Genova, governo frena su Ue e revoca Autostrade

  • Condividi questo articolo

Nota della Commissione europea sui fondi ricevuti. Intanto l’attenzione dei media internazionali rimane alta su fatti e polemiche politiche

16 agosto 2018 | di | Politica

«È umano cercare qualcuno da biasimare, quando un terribile incidente accade come a #Genova. Eppure, è bene guardare ai fatti: in 7 anni sono stati stanziati 2,5 miliardi di euro da fondi regionali per strade e treni in Italia, 12 miliardi di euro da EUinvest. A questi si aggiunge il via libera a 8,5 mld per investimenti nazionali autorizzati dall’Ue in Italia». È quanto scrive su twitter il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger in merito al crollo del Ponte Morandi a Genova e alle polemiche su ipotetici ostacoli europei alla spesa per infrastrutture. «L’Europa ha le sue responsabilità ma sulle infrastrutture non c’entra assolutamente nulla. Se i governi non sono capaci di spendere bene i fondi a disposizione, non è colpa dell’Europa» aveva commentato ieri, ai microfoni del Tg3, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Il giorno dopo l’annuncio del premier Conte di voler revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia, dopo il crollo del Ponte di Genova, il governo raddrizza il tiro e avvia una trattativa con la società. È il vicepremier Matteo Salvini a frenare il pathos degli annunci ferragostani. «Fossi in loro farei un bagno di umiltà in attesa delle sentenze» – ha dichiarato uscendo dall’ospedale di Genova – «poi parliamo di concessioni e di penali». Il titolare del dicastero degli Interni quantifica lo ‘”sforzo” che Autostrade per l’italia dovrebbe fare in termini di soldi ed è di 500 milioni. «Faccio un appello – ha aggiunto Salvini, rivolto alla società – «Autostrade sospenda il pagamento dei pedaggi (…) in questo momento le ambulanze pagano il pedaggio delle autostrade, ma di cosa stiamo parlando? Dove hanno il cuore e il cervello certe persone?». La richiesta è stata accolta immediatamente: i mezzi di soccorso, con effetto immediato, annuncia Autostrade per l’Italia, non pagheranno per transitare sulla rete da loro gestita.

A corregge la linea dura fino a ieri dell’esecutivo è anche il MoVimento 5 Stelle: «Bene ha fatto il ministro delle Infrastrutture a evocare, qualora ce ne siano le condizioni, anche il ricorso alla revoca della concessione» recita, infatti, il post sul blog ufficiale. Un “qualora ce ne siano le condizioni” ben diverso dalla revoca a prescindere di ieri. Tra governo e società concessionaria però continua il gelo. L’altro vicepremier Luigi Di Maio è convinto che «ci siano tutte le motivazioni per non pagare penali. Di fronte a 40 morti non ci sono clausole che tengano». Si parla, infatti, di 20 miliardi nel caso in cui il governo annulli prima della scadenza il “contratto” per gestione delle autostrade, cioè il 2042. Aspettare la pronuncia dei giudici, qualora evidenziassero una responsabilità nel crollo del Morandi da attribuire ad Autostrade, permetterebbe invece di recidere la concessione senza penali e sul momento.

Intanto la società Atlantia S.p.A. con una nota al vetriolo osserva che la revoca della concessione è stata effettuta «in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria e in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto». Puntualizzando quindi che l’impugnazione della stessa potrebbe portare a un ulteriore inasprimento del contenzionso. La holding controllata dalla famiglia Benetton si dice però «certa della determinata volontà di collaborazione con le istituzioni e le autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l’Italia e della sua capogruppo Atlantia che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell’ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana». L’azionista di maggioranza di Atlantia che controlla Autostrade per l’Italia è una società lussemburghese, Sintonia SA, che tramite Edizione srl fa capo alla famiglia Benetton. Ma sia Atlantia che Autostrade per l’Italia pagano le tasse in Italia dove hanno la sede legale.

Titolare dal 2007 di una concessione trentennale per circa 2.854 chilometri di rete autostradale, Autostrade per l’Italia ha in ballo una proroga di altri 4 anni, fino al 2042, validata dall’Ue e legata all’investimento per la Gronda di Genova. Un via libera ottenuto quest’anno che ha di fatto superato le norme del decreto cosiddetto Sblocca Italia del 2014 che furono oggetto di contestazioni e perplessità. Il regime concessorio di Autostrade per l’Italia è regolato dalla Convenzione unica firmata con l’Anas il 12 ottobre 2007 durante il secondo governo di Romano Prodi, sotto la supervisione dell’allora ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.

A livello internazionale la tragedia è stata raccontata su molti media: dopo la cronaca e il racconto della tragedia, i riflettori anche riguardato anche le successive polemiche politiche. Il britannico Independent ha lanciato un duro attacco al governo italiano la cui reazione, con le accuse all’Ue, è stata definita “stolta”. In Francia, che nel disastro ha perso quattro suoi cittadini, il progressista Liberation ha dedicato al capoluogo ligure l’intera prima pagina e le prime cinque, con il titolo “Genova. Di chi è la colpa?”, su una foto del ponte crollato. Anche il quotidiano francese conservatore Le Figaro ha dedicato ampio spazio alla tragedia, con un articolo dal titolo “Viadotto di Genova: il risultato di oltre mezzo secolo di incuria”.

In Spagna, tanto El Pais quanto El Mundo si sono concentrati sulla polemica politica fra Salvini e l’Ue. “Bruxelles risponde a Salvini che l’Italia aveva i fondi per il ponte”, titola il primo, mentre il secondo dà rilievo alla società: “Gli investitori di Atlantia nel panico: perde 4.400 milioni in Borsa e trascina la spagnola Acs”. In Germania, la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dedicato al disastro sul suo sito uno speciale “Tragedia di Genova” con diversi approfondimenti. E la Sueddeutsche Zeitung ha aperto con un articolo dal titolo “Lo Stato contro i Benetton”, accompagnato dalla foto del camion riuscito a fermarsi pochi metri prima della parte di ponte crollata.

 

Sophia Ballarin

Foto © EPA/European Space Imaging (The Indipendent)

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *