Borghi autentici d’Italia in Daunia: scrigni aperti fino alla Befana

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Prosegue il “Lucera Light Festival” e l’evento “In biblioteca e al museo con Babbo Natale”. Siti di rilevanza mondiale come l’anfiteatro romano augusteo e la fortezza svevo-angioina

23 Dicembre 2018 | di | Cultura - Viaggi

Il suggestivo spettacolo di luci e fontane danzanti che rende omaggio alla storia e ai monumenti della città, con sottofondo musicale in tema, caratterizza le festività 2018-2019 della Daunia e ha determinato un certo richiamo turistico locale. Dal 7 dicembre le luci vestono a festa la Cattedrale e i palazzi che si affacciano su piazza Duomo, la Basilica-Santuario di San Francesco A. Fasani, la Biblioteca Comunale “R. Bonghi”, il Museo Civico “G. Fiorelli”, la Chiesa di San Domenico e vico Ciacianella, la strada più stretta d’Europa. “Spettacolo di Fontane Danzanti”. Numerose iniziative in programma da dicembre proseguono fino alla Befana: spettacoli teatrali per bambini e famiglie, concerti, cabaret e tanto altro.

     Allestimento natalizio nella Biblioteca comunale di Lucera

Tra gli eventi ce n’è stato uno che si distingue per l’archeologia: 9 dicembre alla Biblioteca “R. Bonghi”, si è svolta l’inaugurazione dei Mosaici Paleocristiani degli scavi di San Giusto che dopo 1.700 anni sono stati esposti per la prima volta al pubblico, mentre il 15 dicembre nella Biblioteca, l’inaugurazione della mostra “Le Cinquecentine del fondo De’ Nicastri della Biblioteca Comunale di Lucera”. L’evento e la promozione delle bellezze della Città d’Arte, sono inserite nel Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo” a cui il Comune di Lucera in rete con i comuni di Troia e di Biccari ha partecipato con il programma Thèke–La Daunia apre gli scrigni a Natale, un press tour alla terza edizione che ha l’aspirazione di sostenere i centri della Daunia con una forte inclinazione all’arte e che approfittano del periodo natalizio per promuovere le attività turistiche e culturali del territorio.

L’unione dei tre Comuni che appartengono all’Associazione Borghi Autentici d’Italia conferma la volontà di unirsi per promuovere le eccellenze e le tradizioni locali, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali. Per entrare virtualmente nel percorso e scoprire le tradizioni e le preziose bellezze partiamo da Lucera, Porta dei Monti Dauni, distante meno di 20 chilometri da Foggia. La città ha origini antichissime, i reperti del suo terreno risalgono al neolitico, all’età del bronzo, alla presenza dei Greci e dei Dauni, la popolazione della civiltà daunia fiorita nella Puglia settentrionale dal IX al IV secolo a.C. che si pone tra le più caratteristiche culture preromane d’Italia fino all’epoca romana e imperiale.

     Cattedrale di Lucera

Il periodo della fondazione di Lucera risale al IV secolo a.C., poi normanni, svevi e angioini si sono succeduti delineando il profilo civile ed economico della città. Dal 1579 è divenuta capoluogo della Capitanata, la zona settentrionale della Puglia e del Molise ed è oggi Città d’Arte e centro amministrativo della provincia di Foggia. Sul territorio è in una posizione strategica tanto da essere denominata la Chiave di Puglia. Nel 2007 era già inserita fra le città europee d’eccellenza all’interno del progetto EDEN European Destinations of ExcellEnce e ha ricevuto il riconoscimento di città d’arte. Il Molise cessa di appartenere alla Capitanata nel 1806 dopo che la legge 132 “Sulla divisione e amministrazione delle province del Regno” varata a Napoli da Re Giuseppe Bonaparte, ridisegnò i confini del Regno del Napoli sul modello francese. Si abolirono i giustizierati e il Contado di Molise venne separato dalla Capitanata consentendone una prima delimitazione dei confini. Il Molise divenne così per la prima volta una provincia autonoma che assunse il nome di Provincia di Molise con Campobasso capoluogo e suddivisa in tre distretti: Campobasso, Isernia e Larino che venne aggregato definitivamente al Molise nel 1811.

     Anfiteatro Romano Augusteo di Lucera

Imperdibili sono alcuni siti di rilevanza mondiale molto visitati ogni anno da turisti italiani e stranieri. L’anfiteatro romano augusteo, la maestosa fortezza svevo-angioina fondata da imponenti mura che dominano la città è uno dei castelli più suggestivi della Puglia e più grandi d’Europa per un fatto di estensione, voluta da Federico II di Svevia come sua dimora, il Palatium, e riutilizzata poi dagli angioini. L’area oggi costituisce una zona archeologica apparentemente spoglia, in quanto nel corso dei secoli il materiale veniva prelevato per costruire edifici in città.

Anche i Frati Carmelitani nel 1700 fecero richiesta di prelevare materiale per costruire la Chiesa del Carmine che nella facciata presenta elementi di breccia corallina, ma ancora oggi sono presenti nel terreno sottostante preziosi reperti storici nell’area ovest della fortezza, finora mai scandagliata. Tra gli altri monumenti di valore vanno evidenziati la Torre saracena del XIII secolo e la Via alle Mura nei pressi di Porta Troia, testimonianza di arte musulmana importata da Federico II, la basilica-cattedrale, edificata su una preesistente moschea per celebrare la vittoria degli Angioini sui Saraceni e numerosi palazzi gentilizi, tra cui il palazzo vescovile, Palazzo Cavalli, Palazzo Bonghi, Palazzo De Nicastri Gifuni, Palazzo Petrilli. Il convento del SS. Salvatore, detto anche di San Pasquale, fondato nel 1407 dai frati Osservanti per volere di P. Giovanni Vici da Stroncone. La struttura sorge fuori le mura della città e lungo la via per S. Severo, ad Occidente del Colle Belvedere. L’intero complesso ha una storia interessante, fu edificato su un antico Tempio, probabilmente di Minerva. Nel 1625 i frati Riformati si batterono con la forza per due settimane e riuscirono ad allontanare definitivamente gli Osservanti e fecero del convento un centro di studi di teologia; avevano un’ottima biblioteca, tra le migliori della Capitanata, la quale nella soppressione del 1811 passò al collegio reale di Lucera.

     Fortezza Svevo-Angioina

Nello stesso anno per ordine di Gioacchino Murat, il convento, dotato di trentuno stanze al piano superiore e di un chiostro dalle imponenti arcate in pietra con cisterna e ampio giardino, fu soggetto alle Leggi della soppressione, per cui i Riformati furono mandati via. Dopo essere stato riaperto nel 1816, fu chiuso definitivamente nel 1863. In seguito rifugio dei soldati tedeschi e francesi durante la Seconda guerra mondiale e, al termine del conflitto, fu adibito a lazzaretto e a dimora dei tanti civili che ormai avevano perso tutto e non avevano dimora. L’Istituzione culturale di Lucera venne fondata nel marzo 1817, grazie al marchese Gaetano De Nicastri, che volle crearne il primo nucleo costituito da ben 5.000 volumi provenienti dalla sua collezione. Il fondo De Nicastri fu accresciuto con altre donazioni. Attualmente il fondo librario, conta circa 100mila volumi, ha preminente carattere storico-letterario, a cui si unisce un vasto patrimonio di opere giuridiche, politiche, scientifiche e tecniche. A Lucera il biglietto per la rassegna ha un costo di € 5 e dà diritto anche all’ingresso gratuito a tutti i monumenti della città. Info e prenotazioni: 0881.522953 – Gli orari d’apertura del complesso S. Pasquale e del museo civico “G. Fiorelli” fino al 6 gennaio 2019 sono: feriali 9.30/13.30 e 17.00/21.00 – festivi 10.30/13.30 e 17.30/22.30.

     La cattedrale di Troja

Troja è famosa per alcuni pregevoli aspetti storico architettonici, ci sono almeno tre motivi per fare una visita a Troia, il primo sono gli Exultet, tre rotoli in pergamena avvolti attorno ad un asse di legno, detto umbilicus. Ispirati alle traduzioni medievali di origini ambrosiane e alle coloriture gallicane, gli Exultet di Troja appartengono culturalmente all’area beneventano-cassinese. I testi di ispirano alla liturgia beneventana, un prodotto locale, fiorito forse all’ombra di quell’Episcopium Trojanum della seconda metà del secolo XII. Il secondo motivo è la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, bellissimo esempio di architettura romanica, con il rosone scompartito da undici colonnine con capitelli corinzi, realizzato tra il 1160 e il 1180, è un compendio di diversi influssi stilistici tra arabi e angioini. Costituisce un caso esemplare di virtuosa realizzazione in ventidue campi tra le colonne e le ogive che racchiudono altrettanti merletti di pietra, diversi l’un l’altro, determinando trafori geometrici unici. Il terzo motivo è il Museo del Tesoro della Cattedrale di Troia MUD, che ha sede nel cinquecentesco Monastero di S. Benedetto e raccoglie frammenti architettonici e sculture, in parte rimontate, provenienti dall’antico arredo marmoreo della cattedrale di Troia, bronzi, dipinti del XVII-XVIII secolo e gruppi scultorei del XVIII secolo recuperati in diverse chiese cittadine e poi mille altri motivi, legati ai prodotti tipi e biodiversi, come il famoso vitigno pugliese Nero di Troia ai piatti della tradizione e alle artistiche esclusive produzioni della pasticceria locale Casoli che hanno dato vita ad una vera e propria caccia alla Passionata, il morbido dolce a base di ricotta con le diverse varianti aromatiche, che racchiude le tradizioni e l’identità rurale del luogo.

     Museo musicale a cielo aperto nel Parco Avvenute di Biccari

Biccari è il Borgo che ha ospitato nel luglio 2018 la prima edizione di IT.A.CÁ – Festival del turismo responsabile”. È famosa nel mondo per avere dato i natali a Ralph de Palma nel 1882, il pilota automobilistico statunitense considerato tra i più grandi piloti automobilistici di tutti i tempi che detiene il record mondiale di velocità (241 km/h nel 1919). Qui è stato scoperto l’insediamento neolitico più alto della Puglia, ad oltre 700 metri di quota in località Boschetto, lungo la riva del torrente Organo, a pochi chilometri dall’attuale centro abitato. Le origini del nucleo abitato di Biccari anticamente denominata Vicari, sono senz’altro da porre tra il 1024 e il 1054 ad opera dei Bizantini del Catepano Basilio Bojannes (Bogiano) e del Vicario di Troia, Bisanzio de Alferana Il Comune di Biccari fu decimato dall’emigrazione transoceanica nel 1800 e attualmente il Comune conta meno di duemila abitanti, ma molto motivati a crescere a e a rimanere nel territorio.

La Regione Puglia è tra le prime ad aver legiferato e promosso la costituzione delle Cooperative di Comunità. La Cooperativa di Comunità di Biccari, C.C.B., rappresenta uno speciale modello di aggregazione sociale in grado di costruire risposte condivise dai cittadini a bisogni collettivi, mettendo a disposizione la propria creatività, le proprie capacità, il proprio saper fare. Unisce circa 200 biccaresi, numero in costante crescita, suddivisi in soci lavoratori, sovventori e utenti, raggruppando al suo interno differenti figure lavorative tra cui liberi professionisti, operai, studenti, commercianti, pensionati e fasce d’età dai 18 ai 90 anni. La Cooperativa gestisce a due passi dal Lago Pescara una parte integrante del progetto “Discovering Biccari”: la riapertura del Chioschetto di Lago Pescara. Dopo alcuni lavori di sistemazione e di restauro dei locali, è possibile visitare il parco avventura ed eventualmente soggiornare in una delle case sugli alberi all’interno del Parco e fare escursioni nei boschi del Monte Cornacchia dove una delle attività più produttive della comunità è la raccolta dei tartufi e la trasformazione in prodotti derivati di alta genuinità. Per informazioni consultare il sito http://www.coopbiccari.it

 

Laura Testa

Foto © Laura Testa

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