Gli Stati Uniti restituiscono una preziosa lettera di Cristoforo Colombo trafugata negli Archivi

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La stampa “Epistula de insulis nuper inventis”, sottratta in Vaticano, era stata sostituita con un falso identico all’originale

16 giugno 2018 | di | Attualità - Costume

L’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Callista Gingrich ha riconsegnato a Mons. Jean-Louis Brugues archivista e bibliotecario del Vaticano una pregiata stampa in latino del 1493 del messaggio che Cristoforo Colombo scrisse al re Ferdinando e alla Regina Isabella per annunciare e descrivere la conquista del Nuovo Mondo. Torna quindi al suo legittimo proprietario questa preziosa stampa nella quale Cristoforo Colombo descriveva gli esseri umani, la flora e la fauna del Nuovo Mondo e di come fosse riuscito a prenderne possesso giungendovi dopo 33 giorni di navigazione il 12 ottobre del 1492. La scrisse sulla via del ritorno il 15 febbraio del 1493 a bordo della “Nina”.

  Callista Gingrich e Jean-Louis Brugues

Della lettera di Colombo, in spagnolo, il prototipografo tedesco Stephan Plannck ne realizzò alcune copie in latino che furono distribuite alle corti europee. Una di queste copie giunse in Vaticano nel 1921 come parte della Collezione De Rossi, un bibliofilo che aveva lasciato la sua collezione di preziosi manoscritti e antichi libri di stampa alla Biblioteca Vaticana dopo la sua morte avvenuta nel 1854.Dopo alterne vicende e dopo  essere stata trasportata in Austria e poi rimandata in Vaticano. Solo nel 2012, ha raccontato Mons. Brugues, la Santa Sede è venuta a conoscenza dalle autorità americane che quella in Vaticano era un falso.

Infatti nel 2011 il Dipartimento di Indagini della sicurezza Usa ricevette una telefonata da un esperto di libri rari e manoscritti che asseriva che la copia in Vaticano poteva essere un falso anche perché i segni della rilegatura non combaciavano con l’originale. Iniziarono le indagini e gli agenti statunitensi, grazie anche all’aiuto di esperti e specialisti della Università di Princeton, trovarono la copia originale che era  in possesso di Robert Parsons un attuario di Atlanta che l’aveva acquistata nel 2004 per 875 mila dollari da un commerciante di libri rari di New York, ignaro del fatto che fosse stata trafugata in Vaticano. La vedova di Robert Parsons, Mary ha quindi accettato volontariamente di  rinunciare e abbandonare tutti i diritti, il titolo e l’interesse per il documento consentendone il ritorno in Vaticano.

«Non sappiamo quando la lettera sia stata trafugata» – ha spiegato Mons. Cesare Pasini prefetto della Biblioteca presente all’evento «ma il furto è avvenuto presumibilmente in occasione di una operazione di rilegatura effettuata all’esterno del Vaticano, quando nel passato c’erano meno controlli, ora non sarebbe possibile perché i testi della Biblioteca sono dotati di un microchip che consente di rintracciarne la posizione». Un esperto di libri rari rivelò che la copia originale era stata venduta da un certo Massimo De Caro (nel passato direttore della biblioteca napoletana) attualmente in carcere con una condanna a sette anni per aver rubato migliaia di libri antichi da biblioteche pubbliche e private. Partendo da queste indagini gli investigatori americani hanno potuto recuperare negli Stati Uniti e restituire tre lettere di Colombo come manoscritti rubati, alla libreria Riccardiana a Firenze e un’altra copia alla Biblioteca Nazionale di Catalogna in Spagna e ora al Vaticano.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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