Emissioni Ue: un altro passo verso gli obiettivi di Parigi

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Accordo provvisorio sulla condivisione degli sforzi nel sistema europeo di scambio delle quote di ETS per il periodo 2021-2030, ma serve l’impegno degli Stati membri

24 dicembre 2017 | di | Ambiente - Europa - in evidenza

Il 21 dicembre i rappresentanti del semetre di presidenza estone dell’Ue e quelli del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio in merito al regolamento sulla condivisione degli sforzi al fine di garantire ulteriori riduzioni delle emissioni in settori che non rientrano nel campo di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS, dall’acronimo inglese Emissions Trading System) per il periodo 2021-2030. L’accordo provvisorio richiede l’avallo degli Stati membri. Gli ambasciatori dell’Unione europea dovrebbero analizzare il testo in gennaio.

L’accordo costituisce per l’Ue un altro importante passo verso l’adempimento del suo impegno nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Per conseguire questo obiettivo dell’Unione europea, entro il 2030 i settori non ETS dovranno ridurre le loro emissioni del 30% rispetto ai livelli del 2005. Il nuovo regolamento definisce obiettivi nazionali vincolanti e predispone il quadro necessario per i settori interessati dalla condivisione degli sforzi, tra cui l’edilizia, l’agricoltura (emissioni diverse dal CO2), la gestione dei rifiuti, i trasporti (tranne i trasporti aerei e marittimi) e l’industria (ad esempio i processi industriali, l’approvvigionamento energetico e l’uso dei prodotti) in vista di raggiungere il contributo dei settori non coperti dal sistema ETS nel 2030.

I due colegislatori hanno trovato un accordo su un testo solido che attribuisce particolare rilievo a tre capitoli principali: obiettivi, flessibilità e conformità. Gli elementi centrali di tali settori nel testo sono i seguenti:

  • Obiettivi: ciascuno Stato membro dovrà conformarsi a un obiettivo annuale vincolante in materia di riduzione delle emissioni per il periodo 2021-2030. Tali obiettivi, calcolati sulla base del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, prevedono una riduzione compresa tra lo 0% e il 40% rispetto ai livelli del 2005 e sono in linea con l’obiettivo di riduzione dell’Unione europea del 30% per i settori non ETS. Gli Stati membri sono tenuti a seguire un percorso di riduzione delle emissioni per garantire una diminuzione costante delle loro emissioni nell’intero periodo. Il punto di partenza sarà basato sulla media delle emissioni dal 2016 al 2018, come proposto dalla Commissione europea, impostando una traiettoria che inizia nel 2019 e 5 mesi (cinque dodicesimi della distanza tra il 2019 e il 2020) o nel 2020, a seconda di quale data comporti un’assegnazione inferiore per lo Stato membro interessato. È stata creata una riserva di sicurezza per un totale di 105 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, che sarà disponibile nel 2032. Tale riserva è destinata ad aiutare gli Stati membri meno prosperi che, sebbene superino i loro obiettivi nel periodo attuale (2013-2020), possono avere difficoltà a raggiungere gli obiettivi per il 2030. Prima di ricorrere a tale riserva, gli Stati membri interessati sono tenuti a utilizzare gli altri strumenti di flessibilità disponibili. Si applicano inoltre condizioni rigorose, per esempio la riserva sarà accessibile soltanto se l’Ue raggiunge il suo obiettivo per il 2030.
  • Flessibilità: le flessibilità esistenti previste dalla decisione sulla condivisione degli sforzi sono mantenute per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro limiti annuali. Essi potranno procedere all’accumulo e al prestito delle assegnazioni annuali di emissioni da un anno all’altro nel periodo 2021-2030, nonché a trasferimenti tra Paesi. Due nuove flessibilità sono introdotte in linea con gli orientamenti del Consiglio europeo. Lo strumento di flessibilità ETS una tantum consentirà agli Stati membri cui non erano state assegnate quote gratuite per gli impianti industriali nel 2013, o che sono tenuti a soddisfare obiettivi di riduzione delle emissioni superiori sia alla media dell’Unione europea sia al loro potenziale di riduzione, di cancellare un numero limitato di quote EU ETS. La flessibilità land use, land-use change and forestry (LULUCF) consentirà agli Stati membri di fare un uso limitato degli assorbimenti netti di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura. Questo comprenderà anche i crediti da terreni forestali gestiti, una volta adottati i livelli di riferimento per le foreste nell’ambito del regolamento LULUCF, nonché da zone umide quando la loro contabilizzazione diventerà obbligatoria a norma di tale regolamento. Date le circostanze eccezionali di alcuni Stati membri, segnatamente Lettonia e Malta, il lieve adeguamento supplementare di 2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente proposto dal Consiglio è stato mantenuto e sarà aggiunto alla loro assegnazione nel 2021.
  • Conformità: per assicurare la conformità da parte degli Stati membri, gli obblighi annuali e biennali esistenti in materia di pianificazione, comunicazione e monitoraggio sono mantenuti, parallelamente all’introduzione di due controlli di conformità per il periodo 2021-2030.
Siim Kiisler

Per Siim Kiisler, ministro dell’ambiente della Repubblica di Estonia, «Stiamo mettendo l’Unione europea sulla strada per raggiungere i suoi obiettivi climatici nell’ambito dell’accordo di Parigi. L’accordo sulla riforma del sistema ETS di poche settimane fa è stato il primo grande passo avanti. Oggi ci avviniamo ancora di più al nostro obiettivo garantendo che gli edifici e i trasporti, tra gli altri settori, facciano la loro parte e nei prossimi dieci anni riducano le emissioni in maniera considerevole. Il clima è al centro della presidenza estone e stiamo intraprendendo azioni concrete per un futuro più pulito».

 

Elodie Dubois

Foto © European Council

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