EXCO 2019 Innovazione, Sviluppo e Nuova Economia

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Il trinomio vincente che punta alla nuova occupazione, sostenibilità e business con obiettivo l’Agenda 2030, tra i grandi attori World Food Programme

1 Giugno 2019 | di | Ambiente - Economia - Europa - Eventi - Hi-Tech - Politica

Roma, dal 15 al 17 Maggio ha ospitato L’EXCO 2019. Realizzato da Fiera di Roma insieme a Sustainaway e Diplomacy con il supporto del Ministero degli Affari esteri, è la prima manifestazione mondiale sul tema. Il progetto è nato con l’obiettivo di far incontrare, sui temi della cooperazione/sostenibilità con soluzioni e strategie innovative, il mondo del privato e delle imprese con quello delle istituzioni, della politica e delle Organizzazioni Non Governative (NGO). L’EXCO si è strutturato su 30mila metri quadrati di esposizione per prodotti e servizi, il tutto corredato da un ricco programma di incontri, seminari, workshop/hackathon e incontri B2B dedicati alla cooperazione; 160 espositori italiani e stranieri, 52 convegni con 74 Paesi partecipanti, 35 dei quali africani. 14 sono le agenzie dell’Onu, che hanno illustrato le linee guida per gli stakeholder interessati a diventare fornitori delle Nazioni Unite.

La Bandiera del Mondo 1+1=3

Il 15 maggio, in occasione dell’apertura della fiera, l’arte ha avuto un ruolo primario con l’opera “La bandiera del mondo 1+1=3” di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese. L’installazione è composta da 196 tele, in rappresentanza delle bandiere di altrettante nazioni, le quali rappresentano il concetto di unità del mondo riflesso nella diversità, le tele sono unite fino a creare una rappresentazione del Terzo Paradiso. Il messaggio è unitario: amare le differenze e concretizzare, attraverso l’arte, il principio citato nel titolo del lavoro, ovvero 1+1=3 La Bandiera del Mondo. La Bandiera è stata realizzata a 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottati dall’ONU nel 1948. I Paesi presenti nella “Bandiera del Mondo 1+1=3” sono anche i firmatari dell’Agenda ONU del 2030, redatta nel 2015 che racchiude i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

World Food Programme: Obiettivo Zero Hunger 

Il World Food Programme è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare è la più grande organizzazione umanitaria del mondo, quest’ultima fa parte del polo agroalimentare di Roma caratterizzato da FAO, IFAD, WFP. L’agenzia assiste ogni anno una media di 91 milioni di persone in 83 Paesi del mondo. Gli obiettivi principali sono: salvare vite umane e salvaguardare i mezzi di sussistenza nelle emergenze prevenendo la fame acuta, investendo nella prevenzione dei disastri naturali e nelle misure di attenuazione del loro impatto, aiutando le persone che non riescono a trovare o produrre cibo per sé e le proprie famiglie.

WFP Chatbots e Blockchain 

Per gli obiettivi del 2030 notevoli sono gli investimenti in particolare nel tecnologico. Infatti gli investimenti vanno dai pagamenti digitali, l’uso dei droni e dei satelliti per perizie e mappature, l’identificazione attraverso i parametri biometrici, passando per la diffusione di sistemi di coltivazione idroponica che permette la coltivazione in qualunque luogo attraverso minime quantità di acqua. In esposizione il WFP ha portato il visore di realtà virtuale (VR) e il sistema di chatbots attualmente in uso nel nord del Kenya negli insediamenti per rifugiati di Kakuma e Kalobeyei il sistema permette la comunicazione diretta tra rifugiati è l’ufficio locale del WPF lì presente fornendo risposte alle domande più frequenti (FAQ). I chatbot principali sono 2: Chitchat che elabora le normali conversazioni e risponde replicando lo stile di una persona vera, mentre il secondo bot AIDA interagisce e risponde attraverso (Keywords) delle parole-chiavi.

Building Blocks è la blockchain creata dal World Food Programme è uno dei prodotti del loro innovation accelerator istituito a Monaco, nata e utilizzata per distribuire gli aiuti in denaro e per far acquistare cibo a oltre 100.000 rifugiati siriani nei campi profughi della Giordania. Il programma è stato un successo con ottimi risultati e una riduzione dei costi del 98% rispetto al passato l’obiettivo e di estenderlo a tutti i 500.000 profughi dei campi giordani.

Funzionamento e Transazioni

Building Blocks è una blockchain chiusa che gira sulla piattaforma open source Ethereum. Alla base del sistema c’è un database gestito dall’UNHCR (Alto commissariato per i rifugiati ONU) dove sono registrati tutti i rifugiati. I rifugiati “scelgono e acquistano” il cibo al supermercato e il pagamento avviene con EyePay. Alla cassa guardano in una scatola nera (IrisScan) che effettua la scansione dell’iride e nello stesso istante da un lato verifica l’identità nel database dell’UNHCR e, dall’altro controlla il budget presso il WFP associato alla persona fisica che effettua il pagamento. Se è tutto in regola, il pagamento viene addebitato tramite la blockchain. Il sistema è conforme al GDPR, in quanto gli operatori WFP vedono solo un codice mentre i dati personali sono gestiti e controllati dall’ONU. L’intero sistema delle transazioni è possibile grazie a un’infrastruttura ad antenne mobili, esse sono elaborate in tempo reale nel registro di cassa sul cloud, la convalida delle stesse e fatta da un algoritmo chiamato “Proof of Authority”, Soltanto alcuni attori come ONU e WFP, le gestiscono e le approvano.

Vantaggi del sistema Blockchain 

I risultati del sistema sono stati eclatanti, innanzitutto la riduzione dei rischi/costi legati alla condivisione dei dati dei rifugiati con un miglioramento del controllo e responsabilità del WFP. Inoltre l’intero processo è stato ottimizzato con riduzione dei tempi amministrativi, degli sprechi e dei costi, fornendo la garanzia che ognuno riceve ciò a cui ha diritto, il tutto con maggior trasparenza e contrasto delle frodi. Questo ha portato a un aumento dell’autostima dei profughi e rifugiati, che pur trovandosi in una condizione difficile, hanno i loro soldi da poter spendere a loro discrezione, al supermercato oppure al mercato dove i prodotti costano meno.

Tuttavia il dato più importante, è l’eliminazione dell’intermediazione delle banche o di altri operatori e delle relative commissioni. Con Building Blocks, si calcola che le commissioni risparmiate in Giordania (più i costi bancari che sono 3% per ogni transazione) ammontano a circa 150.000 dollari americani (USD) al mese pari a USD 1,8 MLN all’anno.

 

James Sekitoleko

Foto © James Sekitoleko, World Food Programme

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