Brexit, le linee guida istituzionali su viaggi e trasporti

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Il governo britannico ha pubblicato i possibili cambiamenti di scenari nei rapporti tra Uk e Ue in vari settori chiave delle relazioni: partiamo da viaggi e spostamenti

13 Gennaio 2019 | di | Economia - Europa - in evidenza - Politica - Viaggi

Come sappiamo, la Brexit andrà a influenzare non poco i futuri rapporti tra il Regno Unito e i Paesi membri dell’Unione europea. Per questo il governo sta fornendo indicazioni e linee guida su come sarà necessario muoversi quando l’uscita britannica dall’Ue diventerà ufficiale, il prossimo 29 marzo. Sono contemplate tutte le eventualità, sia la ratifica dell’accordo portato avanti dalla premier Theresa May, sia il suo rigetto, che porterebbe al no deal, cioè a una drastica interruzione delle relazioni tra le parti.

Uno dei settori in cui la Brexit si farà sentire di più per i cittadini è quello dei viaggi. Quali saranno le documentazioni necessarie, per noi e per i nostri amici animali domestici, per spostarsi dalla Gran Bretagna al continente e viceversa?

Brexit viaggiI pacchetti vacanze acquistati da organizzatori residenti nell’Ue prima del 29 marzo resteranno intatti, ad ogni modo è responsabilità delle agenzie fornire le dovute informazioni. Se il sopracitato accordo May-Ue verrà accettato dal Parlamento britannico, ci sarà un periodo di transizione di quasi due anni, fino a dicembre 2020, in cui la legislazione vigente sarà sostanzialmente quella attuale.

In caso di no deal, per le prenotazioni avvenute prima del 29 marzo ma per viaggi successivi a questa data, non saranno garantite coperture dell’Ue verso l’insolvenza degli organizzatori. Varranno invece le legislazioni dei singoli Paesi interessati. Pacchetti vacanze prenotati tramite l’Associazione delle agenzie di viaggio britanniche (Abta), offrono protezione finanziaria e legale. La compagnia è responsabile affinché il viaggiatore ottenga quello per cui ha pagato.

Altro strumento di sicurezza è l’Atol, licenza per gli organizzatori di viaggi aerei gestita dall’aviazione civile. Sarà importante verificare l’adesione dell’agenzia cui ci si rivolge a questo consorzio, in modo da essere certi di avere coperture finanziarie e sostegno in caso di fallimento.

Brexit viaggiStesse dinamiche per il trasporto su ferrovia, strada o navale. Non cambierà l’uso dell’Eurotunnel sulla Manica. Treni, bus, navi o traghetti non presenteranno differenze rispetto alla situazione attuale. Il consiglio delle istituzioni è comunque quello di controllare scrupolosamente le informazioni e le condizioni del viaggio e delle relative assicurazioni.

Anche in caso di no deal, dopo il 29 marzo non ci sarà differenza con le procedure di sicurezza vigenti negli aeroporti. La Commissione europea ha proposto delle misure che evitino dei controlli extra verso passeggeri britannici negli aeroporti dell’Ue. Allo stesso modo, i diritti dei passeggeri negli aeroporti del Regno Unito sarà immutato.

Status particolare per gli irlandesi che, in assenza di accordo, potranno continuare a entrare e soggiornare nel Regno Unito alle stesse e reciproche condizioni attuali. L’immigrazione, ugualmente, non avrà sostanziali sconvolgimenti. In regime di no deal saranno accettati spostamenti con passaporti validi per almeno altri sei mesi dopo la partenza. I maggiori cambiamenti saranno nell’area Schengen, Paesi come Romania, Bulgaria, Croazia e Cipro non presenteranno particolari novità.

Brexit viaggiPer quanto riguarda le multiproprietà, allo stato attuale resta valida la protezione garantita dall’Europa, in qualsiasi Paese si trovi l’immobile in questione. E la situazione non cambierebbe nemmeno in caso di no deal, a patto che il contratto sia valido per la legge britannica. Per le stipule successive al 29 marzo, farà fede il codice del Paese dove si trova la multiproprietà e non quello britannico. Entreranno in gioco le differenze di trattamento dei singoli Stati verso cittadini non-Ue.

Passando alla libertà di circolazione, fino al 29 marzo non saranno necessari documenti aggiuntivi, dopo questa data dipenderà molto dalla finalizzazione dell’accordo o meno. Potrebbe essere necessario rinnovare il passaporto britannico prima della scadenza; si consigliano assicurazioni di viaggio onnicomprensive, anche quando si intraprende il viaggio in macchina; potrebbe essere richiesta una patente internazionale; il roaming per la telefonia mobile potrebbe non essere più disponibile. Come per tutti gli altri casi, sempre bene informarsi con il proprio operatore.

Brexit animali domesticiIl diritto dei consumatori sarà intatto fino al 29 marzo per la cancellazione o ritardo dei servizi aerei, navali e terrestri o di imbarco negato. Le carte di credito, a differenza di quelle di debito e delle ricaricabili, avranno protezione in caso di fallimento della compagnia di appartenenza. Saranno possibili rimborsi per i pagamenti tra le 100 e le 30 mila sterline. Nessun sostegno invece da compagnie in fallimento per far tornare il proprio cliente a casa dall’estero.

Possibili novità sul trasporto di animali domestici, specialmente in caso di no deal. Sarà necessaria la consulenza di veterinari riconosciuti ufficialmente per fornire le indicazioni che incontrino i requisiti richiesti dall’Ue in materia.

Brexit animali domesticiAl momento ci si può spostare con cani, gatti e furetti con un passaporto per animali domestici valido nell’Ue, rilasciato da un veterinario ufficiale almeno 21 giorni prima del viaggio. Inoltre la procedura garantisce che l’animale abbia un microchip e il vaccino contro la rabbia. Questo speciale passaporto dura a vita o finché tutti gli spazi in cui segnalare i trattamenti siano esauriti. Al rientro nel Regno Unito, il chip viene scannerizzato per confermare l’identità. Ai cani introdotti in Paesi non immuni dall’echinococcus multilocularis, un parassita, deve essere somministrato un trattamento apposito cinque giorni prima del ritorno.

Senza un accordo per la Brexit, l’Ue verrà trattata come un qualsiasi Paese terzo. Sarà possibile far spostare gli animali, ma ci sarà una differente documentazione a seconda dei rapporti che si andrebbero a stabilire dopo il 29 marzo. Con ogni probabilità serviranno certificati di salute temporanei, anche mesi prima del viaggio.

In ogni caso la situazione è ancora molto incerta e tutto potrebbe subire variazioni a seconda del percorso che sarà intrapreso. È dunque di fondamentale importanza continuare progressivamente a rimanere aggiornati, in particolar modo attraverso i canali ufficiali della comunicazione istituzionale.

 

Raisa Ambros

Foto © wns.com; express.co.uk; bbc.co.uk; thetimes.co.uk

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