Aumentano gli italiani che si recano in Israele per turismo

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Oltre 150mila lo scorso anno e il 2019 registra un semestre da record. Belpaese 7° mercato mondiale con il miglior trend di crescita. Sale l’interesse per il deserto del Negev

8 Luglio 2019 | di | Costume - Viaggi

È una crescita costante il turismo dall’Italia in Israele: nei primi sei mesi di quest’anno sono stati 84.900 i turisti italiani che si sono recati per scoprire le bellezze della terra d’Israele. Soltanto nel mese di giugno 2019 sono arrivati 12.100 turisti italiani (+21% rispetto allo stesso periodo del 2018). L’aumento dei turisti italiani è costante negli anni: 82.200 nel 2016, 107.700 nel 2017, 150.600 nel 2018. E il 2019 si preannuncia con un semestre da record.

«Il 2019 è esso stesso un anno record. Fino ad oggi abbiamo un complessivo 34% di crescita, con numeri straordinari. L’andamento delle prenotazioni continua a crescere e confidiamo di chiudere il 2019 con numeri da record» dichiara a Eurocomunicazione Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio nazionale israeliano del turismo.

L’Italia rappresenta il 7° mercato mondiale dopo Stati Uniti (897.100), Francia (346.000), Russia (316.000), Germania (262.500), Regno Unito (217.900), Polonia (151.900) e si conferma con il miglior trend di crescita. È da sottolineare che il Turismo per Israele rappresenta il volano dell’industria: con gli oltre 4milioni di arrivi nel 2018, le entrate del turismo hanno raggiunto 5,8 miliardi di dollari. Il 2018 è stato un anno positivo per Israele e dall’Italia si sono mossi 150.600 turisti, con un aumento del 40%.

C’è una recuperata consapevolezza delle bellezze in terra di Israele da promuovere e valorizzare: oltre Gerusalemme e Tel Aviv quali altre città, itinerari sono al centro delle attenzione dei turisti italiani? «Il turista italiano è interessato, curioso e attento. Continua a crescere l’interesse per il deserto del Negev tanto che quasi tutti gli operatori più tradizionali, quelli legati al mercato religioso, hanno inserito già questa programmazione nel loro catalogo», risponde Avital Kotzer Adari. Naturalmente sempre Gerusalemme e Tel Aviv, ma sotto un aspetto nuovo, soprattutto Gerusalemme: più legata ad una dimensione storico archeologica, ma anche di modernità; Tel Aviv come méta di cultura, oltre che di divertimento. Non dimentichiamo che per Tel Aviv il 2019 rappresenta i 100 anni del Bauhaus. E ancora: i percorsi nella natura nella Galilea, in un percorso che si chiama “Gospel Trail”; i viaggi lungo la costa del mediterraneo, alla scoperta di luoghi eccezionali come San Giovanni di Acri, Haifa e Cesarea, coniugando storia, archeologia e splendido mare».

I collegamenti aerei dall’Italia sono sempre più numerosi durante il periodo estivo: oltre 90 voli a settimana, con la novità dell’apertura di un volo Arkia Airlines diretto da e per Bergamo/ Orio al Serio, effettuato sino alla fine di ottobre (frequenza martedì, giovedì e sabato). E l’apertura il 21 gennaio di quest’anno di Ramon Airport situato nella Timna Valley, permette un ulteriore sviluppo dei collegamenti aerei con Israele e in particolare con Eilat, città israeliana sul Mar Rosso, che consentirà di gestire 2milioni di passeggeri all’anno con l’obiettivo di raggiungere 4 milioni di passeggeri entro il 2030.

Per la sua posizione l’aeroporto Ramon rappresenta anche una porta d’ingresso per la Giordania, compresa la località di Aqaba, e le aree del Wadi Rum e Petra, così come l’area Taba del Sinai, in Egitto. «I soggiorni nel Mar Rosso ad Eilat, dove è estate tutto l’anno, grazie ai collegamenti sempre maggiori e a strutture ricettive che sempre di più si adeguano alle esigenze di un cliente internazionale» conclude Avital Kotzer Adari.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Ufficio nazionale israeliano del turismo

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