Cos’è e cosa fa la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB)

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A gennaio la firma dell’accordo per la ricostruzione delle aree del centro Italia colpite dai terremoti al MEF tra il vice governatore Monticelli e l’Ad di CDP Gallia

9 febbraio 2018 | di | Economia - Europa - in evidenza

La Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB, dall’acronimo inglese Council of Europe Development Bank) è la più antica istituzione finanziaria multilaterale in assoluto dopo la Banca mondiale, con la peculiarità di avere finalità sociali. Creata nel 1956 da 8 Stati membri del Consiglio d’Europa per fornire aiuti volti a risolvere la problematica dei rifugiati della Seconda Guerra Mondiale, il suo campo d’azione si è progressivamente esteso ad altri settori, per contribuire al rafforzamento della coesione sociale nel Vecchio Continente. Pur non essendo molto grande – in tutto i dipendenti sono circa 200 – ha circa 30 miliardi di bilancio, approva 3,5 all’anno di prestiti e gode di una piena indipendenza finanziaria. Attualmente conta 41 Stati membri (dei 47 del Consiglio d’Europa, sono fuori tra i Paesi Ue solo Austria e Regno Unito). L’Italia, con una una quota percentuale di partecipazione pari a circa 16,785%, rientra, assieme a Francia e Germania, tra i cosiddettiGrandi Azionisti”. La Ceb basa la propria attività su fondi e riserve propri e non riceve dagli Stati membri alcun aiuto o sovvenzione e non finanzia direttamente gli individui, ma attraverso le entità nazionali.

          L’edificio della CEB a Parigi

Attualmente il management è composta dal governatore tedesco Rolf Wenzel e da due vice-governatori, l’italiano Carlo Monticelli (delega alla Strategia finanziaria) e Rosa María Sánchez-Yebra Alonso (delega alla Strategia di sviluppo sociale). L’attività della CEB è rivolta prioritariamente a finanziare e sostenere progetti a favore di popolazioni vulnerabili come rifugiati, migranti e vittime di calamità naturali o ecologiche. Al fine di promuovere uno sviluppo sociale sostenibile, l’operatività della CEB viene declinata in 4 linee d’azione settoriali: rafforzare l’integrazione sociale e combattere l’emarginazione; favorire una gestione responsabile dell’ambiente sostenendo progetti volti a mitigare o prevenire gli effetti di catastrofi naturali; sviluppare infrastrutture pubbliche a vocazione sociale nel campo dell’istruzione, della sanità nonché per servizi pubblici amministrativi, giudiziari e penitenziari; favorire l’attività di micro, piccole e medie imprese.

A sinistra Fabio Gallia (CDP) e a destra Carlo Monticelli (CEB)

Lo scorso 26 gennaio, nella prima riunione del 2018, il Consiglio di amministrazione della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) ha approvato sei nuovi prestiti per un valore di quasi 635 milioni di euro. All’Italia è stato accordato un prestito di 290 milioni di euro alla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’ente nazionale di promozione della Repubblica italiana, per sostenere il suo impianto di punta “Plafond Beni Strumentali” e per finanziare canali per micro, piccole e medie imprese (Pmi). I fondi della CEB consentiranno alle Pmi di accedere ai finanziamenti per i loro investimenti produttivi, rafforzando così la loro competitività e promuovendo la creazione di posti di lavoro e la conservazione in un Paese in cui le Pmi coprono l’80% del numero totale di persone occupate. Dunque un sostegno importante da parte della CEB per la creazione di posti di lavoro. Molto poi è stato fatto per i Balcani o per la crisi migratoria, con Francia Germania e Italia a far la parte da leone, donando 3 milioni di euro, mentra la BEI – Banca europea per gli investimenti, istituzione dell’Unione europea – ne ha investiti ben 5 milioni. Spesso CEB e BEI cofinanziano progetti al 50%, monitorando congiuntamente l’utilizzo dei fondi concessi, a garanzia del corretto utilizzo.

Sottoscrizione dell’accordo CDP-CEB per il finanziamento della ricostruzione privata nelle aree colpite da eventi sismici, alla presenza del ministro Padoan e della commissaria De Micheli.

Altro accordo con Cassa Depositi e Prestiti è avvenuto lo scorso 12 gennaio, quando il vice governatore della CEB, Carlo Monticelli, e l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Fabio Gallia, hanno siglato a Roma presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), alla presenza del ministro Pier Carlo Padoan e del commissario straordinario per la ricostruzione Paola De Micheli, un accordo di finanziamento da 350 milioni di euro per supportare i progetti di ricostruzione delle aree del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Le risorse, messe a disposizione da CEB, confluiranno nel Plafond Sisma Centro Italia di CDP e saranno destinate, attraverso intermediari finanziari, a famiglie e imprese per i lavori di riparazione, restauro e ricostruzione dei territori colpiti.

 

Giovanni De Negri

Foto © Consiglio d’Europa, Cassa Depositi e Prestiti

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