Confcommercio: si affermano nuove professioni ma cala il reddito

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L’universo professionale autonomo è in evoluzione. Occorrono maggiori certezze e bisogna combattere le criticità economiche che portano alla riduzione dei redditi

14 Novembre 2019 | di | Economia

Presentato presso la Confcommercio, in occasione del convegno “Professioni e Professionisti:l’Italia che cresce?” un’interessante ricerca dell’ufficio studi, il cui direttore, Mariano Bella, ha prodotto tabelle con l’evoluzione occupazionale dal 2008 al 2017 delle nuove professioni non ordinistiche quali gli amministratori di condominio, le guide turistiche, consulenti tributari, informatici, wedding lanner, designer, grafici, formatori, professionisti Ict, consulenti di management.

                         Mariano Bella

Sono circa 1.400.000 i liberi professionisti in Italia, pari al 6,1% degli occupati complessivi, con una crescita negli ultimi nove anni di 243.000 unità. Ad una evoluzione occupazionale positiva fa però da contrasto un andamento negativo del reddito medio pro capite, pari a quasi 16.200 euro nel 2017 che si è ridotto di ben il 24,5% negli ultimi nove anni.

I nuovi professionisti si inquadrano per la quasi totalità (98,1%) nei servizi di mercato. La metà di essi opera nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, ma tra il 2008 e il 2017 sono in forte crescita quelle attività complementari ai servizi alla persona, come l’istruzione (più 170%), sanità e assistenza sociale (più 110%) attività artistiche, sportive di intrattenimento e divertimento (più 77%).

Mariano Bella ha anche presentato una tabella con gli occupati indipendenti sul totale degli occupati raffrontati con altri Paesi europei e gli Usa. In Italia nel 1960 si contavano 38,5 indipendenti nel 2007 erano il 26,3, nel 2018 sono 23,8. La Spagna era al secondo posto con nel 1960 32,8,nel 2007 13,7 e nel 2018 12,5. Seguono la Francia, la Germania, ultimo il Regno Unito e quindi gli Usa. Era atteso al convegno il presidente Conte ma le note vicende dell’Ilva e la drammatica situazione dell’acqua alta a Venezia lo hanno costretto a rinunciare.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (nella foto di apertura, ndr) nel suo intervento ha dichiarato: «Diamo volentieri atto al governo di aver disinnescato gli aumenti IVA (…) ci siamo battuti come Confcommercio consapevoli che i 23 miliardi di maggiori imposte avrebbero spalancato la posta alla recessione (…) bisogna rafforzare l’impegno per la crescita. Ci sono decine di miliardi di risorse europee e nazionali già disponibili che andrebbero trasformate in cantieri aperti e in opere utili, realizzate in tempi ragionevoli, per noi questo resta il primo punto dell’agenda di lavoro della buona politica e della buona amministrazione». Ha poi invitato le forze politiche a procedere alla riforma complessiva delle aliquote IRPEF: «a vantaggio di tutti» – ha continuato Sangalli – «così da costruire una alleanza tra i contribuenti in regola secondo il sacrosanto principio del “pagare tutti per pagare meno”».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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