta a Scandicci (Firenze) lo scorso 15 febbraio la conferenza di avvio della campagna ONEurope, Same Rights, One Republic, con lobiettivo di costruire una Repubblica d’Europa, unita, federale e democratica, fondata sulluguaglianza dei diritti delle cittadine e dei cittadini europei.Liniziativa, unica nel suo genere, ha già messo insieme una rete europea di associazioni e amministrazioni locali, accomunati dalla convinzione che un demoseuropeo esista già e alimenti un destino comune. 

NellAuditorium comunale di Scandicci, gremito di persone provenienti da tutta Italia e da varie parti d’Europa, è partita la raccolta firme per la petizione indirizzata al Parlamento europeo, affinché apra al più presto una nuova fase costituente, per dotare l’Europa di una carta costituzionale che garantisca uguali diritti e uguali doveri per tutti i cittadini.Uniniziativa apprezzata anche dal presidentedel Parlamento europeo, David Sassoli, che ha concesso lalto patrocinio del Parlamento europeo:«Non sarebbe stato possibile realizzare e sviluppare l’Unione europea senza l’instancabile lavoro e l’impegno di cittadini entusiasti e determinati, che hanno perseguito e realizzato una visione comune. Sono fermamente convinto della necessità di concentrarci su tale visione, specialmente in unepoca in cui il populismo e le divisioni sembrano fare notizia ogni giorno. Ritengo che questo sia un importante avvenimento: l’Unione europea non deve essere data per scontata».  Queste le parole fatte pervenire dal presidente Sassoli, in una lettera indirizzata ai promotori delliniziativa.

❗️Da Scandicci la richiesta di una Repubblica d’Europa🇪🇺#europa #scandicci #Repubblica d’Europa

Posted by Eurocomunicazione on Tuesday, February 25, 2020

«Siamo preoccupati della distanza con la quale le Istituzioni europee vengono percepite dai cittadini, come se la loro azione non avesse a che fare con la soluzione concreta dei problemi quotidiani, dal lavoro alla protezione sociale, dalla salubrità dellambiente alla domanda di giustizia» – si legge sulla petizione indirizzata al Parlamento europeo – ma lidea innovativa della campagna è quella di chiamare a raccolta i sindaci dEuropa per dichiarare i propri comuni Città per la Repubblica d’Europa con cartelli stradali posti ai confini del loro territorio. 

La sfida è stata subito raccolta da Ventotene, l’isola in cui Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni scrissero nel 1941 il manifesto “Per un’Europa libera e unita, che è stato il primo comune ad aver già aderito, mentre la mozione Città per la Repubblica dEuropa è allordine del giorno del Consiglio comunale di Scandicci e di altri comuni italiani. 

A Scandicci, tra gli altri, erano presenti Roger Casale, ex parlamentare laburista, fondatore di New Europeans, che ha sottolineato come la Brexit sia una grande sconfitta per lEuropa. «Ci sono 5 milioni di europei nel Regno Unito e 4 milioni di britannici in Europa che vedono in pericolo i loro diritti. I giovani britannici hanno votato Remain e riporteranno il Regno Unito in Europa» ha tuonato Casale dal palco.

Particolarmente toccante, il racconto di Jorgen Fryednes, responsabile dellisola norvegese di Utøya, che ha ricordato la storia di quei 69 ragazzi uccisi sullIsola dallestremista di destra Anders Brevik “per estirpare alla radice coloro che hanno aperto le porte agli immigrati e al multiculturalismo. Ma Utøya, ha aggiunto Fryednes, non è diventata un luogo oscuro, Utøya è ancora forte e ogni anno continua a ospitare centinaia di giovani convinti che lequità dei diritti e dei doveri sia la condizione necessaria per continuare a vivere in Pace e giustizia sociale. Due testimonianze che hanno portato lattenzione su quali siano i rischi ai quali va incontro lEuropa: il sovranismo e lestremismo. 

«L’Unione europea se non cambia muore: le troppe diseguaglianze interne, la possibilità di farsi concorrenza sleale tra Paesi membri, gli strappi continui ai principi fondamentali dello Stato di diritto da parte di alcuni, limpotenza generale di fronte alla crisi ambientale, lhanno minata alle fondamenta. Soltanto se faremo dellUe una Repubblica federale fondata sulluguaglianza di diritti e doveri, avremo la possibilità di vivere in pace e benessere, evitando il collasso» ha quindi sottolineato Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia, fra i promotori della campagna, insieme ad ACMOS, EuropaNow!, European Democracy Lab e Consiglio italiano del Movimento Europeo, oltre alle Città di Scandicci e Ventotene. 

È possibile firmare la petizione e scaricare la mozione, sul sitowww.onedemos.eu. 

 

Graziella Lavanga

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