Accusa pesante contro l’Onu: aiuti in cambio di sesso

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Lo scandalo rischia di travolgere le organizzazioni umanitarie, sconvolgendo l’intero sistema e penalizzando le popolazioni coinvolte dalla guerra

28 febbraio 2018 | di | in evidenza - Mondo

L’ombra del crimine più vile macchia il già tragico scenario della guerra in Siria. Secondo la Bbc, in molti casi gli aiuti umanitari sarebbero stati distribuiti ai soggetti più deboli in cambio di sesso. Donne in situazioni precarie, sfuggite alla guerra solo per cadere nelle mani di aguzzini senza scrupoli morali. Vedove e ragazze giovani, molte volte con figli piccoli al seguito, ricattate e ferite nella loro individualità più profonda. La scelta, a volte, è tra il vivere o il morire.

Il fatto più odioso è che tutto avviene nel seno stesso delle agenzie Onu. La difesa parla di un contesto troppo precario e pericoloso, dove sovente viene impiegato personale locale non verificato. Una scusa che non cancella la ferita indelebile inferta al sistema degli aiuti internazionali. La violenza arriva proprio da chi dovrebbe aiutare, dando speranza a persone che l’hanno perduta. L’abuso colpisce le donne indifese, prive di un aiuto maschile, incapaci di difendersi. Molte hanno rinunciato alla protezione umanitaria, per non essere esposte alla vergogna di fronte alle loro comunità.

Il tutto mentre è in corso lo scandalo degli abusi, che ha investito le principali organizzazioni non governative, come la Oxfam, e mentre tutto il mondo si scandalizza di fronte alle accuse che le attrici muovono al sistema Hollywood, considerato sessista. Contesti estremamente diversi, ma comunque legati dalla scarsa considerazione in cui ancora oggi vengono tenute le donne.

Il fatto è ancor più grave, se consideriamo che la cosa era già nota almeno dal 2015, e che problematiche simili sono state riscontrate in passato in analoghi scenari. Il rischio ora è quello di colpevolizzare tutte le organizzazioni umanitarie, lasciando queste popolazioni prive di aiuto. Un pericolo che dobbiamo evitare, se vogliamo lasciare ancora un briciolo di speranza in questo mondo.

 

Oksana Tumanova

Foto © Wikicommons

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