Bielorussia e Minsk un crocevia di culture e commerci

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La citta è stata recentemente sotto i riflettori, per aver ospitato la II edizione dei Giochi europei che si sono svolti dal 21 al 30 giugno 2019

9 Agosto 2019 | di | Europa - Eventi - Viaggi

Un po’ di storia tra passato e presente

L’intero territorio bielorusso in particolare Minsk, vista la sua posizione centrale e commerciale è stato sempre oggetto di contesa territoriale e teatro di numerose battaglie. La città di Minsk venne fondata nel 3 marzo del 1067, a quell’epoca una zona del principato di Polotsk, che in breve tempo divenne parte della Rus’ di Kiev (principato di Kiev). Parte del suo territorio compresa Minsk si salvò dall’invasione mongola della Rus’ di Kiev del 1237-39, tuttavia fu annesso nel 1242 (Regno di Mindaugas) al Granducato di Lituania. Il trattato di Lublino del 1569, fuse il Granducato Lituano con il regno di Polonia dando vita alla Confederazione polacco-lituana sotto un unico re Sigismondo II, ultimo degli Jagelloni. Sempre in quel periodo, Minsk si sviluppò economicamente e accolse una notevole minoranza di ebrei. Successivamente abbiamo un periodo d’instabilità e di conflitti con gli stati vicini (Conflitto polacco-russo & Grande guerra del Nord), che portò al declino della confederazione, il tutto si concluse con gli accordi sulla seconda spartizione della Polonia (tra Russia, Austria e Prussia) Minsk entrò a far parte della Russia zarista dal 1793. Un notevole impatto sul territorio fu portato dalla campagna napoleonica di Russia del 1812. A seguito della Rivoluzione d’ottobre del 1917, Minsk divenne la capitale dello stato indipendente di Bielorussia che fu effimero (7 mesi), infatti nel 1918, la città venne occupata dall’Armata Rossa, diventando nel 1919 capitale della Repubblica sovietica di Bielorussia. I polacchi riuscirono a occuparla per un breve periodo durante la guerra polacco-sovietica del 1920. La II guerra mondiale, devastò gran parte del territorio e 50.000 ebrei di Minsk che vivevano nel ghetto furono sterminati dai nazisti durante la loro occupazione del Paese. La città con l’aiuto della resistenza (Minsk è una città eroina) fu liberata dalle truppe sovietiche solo nel 3 luglio 1944. Con la dissoluzione dell’Urss, la Bielorussia ritorna Repubblica indipendente il 27 luglio 1990 con Minsk capitale, la città è la sede della CIS, la Comunità di Stati Indipendenti sorta il 21 dicembre 1991 dalle ceneri dell’Unione sovietica.

Città di Minsk monumenti e piazze

Al termine del II conflitto mondiale, Minsk era stata rasa al suolo salvo poche strutture. Anziché ricostruirla com’era in passato si decise di ridisegnarla da capo a partire dal 1945’-50’ con ampie vie e vaste piazze con da palazzi imponenti, improntati ai canoni del realismo socialista. Al centro della città è situata la Piazza dell’Indipendenza la più grande della capitale, che ospita due importanti strutture che sono sopravvissute alla guerra: la chiesa di San Simone ed Elena e il palazzo del governo; successivamente sulla piazza si affaccia anche l’ingresso di una delle università statali.

La chiesa meglio nota come “Chiesa rossa” per via del suo colore è un edificio costruito dal 1905 al 1910 ed è dedicato niente meno che ai figli Simone ed Elena di Edward Woyniłłowicz principale finanziatore dell’opera i cui figli erano morti prematuramente. La storia della chiesa è stata particolare, infatti durante il periodo sovietico è stato un cinema a eccezione dell’occupazione tedesca nella quale era stata ripristinata la sua funzione religiosa. La chiesa è una chiesa di rito cattolico anche se la maggioranza della popolazione Bielorussa sia ortodossa, questo in accordo con un censimento del 2011. A partire dal 2000 vicino alla chiesa è presente un monumento-campanile “Campana di Nagasaki” in memoria delle vittime di Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl, Fukushima e delle catastrofi nucleari generale, si tratta di una copia esatta delle campane Angel” sopravvissute al bombardamento di Nagasaki 9 agosto il 1945.

Per quanto riguarda il palazzo del governo costruito in epoca sovietica, durante la guerra è stato usato come quartier generale dalla gestapo tedesca. Attualmente è la sede dell’assemblea nazionale e ospita sia la camera bassa detta “Camera dei rappresentanti” sia quella alta detta “Consiglio della repubblica” davanti la struttura si staglia una grande statua di Lenin.

Borgo municipio e dintorni

Un’altra zona rilevante della città è caratterizzata borgo e dal municipio. Costruito attorno alla seconda metà dell’Ottocento e poi ricostruito a seguito della guerra attorno agli anni 2000. Davanti al municipio abbiamo la statua del Borgomastro, che in tempi passati era il capo del Borgo e ne deteneva le chiavi di accesso la leggenda narra che toccare la chiave della statua porti fortuna, la zona è molto turistica circondata da negozi tipici e da bar. Altri importanti edifici istituzionali che troviamo attorno alla zona municipio sono: la Biblioteca nazionale, il Palazzo della Repubblica, il Palazzo dei Sindacati, la sede della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) e infine il palazzo dei servizi segreti che ancora oggi mantiene la sigla KGB.

Un altro importante edificio religioso è la cattedrale dello Spirito Santo, che rappresenta il principale edificio di culto della Chiesa ortodossa bielorussa dipendente dal Patriarcato di Mosca. L’edificio originario fu costruito tra il 1633 e il 1642, fu gravemente danneggiato da un incendio nel 1741 e fu necessario ricostruirlo. Nel 1918, a seguito della Rivoluzione d’ottobre, la cattedrale venne chiusa al culto. Nel corso del secondo conflitto mondiale, durante l’occupazione tedesca, la chiesa fu riconsacrata. Nel 1945, tornò di nuovo sotto il controllo sovietico e fu chiusa di nuovo al culto per poi ritornare alla sua funzione d’origine con la fine dell’Urss. Attualmente nell’edificio sono presenti anche alcune reliquie della santa Sofia di Sluck.

Infine Minsk, ma anche l’intero paese, è costellato di memoriali che ricordano i caduti di tutti gli svariati conflitti che hanno attraversato il territorio, tra i più importanti si ricordano: il museo sulla Grande Guerra Patriottica, il monumento della Vittoria situato nell’omonima piazza che ricorda la vittoria sul nazismo e infine l’isola piangente che ospita il monumento ai caduti della guerra sovietica contro l’Afghanistan insieme alla statua dell’angelo piangente.

 

James Sekitoleko

Foto e Video © James Sekitoleko

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