Congresso nazionale Giovani Imprenditori Confapi con Zanetti, Casasco e Tajani

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Presentate le proposte per ridurre i ritardi dei tempi medi di pagamento delle Amministrazioni Pubbliche. Come la sospensione fiscale se lo Stato non paga

14 Dicembre 2015 | di | Economia

Come fare per ridurre i tempi medi di pagamento della Pubblica Amministrazione? Fino a quando le imprese potranno fare da banca allo Stato sottraendo così risorse alla ricerca e all’innovazione di processi e di prodotti? Sono questi alcuni degli interrogativi che hanno fatto da fil rouge al congresso nazionale dei Giovani Imprenditori Confapi “Crediti e vita lunga? No in italia si muore di credito” che si è tenuto a Roma lo scorso 11 dicembre nella Sala Capranichetta a Piazza Montecitorio. Non fallibilità e sospensione fiscale per le Pmi che vengono pagate in ritardo, oltre ad accordi con Equitalia e Inps per rateizzare i debiti e la creazione di un fondo di garanzia che finanzi le Pmi. Ecco alcune delle dieci proposte a costo zero per lo Stato per risolvere il problema dei tempi di pagamento di Pubblica Amministrazione e privati presentate dai Giovani di Confapi in occasione del loro congresso nazionale nella capitale.

IMG_3687Ad aprire il congresso erano stati i saluti del presidente nazionale di Confapi Maurizio Casasco, a cui è seguita la relazione del presidente giovani imprenditori Confapi Angelo Bruscino che ha fatto da premessa alla tavola rotonda alla quale sono intervenuti il docente di Bilancio consolidato e Analisi di bilancio presso l’Università degli studi del Piemonte orientale Paolo Esposito, il sottosegretario di Stato del ministero dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti e il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Antonio Tajani. A moderare i lavori c’era il vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano. Le proposte presentate fanno parte di uno studio dell’Osservatorio sui tempi di pagamento e prevedono la non fallibilità per le Pmi affette da ritardi (con una relativa modifica della Legge Fallimentare), la sospensione fiscale, dai secondi Acconti Irpef, Ires, Irap e l’esenzione da verifica Durc con fissazione soglia per gli importi inferiori a 10 mila euro, al pari dell’esenzione da verifica fiscale Equitalia.

IMG_3686I giovani di Confapi chiedono, sempre per le pmi che subiscono ritardi nei pagamenti, anche un intervento normativo che preveda il raddoppio dei termini per il rateizzo di debiti tributari iscritti a ruolo da 10 anni a 20 anni con un patto con Equitalia e Inps, l’istituzione di un fondo nazionale di garanzia che supporti finanziariamente le Pmi (con Cassa Depositi e Prestiti e CCIAA) e l’emissione di Titoli di Stato per finanziarle. Tra le richieste c’è anche l’estensione normativa del Job act, la creazione di un “Prompt Payment Act” Italiano, un Codice etico per le Pmi che aderiscono volontariamente obbligandosi a “pagamenti responsabili” nei 30 giorni dall’emissione delle fatture, e l’accordo con Equitalia e Inps (attraverso un intervento normativo) prevedendo il raddoppio dei termini per il rateizzo previdenziale, tributario, esattoriale con sospensione coattiva dei recuperi erariali. I giovani di Confapi ipotizzano infine, sulla scorta dell’esperienza del Comune di Bristol, transazioni con monete complementari.

IMG_3688Per il sottosegretario Zanetti «il governo sta dimostrando molta attenzione al tema dei ritardi dei pagamenti, oltre all’impegno per pagare i debiti della P.a. anche sui ritardi tra privati: in legge di stabilità è stato istituito un fondo per le imprese che non sono pagate perché è un fenomeno preoccupante». Per quello che riguarda i pagameti della P.a. Zanetti ha ricordato che «il governo ha messo a disposizione 56 miliardi per pagare i debiti, a giugno, ma presto arriverà un nuovo aggiornamento. 44 miliardi erano già nelle disponibilità degli enti che devono pagare. Il 65%, è già stato pagato, non è il 100% ma sono passi avanti significativi».

IMG_3668«In Italia sono ancora migliaia le aziende che quest’anno falliranno a causa di crediti non pagati» – ha dichiarato Angelo Bruscino – «nonostante le evoluzioni normative, l’obbligo europeo e il continuo richiamo a normalizzare nel nostro Paese sul tema dei tempi di pagamento, la situazione resta gravissima. In questi anni di crisi» – continua Bruscino – «al danno spesso si è aggiunta anche la beffa subita da moltissime Pmi di “morire di credito“, i mancati pagamenti per beni e servizi resi, sono tra i tanti problemi quelli che contribuiscono a scoraggiare fortemente la ripresa nello Stivale. Molte imprese si ritrovano schiacciate tra il credit crunch e tra clienti che non pagano generando così una spirale che si ripercuote sui fornitori e i dipendenti».

IMG_3678I giovani imprenditori, che più degli altri sentono l’esigenza e il bisogno di normalizzare l’eco-sistema del Belpaese hanno affidato in questa occasione al governo, all’Europa e al Parlamento le loro proposte per attivare 10 pratiche, immediate e possibili soluzioni. «Chiediamo che ci sia riconosciuto, come operatori economici di questo Paese, il diritto di costruire imprese che abbiano la possibilità di crescere in un’Italia che agevoli e incoraggi i suoi migliori talenti e che ci chieda di competere alla pari con il resto del Mondo, per questo abbiamo scelto la proposta alla protesta, perché noi crediamo ancora che qui sia possibile realizzare il nostro domani, non andiamo via, restiamo e costruiamo qui i nostri sogni, le nostre Pmi perché un’Italia senza i suoi giovani imprenditori è un Paese più povero e senza futuro».

Nel pomeriggio sono intervenuti sul tema dei termini di pagamento il componente della Commissione Industria della Camera dei Deputati Leonardo Impegno, il componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati Giovanni Palladino e sono stati presentati i Case History dei Giovani Imprenditori Confapi, la vicepresidente nazionale Giovani Imprenditori Confapi Valeria Barletta e il consigliere Api Lecco Guido Bonaiti. Ha concluso i lavori la relazione del presidente Giovani Imprenditori Confapi Angelo Bruscino.

 

Nicola Del Vecchio

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