A Castel di Sangro, in Abruzzo, il migliore ristorante d’Italia per il Gambero Rosso

  • Condividi questo articolo

Per il secondo anno consecutivo Niko Romito miglior chef italiano. Una realtà variegata che spazia dai cuochi-imprenditori ai grandi solisti

1 novembre 2018 | di | Enogastronomia

Per il secondo anno consecutivo l’abruzzese Niko Romito del ristorante “Reale” a Castel di Sangro viene premiato come migliore chef d’Italia dal Gambero Rosso.

È un momento magico nella vita professionale di Romito che in pochi anni ha scalato le vette della ristorazione italiana e non solo. È giovane, è bravo, lavora per portare alto il nome della cucina italiana e (caso raro) sembra che anche i più blasonati chef italiani gli riconoscano questa supremazia. Certo è che nessun cuoco abruzzese nella centenaria storia della ristorazione della regione ha raggiunto questi traguardi.

               L’attesa della premiazione

È uno chef-imprenditore che ha aperto gli Spazio a Rivisondoli (paese dell’Abruzzo montano da dove è partito il sogno di Romito che aveva rilevato la trattoria di famiglia), Milano e Roma e ha siglato un accordo con Bulgari che in quest’ultimo anno ha visto aprire ristoranti negli hotel del Gruppo a Pechino, Dubai, Shanghai e a Milano. La cucina di Spazio è il risultato degli insegnamenti della scuola di formazione di Castel di Sangro per quei giovani che diventeranno protagonisti nei locali che a partire dal 2011 sono stati creati in alcune città italiane.

A Castel di Sangro, in Abruzzo, in questo piccolo borgo montano al confine fra Abruzzo e Lazio, si trova il ristorante-laboratorio “Reale” creato a immagine e somiglianza di uno chef semplice capace di stupire, laureato in economia, che ha sentito il bisogno di dare compimento alla sua passione: la cucina.

La guida “Ristoranti d’Italia2019, giunta alla ventinovesima edizione, ha premiato con il massimo riconoscimento delle Tre Forchette 38 ristoranti, ai cui fornelli ci sono chef rinomati come Romito appunto, Heinz Beck, Massimo Bottura, Massimiliano Alajmo, Enrico Crippa, Antonino Cannavacciuolo, Moreno Cedroni, Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler, Carlo Cracco.

La regione con il maggior numero di indirizzi è la Lombardia con 437, che funge da traino per tutto il settore; Lazio con 315, mentre 259 si trovano in Piemonte segnalato da Lonely Planet come miglior regione al mondo da visitare nel 2019, e 238 in Veneto con 4 nuovi ingressi ai vertici.

Ma se i cuochi affermati lavorano per poter migliorare l’offerta, ci sono giovani che hanno nel dna la cucina: il premio per il “Cuoco emergente” è stato assegnato al giovane Michelangelo Mammoliti de “La Madernassa”, Guarene in provincia di Cuneo. Novità dell’anno Casa Rapisarda. Pastry Chef dell’anno Leonardo Zanon.

Cos’è oggi la ristorazione italiana? «Una realtà quanto mai sfaccettata e varia che spazia dai cuochi-imprenditori, come Romito e Alajmo, ai grandi “solisti” come Riccardo Camanini, new entry con il suo Lido 84 di Gardone Riviera nel novero delle Tre Forchette, e a solide famiglie: Iaccarino, Santini, Portinari, altra new entry nell’Olimpo con la Peca di Lonigo. Tutti impegnati, fra l’altro, a diversificare e moltiplicare l’offerta (bistrot, neo osterie, wine bar, ecc.) per democratizzare la qualità, per educare al buono e sano un pubblico sempre più vasto» sottolinea Laura Mantovano, direttore del Gambero Rosso.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *