Brexit, con “no deal” Dublino chiederà centinaia di milioni a Ue

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Varadkar: «L’intesa di novembre è l’unica valida, e i Ventisette al Consiglio europeo di dicembre hanno confermato che non è negoziabile»

3 Gennaio 2019 | di | Attualità - Europa - Politica

Il premier irlandese Leo Vardkar ha annunciato che il suo governo ha accelerato la preparazione di un piano di assistenza finanziaria d’emergenza, nel marzo prossimo, in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza un accordo (cosiddetto no deal per la Brexit) ma ha anche ribadito che l’intesa sul tavolo è l’unica valida, e i Ventisette al Consiglio europeo di dicembre hanno confermato nelle loro conclusioni che non è negoziabile, come riporta il quotidiano britannico The Guardian. Varadkar ha pure rivelato di aver avuto una telefonata di 40 minuti con la cancelliera tedesca Angela Merkel, su richiesta di quest’ultima. «Siamo disponibile a fornire rassicurazioni e garanzie alla Gran Bretagna ma che non contraddicano o cambino ciò che è stato concordato a novembre», ha chiarito il premier irlandese annunciando una telefonata con rappresentanti di Downing Street in serata e un “incontro diretto” con la premier Theresa May «se necessario». Dell’eventualità di un no deal oggi ha parlato anche il ministro dell’Agricoltura Michael Creed avvertendo che chiederà all’Unione europea aiuti per gli agricoltori irlandesi in caso di un divorzio senza accordo.

Dunque Dublino si prepara a chiedere centinaia di milioni di euro in aiuti a Bruxelles per resistere all’impatto immediato di un no deal, di cui hanno parlato molti economisti, che danneggerà soprattutto i gaelici. Lo scenario è stato spiegato dal ministro dell’Agricoltura irlandese in un’intervista all’Irish Independent. «Si tratta di centinaia di milioni. Tra l’industria della carne e quella della pesca parliamo di un sacco di soldi», ha sottolineato l’esponente del governo. Gli aiuti di emergenza per l’Irlanda mirerebbero a rafforzare settori come la carne bovina, i prodotti lattiero-caseari e la pesca, i più esposti ai cambiamenti normativi che potrebbero insorgere se il Regno Unito dovesse tagliare tutti i legami con l’Ue. Quasi l’80% degli esportatori irlandesi fornisce prodotti in Gran Bretagna, secondo le cifre del governo del 2016. «Vi è un alto livello di consapevolezza dell’esposizione unica irlandese al mercato alimentare del Regno Unito», ha affermato Creed, ricordando che circa metà della produzione annuale irlandese di carne, pari a 280mila tonnellate, viene esportata in UK. «Penso che nessuno voglia parlarne adesso perché c’è ancora la speranza e l’aspettativa che prevarrà la ragionevolezza». Ma, ha aggiunto «le probabilità sono a favore di una “hard” Brexit».

Dall’altra parte il settore manufatturiero britannico e quello dei servizi denunciano una difficoltà nel reperire il personale, che potrebbe ulteriormente aggravarsi con la Brexit. Secondo un’indagine delle Camere di Commercio Britanniche (Bcc) fra seimila imprese, l’80% sperimenta problemi nel reperire la forza lavoro necessaria. Le stesse difficoltà sono segnalate dai due terzi delle società del settore dei servizi. Il dato arriva mentre rimane incertezza sul futuro, con il Parlamento britannico che non si è ancora pronunciato sull’accordo per l’uscita dall’Ue, prevista per il 29 marzo. Intanto molte imprese si sono dette contrarie alle restrizioni che saranno imposte all’ingresso di cittadini dell’Unione europea. «Data l’ampiezza delle difficoltà di reclutamento del personale, il governo dovrebbe prendere sul serio le preoccupazioni delle imprese rispetto alle linee guida per le future regole d’immigrazione», ha sottolineato il direttore generale delle Bcc, Adam Marshall. Le imprese britanniche, «devono poter aver accesso a persone qualificate a tutti i livelli senza alti costi e burocrazia», ha commentato ancora Marshall, sottolineando che il governo «deve fare chiarezza a breve termine per evitare una Brexit caotica e disordinata». Nel clima di attuale incertezza, ha aggiunto, molte imprese «stanno comprensibilmente rinviando spese e decisioni sul loro futuro».

 

Margit Szucs

Foto © The Daily Edge, Independent.ie, British Chambers of Commerce

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