Crocieristi per passione. Intervista a Daniele Rossi, presidente Assoporti

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Sono 30 milioni i passeggeri nei porti mondiali con un fatturato di oltre 41 miliardi di dollari. In Italia saranno 12 milioni i crocieristi alla fine dell’anno. Civitavecchia il primo porto italiano

5 Ottobre 2019 | di | Attualità - Economia

Non è Venezia, né Genova e neppure Napoli il porto italiano con più passeggeri crocieristi, ma Civitavecchia, la città laziale dove visse nel 1831 in qualità Console francese lo scrittore Henri Beyle, in arte Stendhal.

L’anno che sta per concludersi segna ancora una crescita per l’industria crocieristica mondiale. Con un nuovo primato di 30 milioni di passeggeri (+6% rispetto al 2018), mentre il fatturato stimato è di 41,6 miliardi di dollari e con l’impiego di 1,1 milioni di persone.

Quali le mète più frequentate? I Caraibi al primo posto con una quota di mercato del 34,4%; seguono il Mediterraneo con il 17,3%, l’Europa con l’11,1%, Cina con 4,9%, Australia con il 4,8% (Fonte Clia, l’associazione internazionale delle compagnie di crociera).

Le previsioni per il 2019 sono ancora nel segno della crescita anche in Italia: saranno quasi 12 milioni i passeggeri nei porti italiani con un tasso di crescita del 7,13%. Sul podio Civitavecchia con 2.567.000 di passeggeri (+5,13% rispetto al 2018); Venezia con 1.544.000 (-1,06%) e Genova con 1.343.000 +32,79%).

Daniele Rossi è stato nominato a fine febbraio 2019 presidente di Assoporti, Associazione che rappresenta i porti nazionali amministrati dalle Autorità di Sistema Portuale. Eurocomunicazione lo ha intervistato.

                         Daniele Rossi

Crescono i passeggeri crocieristi nel mondo e in Italia, che in dieci anni ha visto un tasso di crescita costante: quali i motivi di questa nuova tendenza turistica? Perché gli italiani preferiscono le vacanze di crociera?

«È con piacere che possiamo confermare che, nonostante un contesto geopolitico complicato che influenza e condiziona la competitività di singoli scali o aree, le crociere continuano a ricevere il favore sempre di maggiori viaggiatori. Infatti, negli ultimi 10 anni il tasso medio di crescita dei clienti crocieristi è stato 4,7%. Il mercato del turismo crocieristico ha registrato soprattutto un incremento dei clienti provenienti dal Nord America, da sempre favorevoli a questo tipo di turismo. Tuttavia, anche in Europa il trend è in crescita. L’Italia si posiziona al terzo posto in Europa dopo Germania e Irlanda per numero di crocieristi. Potremmo dire che le motivazioni siano diverse. Ad esempio, la comunicazione capillare da parte delle Compagnie di Navigazione di quanto possa essere effettivamente fatto a bordo e visto nel corso delle toccate nei vari Paesi indicati negli itinerari. Naturalmente anche i costi relativamente accessibili di molte crociere rende questo segmento appetibile a molte più persone rispetto al passato». 

 L’Italia può competere con l’Europa per il turismo crocieristico?

«Non solo l’Italia può competere ma è sicuramente un Paese leader come dimostrano i dati che vedono il Belpaese al primo posto nel Mediterraneo per numero di crocieristi. Possiamo tranquillamente dire che gli itinerari del Mediterraneo prevedono sempre toccate nelle città più conosciute in Italia. Poniamo anche l’accento su un nuovo turismo crocieristico che vede anche le visite di navi più piccole in località meno conosciute dell’Italia che vanno ad aggiungersi alle destinazioni tradizionali delle navi da crociera».

Il traffico in Italia quanto peso ha nell’area Mediterraneo?

                    Porto di Civitavecchia

«Come anticipato, l’Italia nel Mediterraneo ha il primato. Nello specifico, nel 2017 su 26.647.001 crocieristi nell’area Mediterraneo 10.161.403 hanno scelto i porti italiani come destinazioni rappresentando, quindi, quasi il 40% del totale. In quest’ottica, è stato e continua ad essere necessario lavorare su infrastrutture di accoglienza e di collegamento per riuscire a gestire questo trend».

Ci sono misure in atto per migliorare i porti italiani e quali quelli più attenzionati?

«La portualità italiana è tutta attenzionata su questo segmento di traffico. Infatti, ci sono stati e sono in atto molti investimenti per lo sviluppo e la gestione di questo segmento di traffico. Ciò include molti investimenti da parte dei privati, ad esempio la realizzazione del terminal crociera nel porto di Civitavecchia, oppure gli investimenti da parte delle Compagnie in termini di navi sostenibili con impianti di GNL (gas naturale liquefatto), ma anche investimenti pubblici per rendere le banchine e i fondali adeguati. In tutto questo, le Autorità di sistema portuale insieme ai territori circostanti, stanno lavorando sia sulla sostenibilità che sul rapporto con le città che accolgono i crocieristi».

Quale messaggio da inviare agli italiani che ancora sono scettici sul turismo di crociera? «Diciamo che insieme alle compagnie e ai terminal dovremmo incentivare anche questo tipo di turismo con informazioni chiare e includendo nell’agenda dei ministeri competenti (Cultura, Turismo, Ambiente, Sviluppo Economico) anche questa importante attività economica e promozionale. Come Associazione abbiamo avviato e stiamo lavorando sempre più su questo fronte».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Costa Crociere – Assoporti – Etruria News

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