Caso Orlandi: spunta la pista di Alì Ağca

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«È viva e sta bene. Fu vittima di un intrigo internazionale per motivi politici e religiosi connessi al “terzo segreto di Fatima”». Continua ricerca delle ossa

26 Luglio 2019 | di | Attualità

Proseguono domani, sabato 27 luglio, le operazioni al Campo Santo Teutonico in Vaticano per ritrovare le ossa di Emanuela Orlandi. Il comunicato della Sala Stampa dice che sono state trovati frammenti ossei o ossa frammentate di piccole dimensioni. L’analisi è in corso da parte del perito del Vaticano e dai suoi assistenti alla presenza del perito nominato dalla famiglia Orlandi. Tra quelle fino a questo momento esaminate, non risultano che vi siano quelle  appartenenti alla giovane donna.

Ieri, giovedì 25 luglio, ha fatto discutere i media una lettera che Ali Ağca, tramite il suo avvocato, ha fatto pervenire alla stampa internazionale, secondo cui: «Emanuela Orlandi è viva e sta bene. Non fu mai sequestrata nel senso del termine, ma fu vittima di un intrigo internazionale per motivi politici e religiosi connessi al “terzo segreto di Fatima”». In proposito Agca aggiunge che la Cia avrebbe documenti segreti che andrebbero rivelati al mondo.

La lettera è stata fatta pervenire dalla Turchia ove il “lupo grigio” risiede. Secondo Ağca, il Vaticano non è responsabile di questo intrigo internazionale. Ricordiamo che Ağca attentò alla vita di Karol Woityla il 13 maggio 1981 e che “una mano misteriosa deviò la pallottola” che avrebbe sicuramente ucciso il Santo Padre in quanto Ağca era stato addestrato per questo dai servizi segreti dell’est. Il terzo segreto di Fatima fu dato dalla Vergine Maria a tre pastorelli quando apparve loro dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917.

Suor Lucia trascrisse la prima e seconda parte nel 1941 quando la seconda guerra mondiale era in svolgimento. La terza parte fu scritta nel gennaio del 1944 e messa in una busta sigillata, che come disse la Vergine, doveva essere aperta nel 1960. Il contenuto non fu reso pubblico fino all’anno 2000 quando Papa Giovanni Paolo II ordinò di renderlo noto. In esso si parla di un vescovo vestito di bianco che mentre ascende un monte sopra il quale è una croce di legno grezzo, vede intorno a sé migliaia di sacerdoti, vescovi, religiose e persone, morenti. Giunto ai piedi della grande croce il vescovo viene ucciso da un gruppo di soldati.

Il testo del messaggio è simbolico e “l’uomo vestito di bianco” è stato individuato come un antipapa. Qualcuno afferma invece che il segreto in una parte non è stata resa pubblica e si riferirebbe ad una terza guerra mondiale nella quale l’umanità precipiterebbe se si ostinasse a vivere nella via del male. L’8 maggio 2012 l’ex magistrato Federico Imposimato, che aveva indagato sulla scomparsa, affermò che Emanuele Orlandi era stata rapita e portata dapprima in Germania, poi in Francia e da qui in Estremo Oriente.

Era unavvertimentoa Papa Woityla da parte del KGB e servizi segreti dell’est a non fare propaganda contro i regimi comunisti. La Orlandi avrebbe avuto una relazione con uno dei rapitori esponente dei “lupi grigi”, cui apparteneva anche Ağca e quindi portata in Turchia, avrebbe avuto dei figli e abbracciato la fede mussulmana. Il fratello della Emanuela Orlandi, riguardo le esternazioni di Alì Ağca ha dichiarato ieri alla stampa che la storia del complotto con la Cia gli era già stata raccontata dal “lupo grigio”, qualche anno fa, quando si era recato in Turchia e aveva incontrato l’attentatore di Giovanni Paolo II.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Biografie on line, Church Pop, TgCom24

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