Eurasian Culture Week, a Londra una settimana di eventi

  • Condividi questo articolo

Una rassegna con panel, mostre, concerti, dibattiti volti alla promozione delle culture dell’Asia centrale in Europa, mentre a Parigi continua Pics of Asia

2 Novembre 2019 | di | Arte - Cultura - Eventi

Dal 1 al 6 ottobre si è tenuta a Londra la terza edizione della Eurasian Culture Week, la Settimana della Cultura Eurasiatica, organizzata dall’Eurasian Creative Guild con il sostegno dei Premiere Cinemas di Romford, del centro commerciale Mercury e dell’Associazione Centro Russo di Scienza e Cultura di Londra.

La capitale britannica ha visto convogliare artisti, artigiani, scrittori, registi, appassionati d’arte e il pubblico ha potuto così familiarizzare con le diverse culture a cavallo tra Europa e Asia grazie agli eventi che si sono susseguiti in diverse ambientazioni: quindici tra mostre, proiezioni, incontri incentrati sulla creatività e che hanno conquistato i partecipanti.

Tra questi anche molti rappresentanti dell’intellighenzia creativa del Regno Unito, giornalisti e personale diplomatico proveniente dalla Bielorussia e dalle ambasciate delle Repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, Kazakistan, Tagikistan e Kirghizistan. L’organizzatore che ha curato l’Eurasian Culture Week e da anni promuove con successo la cultura dei Paesi ex-sovietici nel Regno Unito e nel mondo è stato Marat Akhmedjanov, il vice-presidente dell’Eurasian Creative Guild.

La prima giornata di festival è stata dedicata al grande scrittore e filosofo kazako Abai Kunanbaev, per celebrarne i 175 anni dalla nascita, sottolineandone le affinità con il letterato tedesco Johann Wolfgang von Goethe, spesso venuto a contatto con le culture dell’Asia centrale e soprattutto persiana.

Tema dell’interscambio che fa da spina dorsale anche dell’impegno di Bakhtygul Makhanbetova, agente letteraria kazaka presente tra i panelist invitati a parlare di Abai Kunanbaev. La Makhanbetova ha insegnato lingue in diversi istituti scolastici e universitari prima di intraprendere i propri progetti.

Nel 2013 ha creato una rete che include scrittori, poeti, letterati, traduttori, illustratori, editori e scienziati al fine di promuovere la diffusione della cultura kazaka oltre i confini, attraverso workshop internazionali e pubblicazioni indipendenti. I primi risultati sono arrivati grazie all’organizzazione del Forum and Literature Contest, in Gran Bretagna, dove sono stati presentati vari autori in lingua originale, cercando così di spezzare il circolo vizioso che generalmente subisce un testo non tradotto in inglese.

Dopo la partecipazione a diversi eventi internazionali è arrivato l’approdo alla Eurasian Culture Week, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione con altri Paesi, rendendo più popolare nel mondo l’eredità e il background kazako.

Al termine della tavola rotonda su Kunanbaev è stata inaugurata la mostra Peaks of Asia, esposizione di oltre cinquanta opere dall’Asia centrale, Russia e Moldavia assieme a copie dei capolavori del museo d’arte Savitsky di Nukus, Uzbekistan.

Tra gli altri eventi, da segnalare la presentazione di True Paradise – Lost Paradise, nuovo libro della scrittrice tagika Gulsifat Shahidi, alla presenza di altri scrittori, giornalisti e editori. Tra questi, da evidenziare Stephen M. Bland, giornalista freelance e ricercatore specializzato nell’Asia centrale, che ha tenuto il discorso “Dittatori, devastazione e dadaismo: dal deserto dell’arte proibita dell’Uzbekistan alle persone dimenticate dell’Armenia”.

Lo scrittore David Perry ha presentato la sua nuova riflessione letteraria, Il monte Athos in me: saggio sulla religione, Swedenborg e le arti. L’appuntamento è stato seguito dalla conferenza retta dallo scrittore e giornalista Jonathan Fryer, che ha comparato i lavori dell’autore kirghiso Chingiz Aitmatov con quelli di Oscar Wilde. Due personalità sicuramente diverse ma accomunate sia dal fatto di essere forestiere che, soprattutto, per aver trattato l’ambiguità dei rapporti umani, rifuggendo dalla dicotomia bene/male che permeava la società vittoriana tanto quella sovietica. John Farndon ha presentato con passione multipli poemi dei poeti di diversi Paesi nella sua traduzione, seguito da un dibattito in cui ha raccontato come riesce a tradurre in inglese dei poeti conosciuti o debuttanti.

Il 3 ottobre spazio all’anteprima del film Oasis, realizzato dagli studenti dell’Università Americana dell’Asia Centrale, con sede in Kirghizistan, introdotto dalla professoressa Lauren McConnell. Protagonista del lungometraggio è la storia del parco delle querce, la più grande area verde della capitale kirghisa Bishkek, fondato dai colonizzatori russi nel 1881. A chiudere la rassegna, il Gala con cena, seguita dalla cerimonia di conclusione con premi e certificazioni per tutti gli ospiti della settimana.

Gli artisti del progetto Pics of Asia che non sono stati presenti a Londra o Parigi, hanno ricevuto dei certificati nel loro Paese d’origine, dove Marat Akhmedjanov si è reccato personalmente. Tra questi: Маrуа Bajtursunova, Yelena Fursa, Кuralai Amanžolova, Мargarita Usmanova, Tanya Efron, Jeongok Lim, etc.

«È una gran bella opportunità per parlare di creatività con persone da differenti Paesi e culture», ha commentato con soddisfazione Natalie Bays, manager del Mercury, «siamo onorati della partnership con l’Eurasian Creative Guild, che ha organizzato una mostra e un programma veramente molto interessante».

Peaks of Asia, l’arte dell’Asia centrale fa rete

E un segmento di questo ricco programma, l’esposizione Peaks of Asia, ha avuto un suo seguito dal 19 al 26 ottobre. Grazie all’organizzazione di  Gulzada Hamra, Nazira Jenishbekova e Bibigul Smakova, l’ambasciata del Kazakistan a Parigi ha ospitato nel suo centro culturale la riproposizione della mostra, reduce dal grande successo di visitatori a Londra.

Le tre hanno creato una rete collaborativa tra Paesi vicini come Kazakistan e Kirghizistan e prima ancora di arrivare a Londra e Parigi, le opere sono state esposte anche ad Astana, da pochissimo nota con il nome di Nur-Sultan, capitale kazaka dal 1997, quando subentrò ad Alma-Ata (o Almati).

Peaks of Asia ha colpito il pubblico per il particolare uso di materiali e tecniche nella realizzazione delle opere d’arte. «Sono un’artista contemporanea che usa fibre», spiega ad esempio la Hamra, «creo i miei pezzi selezionando e miscelando le migliori lane e fibre di seta grezza». La sua passione è  fondere l’antica arte della lavorazione del feltro con l’estetica moderna più semplice. Cresciuta in Kirghizistan tra gli odori dell’erba, dei fiori e l’aria fresca delle montagne, Gulzada ha sviluppato la propria vena godendosi la rigogliosa natura circostante e aiutando la nonna a realizzare i tappeti di lana.

Dal 2002 si è trasferita a Londra ma ha portato con sé le esperienze passate, riversate nel suo lavoro che parte ancora dall’osservazione della natura, dei colori, le consistenze, le persone e gli oggetti. «Trovo che il processo tattile di gioco con le fibre naturali, di selezione e apprezzamento della loro bellezza originale, funzioni alla perfezione per me. Amo l’esperienza consapevole e organica che dà la lana e mi imbarco in questo viaggio».

Oltre alle esposizioni artistiche, la Hamra organizza laboratori per adulti e per bambini sulla lavorazione del feltro, per condividere con loro «l’esperienza della lavorazione dei materiali». Alla fine gli studenti possono portare a casa l’oggetto decorativo realizzato artigianalmente, ma soprattutto ridurre stress e tensione grazie al processo creativo e alla manualità. Magari svelando un talento nascosto.

Un’altra pittrice e organizzatrice del progetto, Bibigul Smakova, che ha rappresentato per tre settimane tutti gli artisti non presenti, ha organizzato anche un Masterclass per i bambini, insegnando loro a dipingere. Il risultato: dei dipinti incredilmente colorati. «Le opere sono presentate in diversi stili, ma fondamentalmente volevamo mostrare al pubblico europeo il nostro sapore, la ricchezza della gente orientale. I particolari si possono vedere negli ornamenti, nelle trame raffigurate nei dipinti degli artisti», aggiunge la Smakova.

Peaks of Asia, dopo aver mosso i primi passi ed essere rimasta nei primi anni circoscritta all’Asia centrale, si è allargata alla Moldavia, con l’inclusione delle artiste Raisa Ambros e Olesya Sibaeva.

«È stato emozionante vedere esposte le mie undici opere accanto a quelle di artisti del Kazakistan e Kirghizistan», commenta la Ambros, che ha apprezzato proprio le differenze stilistiche trasformate in «espressioni ed energie». L’ambasciata della R. Moldova a Parigi ha sostenuto le due pittrici. Vladimir Chirinciuc, l’incaricato con gli affari, è venuto personalmente a visitare la mostra, è rimasto impressionato e si è dimostrato molto fiero del loro talento.

I lavori di Raisa Ambros si distinguono per il dinamismo cromatico e il continuo movimento delle forme, «si possono appendere in diverse posizioni, portando così a più interpretazioni dell’opera». Nello scambio con l’osservatore, l’obiettivo di Raisa è «trasmettere un flusso di energia, portare i miei dipinti a un livello di terapia artistica tramite colori e forme». E poi c’è l’orgoglio delle origini. «Lodevole l’iniziativa di promuovere l’arte dell’est in Europa. Ringrazio molto le organizzatrici per il coinvolgimento e la possibilità di esporre anche all’ambasciata kazaka a Parigi».

Con oltre trenta mostre personali e concorsi internazionali tra Moldavia, Romania, Russia, Israele, Canada, Francia e Gran Bretagna, la Sibaeva è una pittrice su tessuto che utilizza la tecnica del batik, un tipo di colorazione mediante copertura delle zone che non si vogliono dipingere con la cera o altri materiali impermeabilizzanti. È anche un’illustratrice e collaboratrice di numerosi centri culturali.

«Vivo le mie idee e sono felice quando vengono realizzate, soprattutto in collaborazione con amici e colleghi creativi». Dall’esperienza all’Eurasian Creative Week ha tratto molto, grazie all’incontro con persone diverse. «È stata una squadra molto affiatata, l’atmosfera piacevole. Posso dire con certezza che questo festival si è tenuto al più alto livello. Ringrazio gli ospiti che hanno supportato questo evento».

La presenza di artisti più o meno estranei alle scuole europee è stata variegata. Solo per citarne alcuni, si è andati dal giovane esordiente Fariz Nurpanov, appena sedicenne, a un’altra debuttante, la sessantenne Maria Bajtursunova, che ha recentemente trasformato la propria passione dei collage in un lavoro. Dimostrando con i fatti e non solo a parole che non è mai troppo tardi per cominciare.

 

Angie Hughes

Foto © Eurasian Creative Guild

  • Condividi questo articolo

6 thoughts on “Eurasian Culture Week, a Londra una settimana di eventi

  1. Добрый день , хорошая статья знаю художницу Олесю шибаеву , прекрасные работы , чувствуется тонкая грань при написании работ , всегда радует новыми темами , при появлении вопросов объясняет доступно делится полезной информацией . Прекрасные работы , очень приятно что наши художники ценятся не только в нашей стране но и в других странах . И спасибо людям ,кто помогает донести эти прекрасные работы и до других….

  2. Одна из участниц этой выставки, моя хорошая знакомая и подруга Олеся Шибаева. Она выдающийся мастер своего дела с талантом художника.

  3. Молодцы!!!Прекрасные работы,в особенности картины Олеси Шабаевой(Молдова). Профессионал своего дела!!!! Спасибо за статью,насладилась прочтением!!.

  4. Une exposition extraordinaire !!! Olivesa Sibaeva une véritable artiste talentueuse, intelligente et dotée d’une grande âme, je t’adore e je te souhaite bonne continuation .

  5. Художник пишет свои чувства и эмоции. Но и восприятие зрителя так-же чувственно отражаются на авторе. С чем и хочу выразить заслуженную симпатию Олесе Шибаевой. как яркому человеку и автору красочных работ. Фестиваль такого масштаба это вдохновление для творчества моего друга Олеси и коллектива в целом.

  6. Фестиваль яркого настроения и интересных работ учасников на всегда запомнится каждому творцу гильдии. И по праву каждый заслуживает высокой оценки. Рад видеть среди творческой коллегии Олесю Шибаеву. Картины кисти Олеси всегда соответствуют её радужно й и не утомительно энергии. По праву заслуживает выстовки такого масштаба.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *