Brexit: la Corte di Strasburgo potrebbe invalidare il referendum

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Il britannico Harry Shindler, ultimo soldato vivente dello sbarco di Anzio del 1944, si è dato il compito di fare un’altra battaglia per il diritto di voto agli “expat” inglesi

2 agosto 2018 | di | Attualità - Europa - Politica

Sono oltre due milioni i britannici residenti all’estero che non hanno potuto esprimere il proprio voto in occasione del referendum sulla Brexit, del 23 giugno 2016 perché, in base alla legge britannica “non ne avevano diritto”.  Migliaia le proteste degli “expat” giunte al governo di Sua Maestà. Il capo fila che ha impugnato l’illegittimità del referendum è il veterano di guerra Harry Shindler.

“Fiero londinese” di 97 anni residente in Italia dal 1982 a San Benedetto del Tronto, con l’aiuto dell’avvocato inglese Jacqueline Mac Lennan che risiede in Belgio dal 1987, ha preso la difesa di Harry e di altre nove inglesi residenti in Paesi del Vecchio Continente rivolgendosi alla Corte di Giustizia europea Per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo per l’invalidazione del Referendum.

Shindler ha già avuto una parziale vittoria e una sconfitta, perché c’è un impegno del governo di Theresa May a portare avanti la proposta di legge per concedere il voto agli expat, già approvata alla Camera dei Comuni ma bocciata dalla Corte Suprema Inglese. La richiesta capitanata da Shindler è già stata portata alla attenzione della Corte europea ai primi di luglio 2018 e la sentenza è attesa tra qualche settimana.

                         Harry Shindler

Il ricorso si basa su questioni di principio, in quanto i britannici in Europa non hanno avuto la possibilità di esprimersi sulla eventuale perdita della cittadinanza europea specie nel referendum. La decisione impugnata avallerebbe l’esistenza di una categoria di cittadini di seconda classe ma anche di territori britannici oltremare che non hanno potuto votare un referendum che ha sancito l’allontanamento dalla Ue anche per quelle contrade.

Secondo quanto riferisce Shindler, intervistato per Eurocomunicazione, «privare del voto gli espatriati britannici è un danno alla democrazia…potremmo ritrovarci stranieri nei Paesi in cui viviamo da tanti anni e perdere benefici assistenziali come il diritto di ricevere cure e farmaci». La sentenza della Corte europea è attesa quindi con legittima apprensione. C’è da ricordare che i voti per l’uscita dall’Unione europea furono il 51,9% dei votanti e quelli per rimanere il 48,1 per cento, due milioni di voti da parte degliexpatavrebbero fatto la differenza.

Ma chi è Harry Shindler che abbiamo intervistato nelle Marche? È l’ultimo soldato britannico vivente dello sbarco di Anzio che avvenne il 22 gennaio del 1944. È il rappresentante della associazione dei reduci inglesi, ha sposato una italiana e si è stabilito a Porto d’Ascoli all’ultimo piano di un palazzo da cui si domina la veduta del mare. Ha intrapreso una missione, quella di aiutare figli e nipoti di civili e soldati che vissero l’immane tragedia della seconda guerra mondiale, a rintracciare padri o nonni scomparsi nel nostro Paese.

«Non lo faccio per sentirmi dire grazie» – ci dice con il suo inglese misto a marchigiano verace – ma perché è un dovere salvaguardare la memoria di uomini, una generazione che ha sacrificato la giovinezza sui campi di battaglia e che hanno versato il loro sangue per la libertà di tutti». Sono lettere struggenti quelle che arrivano a casa di Shindler, da parte di figli ormai anziani o nipoti, scoprire il destino di un militare dato per disperso, trovare la sepoltura di un altro soldato morto al fronte, rintracciare il relitto di un bombardiere mai tornato alla base e caduto, sembra nel lago di Bolsena con tutto il suo equipaggio.

         Harry Shindler con Roger Waters

Harry mette documenti e foto in una cartellina e avvia la paziente ricerca attivando uffici pubblici, stazioni di carabinieri, istituzioni, giornali e trasmissioni televisive. In qualche caso è stata riscritta la storia come avvenuto per “l’inglese sconosciuto” ovvero quel soldato britannico senza nome fucilato dai tedeschi in fuga da Roma nel giugno del 1944 che fu prelevato dal carcere di via Tasso con altri tredici detenuti “I Martiri della Storta”, tra i quali il sindacalista e parlamentare Bruno Buozzi, uccisi dai nazisti in località La Storta, poco fuori Roma, sembra perché il camioncino che li trasportava si era rotto e non vi era possibilità di trasbordarli con un altro.

Nel 2007 il caso è stato risolto, perché  a quell’inglese sconosciuto per oltre sessanta anni gli è stato dato un nome, Adler Gabor alias capitano John Armstrong di cui Shindler ci ha raccontato la storia e ne daremo notizia in altro articolo. Ora Shindler “Angelo della memoria” è molto fiero che per il suo impegno: la Regina Elisabetta nel 2014 lo ha insignito della medaglia “dell’Ordine dell’Impero Britannico” e lo scorso anno, in occasione del suo compleanno, ha ricevuto la visita del leader dei Pink Floyd Roger Waters, al quale Shindler ha fatto ritrovare il luogo ove morì il padre Eric Fletcher Waters, ma di questa storia avventurosa ne riparleremo in seguito. Ad Harry è stato dedicato da Rai Storia un docu-film ed in Inghilterra è in corso di pubblicazione  il libro, edito anche in edizione italiana, “La mia guerra non è finita”.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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