30 anni di Forum PA raccontati dall’ideatore Carlo Mochi Sismondi

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Inizia domani la tre giorni di kermesse dedicata all’innovazione e alla sostenibilità nella Pubblica Amministrazione. Previsto il premier Conte e diversi membri del governo

13 Maggio 2019 | di | Attualità - Europa - Eventi

La trasformazione digitale come strumento per una gestione collaborativa, trasparente e partecipata della cosa pubblica, una Pubblica Amministrazione (PA) capace di sfruttare le nuove tecnologie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sono i temi al centro della trentesima edizione del Forum PA, la manifestazione sull’innovazione e la sostenibilità nella Pubblica Amministrazione organizzata da FPA, società del gruppo Digital360, in programma da domani martedì 14 al 16 maggio al Roma Convention Center “La Nuvola”.

Tra gli ospiti che hanno confermato la propria presenza c’è innanzitutto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri Giovanni Tria, Elisabetta Trenta, Giulia Bongiorno, i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Vito Crimi, Andrea Cioffi, Mattia Fantinati, Claudio Cominardi, Vicenzo Zoccano e Angelo Tofalo. il commissario per l’Agenda Digitale Luca Attias, il direttore generale di AgID Teresa Alvaro, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente INPS Pasquale Tridico e il presidente ANPAL Domenico Parisi. A presentare a Eurocomunicazione la manifestazione e a fare un bilancio del trentennale è il presidente Carlo Mochi Sismondi

Com’è nata l’idea del Forum PA che quest’anno festeggia i trent’anni?

     Carlo Mochi Sismondi

«L’idea nasce da un ministro che non c’è più, una persona molto arguta: Remo Gaspari, ex ministro della Funzione Pubblica dal 1989 al ’92, poco prima di presentare la legge sulla trasparenza che poi usci agli inizi degli anni ’90. Fu lui a chiedermi – all’epoca mi trovato a Roma Ufficio, un’azienda che realizzava una grande mostra nella capitale sull’informatica – di organizzare un momento in cui le amministrazioni uscissero dal palazzo e dimostrassero come si stavano ammodernando. Un’idea che feci subito mia, e su qui abbiamo lavorato e costruito per 30 anni. Non solo la mostra, non solo il Forum PA, ma anche tutta l’attività di consulenza e accompagnamento all’innovazione delle Pubbliche Amministrazioni che realizziamo tutto l’anno».

Come si è evoluta la manifestazione negli anni rispetto alle nuove tecnologie?

«Il Forum nasce come mostra, convegno dell’informatica nella PA. Dovevamo dimostrare come le Pubbliche Amministrazioni stavano abbracciando – ancora non si parlava di trasformazione digitale bensì di informatica – le nuove tecnologie. Nel tempo ci siamo accorti come l’innovazione tecnologica sia solo un pezzo dell’innovazione della Pubblica Amministrazione e da sola non porta i suoi frutti. Perciò ci siamo occupati accanto all’innovazione organizzativa ad altri aspetti, quali il lavoro pubblico, la dirigenza, la riorganizzazione del personale, la formazione, la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica e infine anche dell’innovazione istituzionale. Cioè cosa deve cambiare della geografia degli enti perchè questa innovazione possa diventare veramente reale. Quindi adesso la manifestazione è incentrata sulla trasformazione digitale ma che si occupa dell’innovazione della PA a 360 gradi».

Quanto è dipeso anche dall’esperienza del rifacimento del quartiere di Tor Bella Monaca, di cui lei è stato uno dei promotori?

«Tanti anni fa mi sono occupato della lotta contro la povertà e l’integrazione sociale del quartiere. Stiamo parlando della fine degli anni ’80, quando era stata appena costruita Tor Bella Monaca. Ottenere un centro di integrazione, per realizzare uno dei primi esempi del progetto comunale, regionale e della Commissione europea. Un prototipo in quel momento d’integrazione di ragazzi che erano stati espulsi dalla scuola e con vari altri disagi attraverso momenti di formazione e di partecipazione dei cittadini».

Restando su Roma, la scelta di confermare “la Nuvola” di Fuksas da cosa è stata dettata?

«Questo è il terzo anno che siamo lì, perché è il piu moderno e in qualche modo anche uno dei più prestigiosi fra i palazzi dei congressi che ci sono a Roma. La capitale d’Italia, come lei sa bene, difetta di grandi strutture per i congressi. La Nuvola di Fuksas è l’unico grande edificio moderno con architettura prestigiosa che si prestava ai tantissimi appuntamenti del Forum. Consideri che in tre giorni abbiamo più di 250 appuntamenti tra piccoli e grandi convegni, tavoli di lavoro riservati, incontri tecnici di formazione. Questo è un altro trend che ha cambiato il Forum. All’inizio era soprattutto una vetrina, con una grande parte espositiva, ora invece c’è quasi solo attività di lavoro, cioè ci sono persone che vengono a lavorare, a incontrarsi, a fare progetti insieme, a confrontare idee, a sviluppare idee. Siamo diventati una specie di grande laboratorio di pensieri e di confronto».

Cambiando un attimo ambito, vista la sua pluriennale esperienza con i governi di questo Paese, cosa è cambiato nel tempo? Oggi si parla tanto del governo del cambiamento, qual è la sua visione? È veramente così?

«Questo governo sulla Pubblica Amministrazione ha fatto ancora molto poco. In Parlamento c’è il cosiddetto disegno di legge sulla concretezza, una legge delega del Consiglio dei ministri approvato in prima lettura, ma che deve ancora fare il suo iter. Perciò è ancora difficile giudicare l’esecutivo dal punto di vista della PA. Direi che i governi passati hanno avuto tutti un difetto sostanziale nell’affrontare la Pubblica Amministrazione: avere l’illusione che si potessero fare dei cambiamenti attraverso le leggi. Per carità, le leggi sono importantissime, sono come delle chiavi che aprono delle porte ma poi quando entriamo in queste stanze, esse sono del tutto disabitate e nude. C’è tutto un lavoro da fare di accompagnamento all’innovazione perchè la riforma diventi cambiamento nei comportamenti, altrimenti diventa solo un cambiamento delle norme ma non dei comportamenti. Se posso dirglielo con uno slogan bisogna avere più manuali e meno norme. Dobbiamo passare dal tempo delle norme al tempo dei manuali in cui si spiega e si sta vicino alle amministrazioni per aiutarle a cambiare. Questo è stato il principale difetto delle tante riforme che vanno dalla Sacconi sulla privatizzazione del pubblico impiego, alla Brunetta, a quella Bassanini così importante sul decentramento, per arrivare adesso alla riforma sulla dirigenza e tante altre. Tutte giuste, tutte molto condivisibili ma che non diventano cambiamento di comportamenti se non si accompagnano le amministrazioni a cambiare. Se si spera che questo possa succedere per legge, ebbene non avviene. Le leggi sono utili per abilitare ma non bastano, bisogna poi seguire i processi».

Per finire uno dei temi più cari per chi segue Eurocomunicazione, a cui si rivolgono i lettori di lingua italiana che desiderano informarsi sulle attività delle istituzioni europee. Il Forum PA sarà sempre più orientato alla pubblica amministrazione europea? E quanto la prossima scadenza elettorale influenzerà sul trentennale?

«Facendo questa manifestazione a maggio spesso siamo abituati ad arrivare prima di una tornata elettorale. Direi che non c’è un’influenza diretta, tranne per la presenza sempre più internazionale. Quest’anno avremo rappresentanti della Commissione europea in molti convegni, oltre a presenze governative di altri Stati. I ministri spagnolo e britannico all’apertura a interloquire con il ministro Buongiorno. Soprattutto sui temi dell’open innovation, renderemo più internazionali e innovativi temi cari alla parte piu vitale delle piccole e medie imprese, per portarli dentro alla Pubblica Amministrazione. In particolare porteremo tutta una serie di esempi che provengono dall’Europa. Dal punto di vista politico abbiamo sempre coltivato in questi anni una grande terzietà, che non è neutralità perchè non siamo mai stati neutrali, siamo sempre stati appassionatamente dalla parte della PA dei cittadini, della Pubblica Amministrazione che garantisce diritti per tutti. Meno politics più politis».

 

Ginevra Larosa

Foto © Forum PA 2018

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