Fermare i negoziati per la Brexit, la Corte Ue dice no a Shindler

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Due milioni di britannici residenti all’estero non hanno potuto votare. La richiesta del veterano rigettata mentre a Bruxelles i 27 approvano l’accordo

26 novembre 2018 | di | Attualità - Europa

Brutte notizie per Harry Shindler, il 97enne veterano britannico che sbarcò il 22 gennaio del 1944 ad Anzio con le truppe alleate e da anni rappresentante della Italy Star Association, associazione dei reduci della campagna alleata nel Belpaese che ha sposato una italiana e da 30 anni vive a Porto d’Ascoli. Harry, è stato il primo firmatario, insieme ad altri dodici cittadini britannici residenti in altri Stati Ue che avevano fatto ricorso al Tribunale dell’Unione europea per far annullare il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Ue.

I due milioni di britannici che operano fuori i confini del Regno Unito gli expat, rappresentati dai tredici ricorrenti lamentavano che fosse stato loro negato il diritto di voto in occasione del referendum che, nel giugno 2016, decretò l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea con una risicata maggioranza del 51,9%. Questi cittadini britannici, favorevoli a restare in Europa, sostengono infatti di essere stati trattati comecittadini di serie B” in quanto le norme del Regno Unito non prevedono la loro partecipazione al voto come avviene invece in molti altri Stati europei. Essi avrebbero fatto la differenza nel referendum del 2016.

In proposito la Corte di Giustizia dell’Unione europea in una nota pubblicata quest’oggi, lunedì 26 novembre, ha respinto il ricorso in quanto “Irricevibile”. Secondo la sentenza nella causa T – 458/17 – Shindler e altri / Consiglio dell’Unione europea, “ Il Consiglio chiede al Tribunale di stabilire che il ricorso non è ricevibile e che la causa non può quindi essere giudicata perché la decisione non poteva essere contestata in giudizio da una persona fisica o giuridica e gli autori del ricorso non possiedono né l’interesse ad agire né la legittimazione ad agire avverso tale decisione”.

                         Harry Shindler

Nella sentenza, il Tribunale osserva che, sebbene la decisione del Consiglio che autorizza l’avvio dei negoziati della Brexit produca effetti giuridici tra l’Unione e i suoi Stati membri e tra le istituzioni dell’Unione, in particolare la Commissione, che è autorizzata da tale decisione ad avviare i negoziati per un accordo con il Regno Unito, cionondimeno essa non produce direttamente effetti sulla situazione giuridica dei ricorrenti. Secondo il disposto dell’articolo 50 TUE ogni Stato membro può decidere autonomamente, di recedere dall’Unione. L’Unione negozia con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del suo recesso tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Unione. Tale accordo è concluso a nome dell’Unione dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.

Julien Fouchet, l’avvocato francese incaricato di perorare la causa di fronte ai giudici del Lussemburgo, ha dichiarato all’Agenzia Bloomberg: «Shindler ha lottato per la libertà e l’Europa e non gli è stato permesso di votare. Lo trovo semplicemente scioccante». Harry Shindler raggiunto telefonicamente per conto di Eurocomunicazione ha risposto nel suo londinese misto a marchigiano: «la vicenda non è ancora finita, abbiamo fatto ricorso subito, e speriamo che l’istituzione interessata possa rimediare all’eventuale lacuna giuridica creata dall’annullamento dell’atto».

Giancarlo Cocco

Foto © European Union, Giancarlo Cocco

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