Accessibilità e disabilità: a che punto è l’Europa?

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Dall’Access City Award al pupazzetto Lego. Una situazione frammentata: la strada è lunga ma qualcosa sta cambiando. Soprattutto nella sensibilità delle persone

1 Aprile 2016 | di | Costume - Europa - in evidenza

Il tema della lotta alle barriere architettoniche è uno di quei temi di cui ci si occupa sempre poco, sia agli alti livelli, sia a quelli più bassi, partendo dal condominio.

Spesso la voce dei disabili viene amplificata solamente all’interno dei movimenti civici, che lottano per farsi spazio ogni giorno nei media tra video su youtube o post nei social (Ricordate il video “Vengo anch’io, no tu no!” di Lorenzo Baglioni e Jacopo Melio?). Ma quanto siamo davvero pronti ad affrontare il tema della disabilità?

All’interno dell’Europa la situazione fra gli Stati è senza dubbio differente e anche all’interno di ogni Paese si osservano situazioni a macchia di leopardo.

Ciò che colpisce è che persino internet, moderna fonte di ogni informazione, fornisce una quantità relativamente piccola di informazioni se paragonata alla mole di risultati media per altri argomenti.

Iniziamo da qualche dato: il Paese europeo più all’avanguardia in tema di accessibilità è, come in altri campi, la Svezia, che ha conquistato per due anni di fila la coccarda europea. Dopo Gothenburg nel 2014, il premio è andato per il 2015 al comune di Borås, per il suo approccio globale e strategico alla creazione di una città accessibile a tutti. Nel 2016 l’Access City Award è andato alla città di Milano, che ha promosso standard di progettazione che mirano a concepire spazi in grado di essere utilizzati da tutti.download

Benché molte città stiano iniziando a non solo ri-progettare aree già esistenti ma a pensare i nuovi spazi in modo accessibile, la situazione è ancora lontana dall’essere rosea, e purtroppo non parliamo “solamente” della classica macchina posteggiata davanti allo scivolo. In Belgio, i nuovissimi treni veloci della linea ferroviaria SNCB non sono stati progettati per permettere alle persone disabili di salire. Immediate le critiche del Centro inter-federale per le pari opportunità: «Possiamo facilmente capire che non è possibile adeguare le infrastrutture esistenti in un batter d’occhio, ma il non tenere conto della accessibilità nell’acquisto di nuovi treni sembra abbastanza incomprensibile».

Spostarsi in città per i disabili rimane difficile, figuriamoci viaggiare.

In realtà anche in questo campo, la normativa europea interviene in sostegno dei cittadini. Tutti i cittadini europei hanno infatti il diritto alla libertà di circolazione e i regolamenti e le norme fatte apposta per i cittadini europei con particolari handicap sono corollari di questa libertà.

Il Regolamento europeo (CE, 1107/2006) si occupa del “trasporto disabili in aereo”, e afferma che «Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovrebbero quindi avere accesso al trasporto e non essere escluse a causa della loro disabilità o mancanza di mobilità, se non per motivi giustificati di sicurezza». Questi supposti “motivi di sicurezza” però non vengono definiti in modo chiaro e non sono mancati problemi e denunce da parte di alcuni utenti verso compagnie aeree che hanno preferito rifiutare la prenotazione dando origine ad episodi di discriminazione.

La Commissione europea nel 2011 ha persino pubblicato un Report che denunciava gli eccessivi episodi di rifiuti o vincoli alla prenotazione o all’imbarco di persone con disabilità, fondati su immotivate quanto non specificate ragioni di sicurezza.

Per fortuna, Google viene in soccorso dei viaggiatori. Access Earth è una piattaforma Web e un’App inventata da Matt McCann, giovane e brillante irlandese costretto sulla sedia a rotelle. La piattaforma è una variante del classico navigatore che segnala bar, biblioteche e strutture accessibili. Gli utenti possono inserire informazioni o strutture, al fine di ampliare sempre di più le mappe. L’obiettivo è quello di costruire una community globale e rendere più facile lo spostamento accessibile.

124136183-bea495fc-0279-4a30-a419-d94974530886La questione della disabilità è molto complessa non soltanto per i problemi oggettivi di chi ne è affetto a vivere una vita normale (accesso nei locali, rampe mancanti, progettazioni errate di scivoli culminanti in scalini, consueti episodi di mancanza totale di senso civico da parte di chi posteggia nei posti riservati ai disabili), ma anche perché c’è tutta una parte emotiva legata alla sensibilità di chi è toccato personalmente. Sintomatica in questo senso è stata l’affair Lego sul pupazzetto con sedia a rotelle. Già lanciato nel 2015, il personaggio disabile era un anziano che veniva spinto da un pupazzetto di una giovane ragazza. La Lego era stata molto criticata, perché la linea Lego Duplo che l’aveva lanciato doveva simboleggiare la diversità, mentre il personaggio disabile era solo uno e anziano. Nel 2016, i danesi ci riprovano, spinti dalla campagna sui social #ToyLikeMe, e il personaggio disabile adesso è un giovane ragazzo che si muove autonomamente sulla sedia. «Ci sono venute delle lacrime sincere di gioia», ha commentato Rebecca Atkinsons ideatrice della campagna.

Qualcosa sta dunque cambiando nella sensibilità delle persone sulla tematica dell’accessibilità. La rivoluzione anche in questo caso, deve iniziare dalla nostra testa e immaginare città accessibili a tutti i cittadini è solo l’inizio di un lungo percorso.

 

Ilenia Maria Calafiore

© Promobricks, Commissione europea, Bnmagazine

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