Dal 2002 il sistema di controllo dell’olio d’oliva del Marocco è certificato dall’Ue

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In occasione di “Sol & Agrifood”, la Fiera internazionale di Verona per il settore che conta la partecipazione di circa 350 espositori provenienti da 50 Paesi

8 Aprile 2015 | di | Attualità - Enogastronomia

Per il secondo anno il Marocco ha partecipato alla prestigiosa fiera dell’agroalimentare di qualità, con il patrocinio di EACCE, Organismo Pubblico per il Controllo e il Coordinamento delle Esportazioni Agroalimentari. Nel contesto del programma Plan Maroc Vert, volto allo sviluppo delle esportazioni agroalimentari, la delegazione marocchina ha partecipato all’appuntamento di Verona per presentare la qualità e l’autenticità dell’olio d’oliva marocchino; la delegazione era composta da rappresentanti delle Istituzioni e del Ministero, tra cui Nabil Chaouki, Presidente del Settore sviluppo e produzione del Ministero dell’agricoltura del Marocco, da operatori privati e rappresentanze delle professionalità del settore olivicolo.

L’EACCE si propone di valorizzare la produzione olivicola nazionale mettendo in evidenza la qualità e l’autenticità dell’olio d’oliva extra vergine marocchino oltre a svilupparne le potenzialità all’interno del programma Plan Maroc Vert. Il Marocco ha lanciato questo progetto nel 2008 al fine di sviluppare e ottimizzare il proprio potenziale agricolo. Basato su un approccio globale e integrato, questo piano definisce la strategia di sviluppo agricolo su scala nazionale e regionale. Parte essenziale del Plan Maroc Vert, è l’agricoltura solidale che si impegna a modernizzare il settore agricolo tradizionale e a migliorare il reddito dei piccoli agricoltori, creando dei posti di lavoro più duraturi.

ulivetoLa coltivazione dell’olivo occupa circa il 10% della superficie agricola nazionale e rappresenta più del 55% dell’arboricoltura fruttifera in Marocco. La sua facilità di coltivazione e di adattamento a diversi ambienti e situazioni climatiche, ne hanno permesso lo sviluppo su tutto il territorio nazionale. La principale varietà coltivata è il Picholine marocchino, che costituisce più del 90% della superficie. Le altre varietà rappresentano il 10% e sono le varietà Picholine Languedoc, Manzanille, Picual, Hojiblanca, Arbequine, Ascolana, Dura, Frontoi, Gordal, tutte varietà che ben si adattano al contesto di produzione del Marocco e a diversi usi.

Il settore olivicolo marocchino rilanciato dal ministero dello sviluppo economico e sostenuto da Chaouki nel 2008, sotto il Plan du Maroc Vert, ha registrato nell’arco di cinque anni uno sviluppo quantitativo, ma soprattutto qualitativo. La superficie dedicata agli olivi è passata da 763.000 ettari nel 2007/08 a un milione di ettari nel 2012/13. In termini di produzione, la filiera olivicola è cresciuta considerevolmente, passando da 850.000 tonnellate nel 2008/09 a 1,5 milioni di tonnellate nel 2013/14. Oggi il settore olivicolo pesa per il 5% del PIL agricolo e per il 15% nelle esportazioni agro-alimentari marocchine. Impegnatosi a raddoppiare la superficie di coltivazione, il Marocco prevede di raggiungere se non sorpassare l’obiettivo prefissatosi per il 2020 di 1,2 milioni di ettari di oliveti e 2.500.000 tonnellate di produzione annua. Per raggiungere questi obiettivi il Dipartimento dell’Agricoltura del Marocco investe importanti cifre per incoraggiare la coltivazione dell’olivo nelle diverse aree del Paese. Parallelamente a questo impegno quantitativo, il Marocco investe altrettante energie per migliorare le condizioni di produzione di olio d’oliva nazionale al fine di adeguarle agli standard internazionali in termini di qualità e materia prima. Quest’olio, riconosciuto per le sue qualità gustative e il debole tasso d’acidità ha ottenuto l’apprezzamento da grandi chef stellati, che lo hanno scelto nella preparazione delle loro ricette.

Foto-Ulivi1L’EACCE dispone di 21 rappresentanze regionali, distribuite nelle diverse zone di produzione e di esportazione, per garantire un servizio di supporto ai professionisti del settore agro-alimentare. Dispone inoltre di 4 delegazioni in Europa incaricate principalmente della verifica e dello stato di arrivo dei prodotti esportati in termini di qualità, di conformità e il controllo di notizie utili al servizio del settore agroalimentare di esportazione. Nel 2002, il sistema di controllo dell’Ente ha ricevuto il riconoscimento ufficiale dell’Unione Europea. Nel 2011, il panel di analisi sensoriale dell’EACCE per l’olio d’oliva ha ufficialmente ricevuto il consenso del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI). Si tratta del primo riconoscimento internazionale di un panel a livello di Marocco e il secondo in Africa.

meknesMeknes, nella regione omonima di Meknes-Tafilalet, è una delle più grandi città dell’olio di oliva del Marocco: l’ulivo è parte del paesaggio, si trova ovunque ci si sposti nei suoi dintorni. A salvaguardia di questa ricchezza è stata creata una Carta regionale dell’ulivo di Meknes che riflette l’ambizione e la volontà comune delle istituzioni locali e regionali, di rendere l’ulivo e i suoi prodotti una delle attrattive di Meknes e della sua regione, anche attraverso il patrimonio storico e culturale. Meknes, patrimonio mondiale dell’Unesco, è presente, attraverso la sua filiera oleicola, in quasi tutte le reti mediterranee oleicole (strada dell’ulivo attraverso il Mediterraneo, Rete delle città dell’olio d’oliva e altri progetti europei…).

Nel concreto per gli ideatori di questo progetto si tratta di proteggere e valorizzare la ricchezza patrimoniale e storica dell’ulivo nella regione, di contribuire allo sviluppo e alla promozione del patrimonio oleicolo e dell’olio di oliva di Meknes, attraverso il sostegno delle attività umane e promozionali dell’ulivo e dell’olio di oliva della regione e di sfruttare il potenziale turistico che circonda l’ulivo.

 

Antonio Vanzillotta

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