Confcommercio: Giornata dedicata al tema “legalità mi piace”

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I reati diminuiscono e la percezione di sicurezza generale cresce, ma i fenomeni criminali costano alle imprese e ai pubblici esercizi 29 miliardi di euro di fatturato all’anno

21 Novembre 2018 | di | Economia

Consueto appuntamento presso la sede di Confcommercio in P.za Belli a Roma per la presentazione del rapporto su criminalità, abusivismo, illegalità nel Belpaese nel settore del commercio. Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ha presentato l’indagine realizzata dal 24 settembre a fine ottobre, alla quale hanno partecipato oltre 4.600 imprese.

Dal rapporto si evince che quest’anno, pur considerando una riduzione dell’1% nella frazione dei reati, le minacce e intimidazioni a scopo di estorsione sono rimaste eguali a quelle dello scorso anno (23%), tenendo presente però che nel 2014 si attestavano al 15%. Il 9% delle persone interpellate ha avuto un’esperienza diretta di queste intimidazioni a scopo di estorsione  con 122.000 eventi su circa 1.400.000 imprenditori del terziario. Il 17%  lo ha subito al Sud d’Italia, il 3% al Nord. Dall’indagine emerge anche che il 28% ha accettato di pagare (34 mila imprenditori).

Tra le misure volte a protezione della propria impresa il 53% ha deciso di installare telecamere, il 40% ha contratto una assicurazione, il 32 % ha deciso di denunciare il fatto, il 27 % si è rivolto a una vigilanza privata. Tra coloro che sono più esposti a questo reato spiccano i tabaccai con il 95% e i benzinai (94%). Tra tutti gli interpellati il 92% è favorevole a un inasprimento delle pene, mentre il 52% ritiene che le attuali leggi siano poco efficaci per contrastare furti, rapine, estorsioni, usura, contraffazione e abusivismo.

L’ufficio studi di Confcommercio ha anche calcolato i costi dell’illegalità per il commercio e pubblici esercizi. Dalla analisi risulta che la perdita annuale per il 2018  per abusivismo commerciale è di ben 8,4 miliardi di euro, per abusivismo nella ristorazione 6,5 miliardi (in crescita), per la contraffazione 3,5 miliardi, per il taccheggio 3.7 miliardi. Se aggiungiamo i costi per ferimenti, assicurazioni, spese difensive per la cyber criminalità, la perdita totale raggiunge 29,1 miliardi di euro con ben 186 mila posti di lavoro regolare a rischio.

È fuori dubbio che centinaia di migliaia di imprenditori onesti si vedono usurpare una consistente fetta di  mercato dal regime di concorrenza sleale generato dai prezzi ridotti dei prodotti contraffatti. Operatori che non stanno alle regole arrecano notevole  danno  alle casse dello Stato, per evasioni contributive e fiscali. Così avviene che il riciclaggio dei profitti illeciti genera proficue attività delittuose (droga, armi, ecc).

Il presidente di Confcommercio  Carlo Sangalli, nel suo intervento ha precisato che «la criminalità organizzata ha imparato a comportarsi come un camaleonte dentro la società: così ci si convince che uomini laureati in giacca e cravatta non possano essere violenti criminali. La nostra sfida è quella di appassionare alla legalità innanzitutto i più giovani».

È intervenuto anche il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini  il quale, a proposito di legalità, ha dichiarato: «abbiamo investito decine di milioni di euro per avere telecamere funzionanti. A me interessa che i negozi aprano perché sicurezza sono anche le luci del negozio che si accendono». All’arrivo dell’attesa lettera da Bruxelles ha poi commentato: «È arrivata la lettera di Bruxelles? Bene, aspetto anche quella di Babbo Natale. Discuteremo educatamente come abbiamo sempre fatto. Ci confronteremo. Io vado avanti….», e ha poi aggiunto: «anche se siamo al governo in due con sensibilità diverse, io punto sul lavoro e per fare questo bisogna abbassare le tasse per chi fa impresa. L’obiettivo è una tassazione bassa, equa e semplificata per tutti e, una volta raggiunto, chi evade deve andare in galera».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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