Giappone, Naruhito ufficialmente insediato sul trono del Crisantemo

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L’Italia era rappresentata dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Alla cerimonia presenti duemila invitati, tra cui dignitari stranieri provenienti da oltre 170 Paesi

23 Ottobre 2019 | di | Costume - Mondo - Politica

L’imperatore del Giappone, Naruhito, è asceso al trono del Crisantemo, con un’elaborata cerimonia durante la quale ha proclamato la sua intronizzazione al Palazzo Imperiale di Tokyo. I rituali sono cominciati in mattinata, sotto la pioggia: l’imperatore – insediatosi il primo maggio scorso dopo l’abdicazione del padre Akihito – accompagnato dall’imperatrice consorte, Masako, ha annunciato agli antenati l’ascensione al trono dai santuari imperiali. Alla cerimonia erano presenti duemila invitati, tra cui dignitari stranieri provenienti da oltre 170 Paesi. L’Italia era rappresentata dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

La cerimonia del Sokuirei-Seiden-no-gi, l’intronizzazione, è cominciata poco dopo le 13, ora locale, le sei del mattino in Italia, nel silenzio solenne della Sala di Stato. Naruhito è apparso dal Takamikura, il trono del Crisantemo, indossando una veste tradizionale di colore arancione scuro; poco dopo è giunto nella sala il primo ministro, Shinzo Abe, che si è inchinato di fronte all’imperatore come da usanza giapponese. Naruhito ha poi consegnato il testo letto ufficialmente al funzionario del cerimoniale e Abe ha letto un messaggio all’imperatore. Tre “banzai” di augurio di lunga vita all’imperatore lanciati dal primo ministro sono stati seguiti da salve di cannone che hanno salutato l’ascesa al trono.

In conclusione dell’evento, Casellati si è intrattenuta per un breve saluto al quale era presente anche l’imperatrice consorte Masako. Prima della cerimonia, era stata ospite dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, accolta dal direttore Paolo Calvetti e dai docenti e ricercatori italiani operativi in Giappone. Forte l’orgoglio espresso dal presidente Casellati quando gli studiosi italiani hanno descritto l’attività di ricerca internazionale.

 

Pierfrancesco Mailli

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