C’è una Germania contro l’austerity: «sta spaccando l’Unione europea»

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Il vicecancelliere Gabriel attacca la Merkel citando Kohl. Con Italia e Francia «meglio la flessibilità» che i populisti al potere

8 Gennaio 2017 | di | Attualità - Europa - in evidenza - Politica

«L’insistenza della Germania di Angela Merkel sull’austerity nell’Eurozona ha diviso l’Europa come non mai e una spaccatura della Ue non è più impensabile». Lo afferma il vice cancelliere socialista Sigmar Gabriel in un’intervista a Der Spiegel, il giornale (settimanale) tedesco più venduto, attaccando duramente la cancelliera. Gabriel cita tra l’altro i rischi politici in Paesi come Francia e Italia: «una volta ho chiesto a Merkel cosa è peggio per la Germania: concedere a Parigi mezzo punto percentuale in più di deficit o avere Le Pen all’Eliseo? Ancora mi deve una risposta».

Political Leaders Meet As Greece Crisis Intensifies
Gabriel e la Merkel

Chi mai avrebbe pensato che l’attacco alla politica dell’austerity potesse provenire dal vice (ma in virtù della “Grossa coalizione” fra cristiano popolari e socialdemocratici il ruolo è in mano all’antagonista della cancelliera) Merkel, non da un politico del Sud dell’Europa? Il vicepremier e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel è il maggior indiziato come candidato del suo partito alla premiership del Paese per le politiche del prossimo settembre. Si prospetta la fine della Grosse Koalition e un eventuale governo con verdi e sinistra, come avvenuto dal 1998 al 2005 con Gerhard Schröder.

L’accelerazione, di tempi e toni, del vice-cancelliere per la campagna elettorale deve dipendere anche dal riposizionamento nel proprio campo (partito) del presidente uscente del Parlamento europeo Martin Schulz, che ha deciso di lasciare il suo ruolo in Europa (comunque in scadenza) per tornare in patria con un ruolo di primo piano: candidato cancelliere o futuro ministro degli Esteri, come riporta anche l’Agenzia Ansa. Prima della fine dell’anno era stata la Merkel ad annunciare la sua quarta candidatura di fila per la cancelleria, e al momento è tuttora la favorita, nonostante il calo dei consensi delle ultime elezioni regionali (Land).

Helmut Kohl
Helmut Kohl

Come scrivevamo nell’intervista di ieri a Der Spiegel Gabriel ha citato espressamente Italia e Francia tra le vittime dell’austerity della cancelliera. «Visto che nell’Eurozona la Germania ha puntato esclusivamente sulla politica di austerità l’Unione europea è più divisa che mai. Trovo inaccettabile che Stati come Francia e Italia, che hanno varato riforme, debbano fare sforzi giganteschi per ridurre di mezzo punto il deficit di bilancio. Wolfgang Schaeuble rincara la dose quando i greci decidono di distribuire il loro piccolo surplus ai più poveri tra i pensionati. Helmut Kohl non avrebbe mai trattato gli altri Paesi europei in questa maniera!».

Non solo austerity, il secondo affondo è sui migranti, dove Gabriel riconosce alla cancelliera la sua apertura (che probabilmente ha causato la débâcle nelle ultime elezioni regionali, ndr) nell’accogliere chi fugge dalle guerre, ma accusa la Merkel di non aver lavorato abbastanza con i partner europei. «Si è trattato del più grosso errore, non era d’accordo con nessuno, ad eccezione dell’Austria». A dimostrazione delle sue ambizioni di leadership l’esponente socialdemocratico ha affrontato poi tutti gli argomenti di attualità, in particolare quello sul terrorismo, arrivando a prospettare una chiusura delle moschee salafite, che spingono alla radicalizzazione e avvicinano al terrorismo islamico, di cui la Germania è sempre più vittima.

PITTELLA, Gianni (S&D, IT); TAJANI, Antonio (EPP, IT)

Curiosamente, nella giornata dell’intervista di Gabriel, in Italia sono emerse le posizioni dei due principali antagonisti per il ruolo di presidente dell’Europarlamento al posto di Schulz. Intervistati dal quotidiano della Cei Avvenire Antonio Tajani e Gianni Pittella (nella foto a destra mentre aspettano il risultato di una votazione) hanno espresso i loro punti di vista. Per l’attuale vicepresidente vicario del Parlamento europeo Tajani «l’Unione europea deve provare a scrollarsi di dosso l’immagine di “cabina di regia” di burocrati, pena la sua sopravvivenza (…) se per la crisi in Siria sono necessari corridoi umanitari, per i milioni di persone in Africa occorre un vero piano Marshall di investimenti, non pochi milioni di euro, con partnership industriali e commerciali». Per l’attuale presidente del gruppo dei Socialisti & Democratici Pittella «La crisi non si è risolta e non si risolverà se non ci sarà una politica espansiva. La politica del rigore cieco e sordo alla (Wolfgang) Schäuble (ministro delle Finanze tedesco, ndr) è stata un veleno. Ha distrutto posti di lavoro e migliaia di imprese. Abbiamo bisogno di politiche che consentano investimenti pubblici nei settori dove si creano posti di lavoro. Se non si cambiano le regole di bilancio, anche superando il fiscal compact, non ne usciamo».

 

Ludovico Stella

Foto © Deutschland.de, Politico.eu, European Union (EP)

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