A Cipro, il turismo è soprattutto una risorsa strategica

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Mentre si prospetta una ripresa dei negoziati per la riunificazione la repubblica insulare, membro Ue, scommette sulla ricchezza del suo territorio

18 Marzo 2015 | di | Attualità - Viaggi

Si avvicina il 25 marzo, festa nazionale greca, che celebra la sollevazione del 1821 contro l’occupazione turca. Nella repubblica di Cipro, membro Ue dal 2004, si incominciano già a vedere in questi giorni bandiere greche che sventolano a fianco a quelle cipriote davanti alle chiese (nella foto) e anche presso qualche abitazione privata, a riprova del legame che unisce la popolazione locale ai greci, con cui condividono lingua, origini e cultura.

 

bandiera grecaUn legame a filo doppio che ha trascinato, nel 2013, anche l’economia locale nel baratro. I ciprioti non hanno dimenticato il prelievo forzoso sui conti correnti, che ha colpito i risparmi di una vita anche della gente comune. Il tasso di disoccupazione attuale si aggira intorno al 15% ma, a due anni dal momento più critico, l’isola ha ripreso a guardare con speranza al futuro.

Il turismo rappresenta una risorsa cruciale. La posizione strategica di Cipro nel Mediterraneo offre un clima favorevole per quasi per tutto l’anno, consentendo una presenza di ospiti – i più numerosi sono gli inglesi – anche nei mesi più freddi. Le temperature sono sempre gradevoli, senza dover uscire dall’Europa: un grande vantaggio in questo periodo di instabilità politica nei Paesi affacciati a sud del Mediterraneo.

 

 

Elea 18th IMG_9491 red flagA Cipro già a marzo si gioca a golf, per esempio, in tutta tranquillità e con vista panoramica sul mare, all’Elea Golf Club di Pafos (nella foto), dove il green si integra perfettamente in un contesto di macchia mediterranea e ulivi, preservati con una progettazione attenta anche al consumo idrico. Oppure all’Aphrodite Hills, sempre a Pafos, dove il campo da golf è limitrofo a un resort che include un hotel a cinque stelle e lussuose ville e appartamenti.

 

 

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa crisi non ha arrestato il fermento immobiliare: nuovi complessi di ville e appartamenti oggi parlano, attraverso la pubblicità, anche a una clientela composta da russi e cinesi (nella foto, una pubblicità quadrilingue su un autobus). Nuovi ricchi che con un investimento immobiliare di almeno 300 mila euro possono ottenere il permesso di residenza elettiva a Cipro. Con la Russia, in particolare, il legame è anche culturale, oltre che economico. Gli splendidi monasteri ortodossi di Cipro, testimoni di una storia millenaria del cristianesimo sull’isola, sono meta di pellegrinaggio per molti fedeli russi. A Larnaca, nel sotterraneo della magnifica chiesa in pietra di San Lazzaro del IX secolo, c’è la tomba del santo – amico di Gesù ritornato nel mondo dei vivi – mentre da Pafos è passato San Paolo, che qui fu flagellato dal governatore romano di Cipro, prima di riuscire a convertirlo alla nuova fede.

La Pasqua greco ortodossa quest’anno ricorre il 12 aprile prossimo, e anche a Cipro sarà festeggiata con un tripudio gastronomico, che unisce i piatti della tradizione greca alla cucina locale, che attinge ai prodotti del territorio. La primavera a Cipro è un’orgia di profumi, in una natura rigogliosa e ricca di 1900 varietà floreali, di cui 140 endemiche. Il turismo enogastronomico e naturalistico è complementare all’esperienza balneare, ed è in piena crescita. Agriturismi, degustazioni di prodotti tipici (nella foto, la preparazione del formaggio di capra halloumi), percorsi natura a piedi e in mountain bike arricchiscono l’offerta dell’isola.

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Resta aperta la ferita dell’invasione turca del 1974, che ha occupato il 37% del territorio dell’isola e ne ha sconvolto l’equilibrio demografico. Quest’anno, a luglio, ricorrono 41 anni da quando i greco ciprioti del nord hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni e i loro averi per fuggire dai bombardamenti e dall’avanzata dell’esercito di Ankara. «Siamo usciti di casa con quanto avevamo addosso, convinti di poter rientrare nel giro di pochi giorni», ricorda Olga, guida turistica, originaria di Famagosta, che all’epoca aveva 15 anni ed è una dei 200 mila greco ciprioti sfollati. Dopo l’apertura dei check point nel 2003, ha rivisto la sua casa da lontano, in una città divenuta fantasma.

Intanto, il consigliere speciale del segretario delle Nazioni Unite Espen Barth Eide nei giorni scorsi ha auspicato una ripresa dei negoziati per la riunificazione, sospesi lo scorso ottobre. «Occorre rendersi conto che non si può andare avanti, anno dopo anno, senza nessun progresso perché questo problema è rimasto irrisolto per decenni». Il diplomatico ha parlato anche di “occasioni da cogliere” e si è dichiarato ottimista. Ma gli ostacoli da superare, in una situazione incancrenita da quattro decenni di contrasti e divisioni, restano importanti.

 

Maria Tatsos

© Courtesy Elea Estate, Maria Tatsos

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