A Roma un palazzo del Settecento riconvertito ad albergo

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Nel cuore del centro storico dell’Urbe, tra piazza del Popolo e piazza di Spagna, un hotel 5 stelle per un’esperienza unica. L’arte contemporanea come segno distintivo

4 luglio 2018 | di | Arte - Costume

In quel dedalo di vie, piazze, chiese tra via del Corso e via Ripetta, a pochi passi da Piazza del Popolo e da Piazza di Spagna, in un angolo appartato di via delle Colonnette, si trova Palazzo Pulieri-Ginetti nobile residenza del ‘700 da poco restaurato e riconvertito in un moderno e confortevole resort a 5 stelle, che va ad arricchire l’hôtellerie di Roma.

È l’Elisabeth Unique Hotel che su due piani dispone di 33 camere (initiale, deluxe, junior suite e suite, queste due affacciate su via del Corso) del gruppo Curatella Hotels, famiglia di imprenditori che negli ultimi anni ha debuttato nel mondo dell’hôtellerie con alberghi a Roma, Bologna e Venezia.

Un albergo particolarmente vocato all’arte con esposizione di opere contemporanee, curate e commissionate da Fabrizio Russo, titolare della storica Galleria Russo di via Alibert, che sfocia su via Margutta. Una collezione che vede protagonisti alcuni talenti emergenti del panorama artistico italiano. Alcune opere sono in vendita, altre invece sono allestimenti definitivi della struttura.

Protagonisti della collezione sono alcuni artisti italiani, tra cui Enrico Benetta con una cascata di lettere sulle scale; Veronica Montanino con colature di colore vinilico che evocano una pittura labirintica e ipnotica. Sul soffitto delle lobby macro collage di Manuel Felisi, mosaico di immagini rigorosamente separate fra loro; Michael Gambino decora le pareti con delicate mappe geografiche di farfalle. Un’integrazione molto felice tra arte e struttura albergo.

Infine, Giorgio Tentolini realizza tele-sculture tessendo trame di metallo, come il ritratto di Burt Bacharach, il celebre musicista dal quale il Bar dell’hotel prende il nome. L’arte è il primo segno distintivo dell’Elisabeth, uno dei valori su cui si fonda il nuovo resort della capitale. Non poteva essere altrimenti vista la vicinanza con lo studio di Antonio Canova, lo scultore illustre visitato da un gran numero di letterati (Chateaubriand, Madame de Staël, Stendhal, Hawthorne).

                    Giuseppe Falconieri

Giuseppe Falconieri, C.I.O. (Chief Inspiring Officer), dopo una prestigiosa carriera nel settore dell’ospitalità high-end, è stato chiamato alla direzione creativa e operativa del progetto, approdando all’Elizabeth con un approccio innovativo legato al patrimonio culturale e artistico di Roma. «Il lusso non è apparire, bensì essere compresi – spiega Falconieri -. Trovare appagamento nei piccoli dettagli e ispirazione dalle suggestioni artistiche, in un percorso virtuale da antico a contemporaneo, con l’ulteriore privilegio di entrare a far parte di una community di viaggiatori illuminati».

Un albergo unico come si addice all’Elisabeth non ha un ristorante stellato come numerosi alberghi della capitale. «A noi della cena non interessa molto, perché a Roma il centro storico la sera offre numerosi locali e ristoranti stellati. Smettiamola di voler imprigionare e tenere in ostaggio il cliente all’interno della struttura la sera – spiega Falconieri -. È una sfida impossibile e quindi non vale la pena di combattere».

È per questo che l’albergo si è voluto distinguere offrendo una colazione da un corposo menù a la carte che è la migliore della città sino alla 14,30, utile per chi ha fatto tardi la sera prima. Fra pochi giorni aprirà la terrazza, dove è collocata un’enorme scultura di soffione (i fiori “volatili” di tarassaco) che accompagnerà gli aperitivi delle serate d’estate.

 

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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