Agricoltura, fondi dell’Unione europea per rilanciare il settore

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Agevolare il cambiamento con ristrutturazioni aziendali per offrire un maggiore slancio all’economia del reparto. I progetti comunitari stravolgono il ruolo del vecchio agronomo

4 Giugno 2016 | di | Economia

L’agricoltura è un asset economico da valorizzare in tutta Europa, specialmente quando pensiamo alle diverse possibilità da sfruttare per creare nuova occupazione e per uno sviluppo sostenibile, seguendo i vincoli dell’Unione europea. I giovani cercano di avvicinarsi a questo mondo economico perché sono diverse le potenzialità da sfruttare, a cominciare dai prodotti tipici che possono avere un largo consenso all’estero (parecchi vengono già esportati dall’Italia e da alteri Paesi dell’Europa) dove la globalizzazione coinvolge i mercati esteri interessati dalla straordinaria ricchezza agricola europea. Non è da considerare soltanto l’area a Sud d’Europa perché in ogni nazione c’è una peculiarità che può tramutarsi in una grande occasione, per aprire canali di distribuzione davvero interessanti e fondamentali nell’economia europea.

La sfida è aperta e comprende tutti i player europei, dal più piccolo al più grande, nessuno escluso.  A questa straordinaria opportunità da spendere nei mercati internazionali si affianca una forte e determinata azione dell’Europa che mette a disposizione finanziamenti mirati per agevolare l’espansione del settore. L’agronomo del XXI secolo è un agricoach. È convinto delle nuove sfide economiche ma si muove lentamente tra la burocrazia, i progetti europei e i rapporti con gli Enti locali; costruisce, a piccoli passi, quello che potremmo definire il nuovo corso economico dell’agricoltura. L’agronomo del ventunesimo secolo si è spogliato delle sue capacità di tecnico di campo trasformandosi in un progettista, per far cogliere alle aziende le opportunità proposte dalle politiche del momento. Crisi delle idee, crisi economiche, polifunzionalità pretesa dall’agricoltura, nuovi imprenditori agricoli; l’agronomo è costretto a studiare precise strategie economiche e significative innovazioni nell’agricoltura.

«È lui a consigliare l’inserimento dell’attività» – commenta Angela Canale, agronomo e capo panel dell’Assopol dell’Umbria – «in un nuovo contesto finalizzato alla ricerca dell’obiettivo, facendo sentire l’imprenditore come un vero protagonista a cui bisogna suggerire consigli, conferire entusiasmo e proporre obiettivi. Questo nuovo approccio deve guardare all’ambiente in cui opera, valorizzando lo spazio aziendale. L’agronomo deve riuscire a costruire una nuova identità attraverso le opportunità offerte dal territorio, in grado di rappresentare attrazione verso il consumatore inserito nel settore turistico. Si conferma una guida scientifica, razionale e capace, che porterà l’agricoltura a nutrire il mondo, guardando sempre alla qualità e all’identità dei prodotti, al rispetto dell’ambiente, al presidio del territorio, mediante le nuove opportunità di lavoro. Non da ultimo strizzerà l’occhio alla semplificazione delle tecniche colturali per rendere l’agricoltura meno invasiva e più in equilibrio con la biosfera, raggiungendo quel contenimento dei costi inteso anche come risparmio energetico».

Sono diverse le nuove opportunità relative al settore agricolo grazie al Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Lazio. Non può passare in secondo piano l’aspetto dedicato agli investimenti con un ruolo davvero strategico per cambiare la vecchia impostazione agricola del secolo scorso, avviando lentamente una ristrutturazione degli impianti per favorire lo sviluppo economico industriale del comparto. Sono agevolati gli investimenti nelle aziende agricole finalizzati al miglioramento delle prestazioni per le imprese agricole laziali che realizzano investimenti materiali e/o immateriali per l’ammodernamento delle strutture e l’introduzione di tecnologie innovative, per la riduzione dei costi di produzione, per promuovere la qualità, tutelare l’ambiente naturale e migliorare le condizioni sulla sicurezza del lavoro, nonché l’igiene e il benessere degli animali. Possono accedere al finanziamento agricoltori attivi singoli o associati e, limitatamente alla realizzazione di “investimenti collettivi” i cui destinatari devono essere esclusivamente agricoltori attivi, le Organizzazioni di Produttori (OP), le Associazioni Temporanee d’Impresa (ATI), i Consorzi di Produttori Agricoli e le Reti di Impresa. Risorse finanziarie complessive di € 48.500.000,00. Le domande sono da presentare entro il 30 settembre 2016.

Sostegno a investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli per le imprese agroalimentari laziali che realizzano investimenti materiali per la trasformazione, la commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli, finalizzati a favorire l’integrazione di filiera, il miglioramento delle tecnologie, l’innovazione, la qualificazione delle produzioni, le prestazioni economiche e ambientali, la creazione di strutture per la trasformazione e commercializzazione su piccola scala nel contesto di filiere corte e di mercati locali. I settori produttivi per i quali sono previsti gli investimenti sono ortofrutticolo, vitivinicolo, lattiero/caseario, carne, olivicolo, ovicaprino, cerealicolo e florovivaistico. Possono accedere al finanziamento le imprese agroindustriali, le imprese agricole singole o associate e le società cooperative che svolgono attività di trasformazione, commercializzazione e/o sviluppo dei prodotti agricoli. Risorse finanziarie complessive di € 32.500.000,00. Le domande sono da presentare entro il 30 settembre 2016.

Aiuti all’avviamento aziendale per i giovani agricoltori con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale nella gestione delle imprese agricole, incentivando anche i processi di ricomposizione fondiaria, nonché promuovere tecniche innovative per le aziende agricole e agevolare l’accesso al capitale fondiario da parte di giovani agricoltori. Possono accedere al finanziamento i giovani agricoltori, con età compresa tra 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti, che possono insediarsi come titolari di un’impresa individuale oppure in una società agricola (di persone, capitali o cooperativa) di nuova costituzione. Risorse finanziarie complessive di € 70.000,00. Le domande sono da presentare entro il 30 settembre 2016.

 

Francesco Fravolini

Foto © European Union

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