Europei: fare di più su terrorismo, disoccupazione e ambiente

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Secondo i cittadini del Vecchio Continente c’è bisogno di un maggiore intervento dell’Ue su molti fronti. Ma in Italia migliora la percezione della realtà comunitaria

18 settembre 2018 | di | Europa

A un anno dal voto per le elezioni del prossimo Parlamento europeo più del 50% dei cittadini comunitari che hanno partecipato al sondaggio/ricerca Eurobarometro – effettuato da Kantar Public, su un campione di 27.601 persone provenienti dai 28 Stati membri, nello scorso aprile – ha dichiarato di volere un’Unione europea più attiva in settori che vanno dalla politica economica alle migrazioni all’uguaglianza di genere.

La lotta contro il terrorismo (49%), la lotta alla disoccupazione giovanile (48%) insieme alla protezione dell’ambiente sono le tre aree in cui, in media, i tre quarti degli europei si aspettano un’Europa più presente. Fra gli italiani il sentimento è simile: rispetto a dodici temi su quindici sondati la considerazione nei confronti dell’Ue negli ultimi due anni è migliorata di cinque punti percentuali

Una chiara maggioranza degli europei vuole che gli Stati agiscano insieme sulla scena internazionale. Sette intervistati su dieci pensano che i 28 membri dell’Unione europea debbano lavorare insieme per far fronte alla crescente influenza della Russia e della Cina (71%), all’instabilità nei Paesi arabi (71%) e agli Stati Uniti con la presidenza Trump (68%).

Non bisogna però perdere di vista i bisogni e gli interessi dei singoli Stati. Il 58% degli italiani ritiene, ad esempio, che gli interessi del proprio Paese vadano presi in considerazione lavorando con gli altri membri dell’Ue. Il 43% degli intervistati del Belpaese ha un giudizio positivo sulle iniziative di promozione della democrazia e della pace nel mondo, mentre il 40% ne ha un’opinione tendenzialmente negativa.

Gli europei considerano che le azioni dell’Ue sufficienti superano quelle insufficienti in diverse aree fra cui: l’uguaglianza di genere (46% contro 40%), la politica industriale (42% contro 31%) e la politica estera (41% contro 36%). La soddisfazione degli intervistati cresce anche in aree come terrorismo, immigrazione e disoccupazione giovanile.

Le iniziative dell’Unione europea nella lotta al terrorismo sono considerate adeguate dal 32% degli intervistati, contro il 23% dell’aprile 2016. Per quanto riguarda l’immigrazione, il 26% pensa che l’Ue faccia abbastanza, una percentuale in aumento di sette punti rispetto al 2016. Su sicurezza e protezione dei confini esterni gli italiani ritengono che l’azione sia adeguata o buona con incrementi tra 8 e 10 punti percentuali rispetto al 2016.

Sia chiaro: i dati sono migliorati ma continuano a esser negativi come percezione. Per esempio ad aprile 2016 gli italiani che consideravano insufficienti le azioni Ue in tema di migranti erano il 75%, il 79% su lotta alla disoccupazione e il 76% sul terrorismo. Oggi sono il 70%, il 72% e il 62% a bocciare Bruxelles. Anche a livello europeo Eurobarometro mostra che l’Ue deve fare di più in materia di terrorismo e disoccupazione, e soprattutto sui temi ambientali.

Per quanto riguarda i migranti solo il 26% pensa che l’Ue faccia abbastanza, una percentuale che è però in aumento di sette punti rispetto al 2016.  I risultati sono in ogni caso molto diversi da Paese a Paese. Se ad esempio il 92% dei greci considera le azioni contro la disoccupazione inadeguate, è dello stesso parere solo il 27% dei cechi. L’indagine presenta anche l’atteggiamento dei cittadini nei confronti delle prossime elezioni.

Metà circa degli europei è interessata alle prossime elezioni e quasi più di un terzo sa quando si svolgeranno, precisamente il 23-26 maggio. Il 63% degli europei ritiene che la procedura con candidato principale (dal tedesco “Spitzenkandidat”) sia positivo in termini di trasparenza, ma quasi i tre quarti dei cittadini vorrebbero che questo processo fosse anche accompagnato da un vero dibattito sulle questioni europee e sul futuro dell’Unione europea.

 

Pierfrancesco Mailli

Foto © European Union

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