Il 35° Festival dell’Umorismo incorona il mago ventriloquo

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Alla rassegna di Grottammare l’edizione di “Cabaret amore mio 2019” piace per la rivoluzione sui voti voluta dal neo-patron Maurizio Battista

21 Luglio 2019 | di | Eventi

È Andrea Fratellini, mago e ventriloquo con il suo pupazzo, il vincitore del premio “Cabaret amore mio 2019”, giunto alla sua 35a edizione nella cittadina di Grottammare, che dette i natali a Sisto V. È stato il pubblico, che lo ha votato a maggioranza, al quale per la prima volta è stata data la possibilità di votare grazie all’illuminata neo-conduzione del comico romano Maurizio Battista.

Ogni anno particolare importanza assume il “Festival dell’umorismo” di Grottammare nelle Marche, uno tra i più antichi, che si avvale da quest’anno della direzione artistica del comico romano Maurizio Battista affiancato dalla giovane soubrette Alessandra Moretti, sua compagna nella vita. Un cabaret fortunato che negli anni passati ha scoperto  comici di successo come Max Giusti, Gaspare e Zuzzurro per citarne alcuni divenuti poi star della televisione e durante il quale viene conferita l’Arancia d’oro, ambito premio alla carriera che viene dato  a personaggi del cinema e del teatro che si sono distinti per la loro attività artistica.

          Da sinistra Salvatore Misticone, Alessandra Moretti, Maurizio Battista

Nel passato sono stati premiati Lino Banfi, Nino Frassica, Diego Abatantuono, Renzo Arbore ma anche lo stesso Battista, aspirante concorrente negli anni 90, nel ruolo di ospite nel 2005 e 2011 fino alla assegnazione dell’”Arancia d’oro alla carriera” nel 2017. Nella conferenza stampa del 18 luglio Maurizio Battista con il suo sorriso sornione ha subito messo le cose in chiaro: «sto per vendicarmi: 20 anni fa mi avete scartato come concorrente ora ve la sto facendo pagare. Mi sono messo sulla riva del fiume e ho aspettato, ma non ce l’ho fatta e…pure Grottammare è passata». Era presente anche il MagoAttore Andrea Paris, che ha dato un saggio della propria arte, c’era l’attore Salvatore Misticone, reduce dai successi del film “Benvenuti al Sud”, che ha scherzato sulla sua altezza raccontando: «quando ero piccolo i miei mi mandavano in colonia, un anno quando tornai, mia madre che era alta solo un metro e 30, mi disse guardandomi dall’alto in basso, come sei cresciuto. Da quel momento mi portava sempre con lei e mi presentava con orgoglio “questo è mio figlio”, guardandomi dal basso».

Battista ha introdotto una novità per coinvolgere il pubblico. A ogni spettatore è stata consegnata una scheda con gli otto partecipanti alle due serate 19 e 20 luglio, è stata la platea a votare un solo concorrente gradito allo spettatore, mentre Battista si è riservato 10 punti per il miglior concorrente. Vista la complessità della votazione, il Comune di Grottammare ha ingaggiato per l’occasione un notaio. Data la carenza di comici nel Belpaese, qualcuno della giuria ha avanzato l’idea di ampliarlo con comici europei. Per la prima volta il Festival è stato ospitato all’aperto davanti al Kursaal di Grottammare, location che è stata molto gradita dal pubblico. Gli otto partecipanti a questa edizione erano: Vittorio Cipriani, Raffaello Corti, Fabrizio Di Renzo, Andrea Fratelloni, Salvatore Gisonna, il trio Ricomincio da tre (D’Onofrio, Nicosia, Giannuzzi), Loredana Scalia e Marco Todisco.

Come anticipato in apertura, il vincitore è risultato Andrea Fratellini che con il suo pupazzo ha incantato il pubblico che è stato plebiscitario nel votarlo. Andrea ha iniziato la passione della magia a 11 anni quando degente in ospedale incontrò un infermiere che oltre a curare i piccoli pazienti li faceva divertire con giochi di prestigio. Da quel momento Andrea divenne il suo assistente, regalando ai bambini ricoverati, sorrisi durante le feste di Pasqua e di Natale per poi divertirsi in seguito come ventriloquo, con pupazzi cui cedeva la sua voce e far parlare persone del pubblico.

E quest’anno il meritato premio “Arancia d’oro” è andato al mitico Mago Silvan, “Il Mago dei Maghi” come ama definirsi. Voce flautata, di una eleganza impeccabile, e le mani che si muovono suadenti. Ha scritto libri importanti sulla magia. Aldo Savoldello – questo il suo vero nome – è fiero della sua Venezia ove è nato e ove recita spesso. Ha iniziato a interessarsi di giochi di magia sin da piccolo quando esordì nell’oratorio Don Bosco della città lagunare, con il nome d’arte Saghibù. Il suo passaggio al professionismo è avvenuto  in una trasmissione condotta da Silvana Pampanini dalla quale ha poi riproposto il suo nome d’arte.

A Silvan qualche anno fa è stato attribuito l’ambito riconoscimento dell’Accademia delle Arti Magiche di Hollywood equivalente al Nobel: the Masters Fellowship come dire il “Mago dei Maghi” unico riconoscimento ricevuto da un europeo. Nella breve intervista concessa a Eurocomunicazione, per il quale Aldo Savoldello ha fatto anche un piccolo gioco di magia. Ha preso dalla sua tasca una piccola chiave, l’ha mostrata a chi scrive, poi ha chiuso il pugno della mano sinistra che conteneva la chiave e dopo qualche secondo ha riaperto il pugno con la chiave che si era piegata. Il Mago Silvan è definito anche come “il mago senza tempo”.

Il sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini, nel consegnare “L’Arancia d’Oro” al Grande Mago ha letto la motivazione: «per il garbo e la maestria con le quali ha interpretato il fascino dell’illusione e la naturalezza della magia, nonché per l’intensa attività di divulgazione editoriale volta alla promozione di una cultura magica, che insegni con chiarezza la distinzione tra illusione e inganno».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

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