Il bosco: gigante sconosciuto per combattere l’effetto serra

  • Condividi questo articolo

La filiera delle imprese del riscaldamento da legno lanciano la proposta per la lotta all’inquinamento atmosferico. L’ Italia ha un coefficiente più alto di Germania e Francia

27 Febbraio 2019 | di | Senza categoria

I gravi effetti del cambiamento climatico attualmente in corso, in ogni parte della terra, sono direttamente imputabili all’uso di combustibili fossili che hanno garantito lo sviluppo economico mondiale negli ultimi duecento anni, e hanno generato severe conseguenze ambientali a tutti evidenti. L’ultima sessione della Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico ha lanciato l’allarme: occorre abbandonare rapidamente petrolio e gas e cambiare il modello di sviluppo, per garantire un futuro alle popolazioni che vivono sul nostro pianeta. L’Unione europea sensibile a questo problema, ha invitato gli Stati membri a predisporre un Piano nazionale energia e clima per ridurre del 40% entro il 2030, i gas serra attraverso l’efficienza energetica con l’obiettivo del 32% di energia fossil free per il Belpaese. Questo obiettivo pone di fronte a scelte precise. Se ne è parlato oggi a Roma nel corso del convegno ”Il calore verde nasce dal legno” promosso da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), RisorsaLegno, ANFUS (Associazione Fumisti e Spazzacamini), Assocosma (Assoc.Naz.Le Costruttori Stufe ad accumulo) e Legambiente. Obiettivo dell’incontro, far emergere una realtà poco conosciuta. Il legno è la prima tra le energie rinnovabili e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane.

L’innovazione tecnologica e gli investimenti in ricerca e sviluppo in questo ambito, hanno portato a risultati enormi; i nuovi generatori a legna e pellet abbattono le emissioni dell’80%. 32.000 sono gli occupati diretti e indiretti in Italia nel settore della termica da biomasse e 352.000 nell’Europa a 28 membri. Il volume sviluppato annualmente in Italia dalla filiera delle biomasse termiche è di ben 4 miliardi di Euro. L’incidenza delle famiglie italiane che utilizzano legna da ardere per riscaldamento è pari al 21,4% del totale delle famiglie residenti. In particolare nelle prime case sono state utilizzate circa 17,5 milioni di tonnellate di legna da ardere. Veneto e Piemonte sono le regioni con il più alto consumo di biomassa solida seguite da Lombardia e Campania poi Lazio e Calabria quindi la Toscana. L’evoluzione tecnologica introdotta nelle caldaie a legna e pellet, ha consentito un deciso miglioramento dell’efficienza ed una significativa riduzione delle emissioni, basti pensare che il 70% degli apparecchi a pellet  in Europa sono progettati e costruiti in Italia. In regione Lombardia in 5 anni il turnover tecnologico ha determinato una riduzione del 30% e in Veneto in 7 anni vi è stata una riduzione del 20% delle polveri sottili. Marino Berton, direttore generale di AIEL nel suo intervento, ha rivelato che la superficie forestale dell’Italia copre attualmente circa 11,8 milioni di ettari pari al 39% dell’intera superficie nazionale e che questa, in 50 anni, è più che raddoppiata, infatti nel 1959 era di 5,5 milioni di ettari.

«La superfice è aumentata – dichiara Berton – perché antichi pascoli sono stati abbandonati da tempo e la foresta se ne è appropriata«». Di questa vasto territorio il 66,4% appartiene a privati e il 33,6% è pubblico. «La montagna – prosegue Berton – si è spopolata di oltre  900.000 persone che l’abitavano. Molte segherie hanno chiuso in quanto, a livello politico, è mancata una seria gestione forestale». Ne è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Gianni Ragusa di Risorsa Legno, Renato Grimaldi direttore generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’Ambiente, Gianluca Benamati del Dipartimento energia PD, Luca Benedetti Responsabile Studi e Statistiche GSE, Giovanni Battista Zorzoli presidente Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica, Annalisa Corrado direttore tecnico Kyoto Club.

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, ha parlato del Piano Energia e clima che dovrà essere approvato entro fine 2019, nel quale si valorizza l’uso del legno per il riscaldamento rispetto alle fonti fossili, ed è fondamentale per combattere l’effetto serra e rispettare i parametri europei, inoltre consente un risparmio sulla bolletta del 75%. Moderava l’incontro il giornalista del TG2 Daniele Rotondo. E’ necessaria quindi una rivoluzione energetica che dovrà abbandonare rapidamente petrolio e gas. L’ Italia ha un coefficiente di boscosità più alto di quello di Germania e Francia, per contro ha un tasso di prelievo per ettaro più basso dell’Ue. Ne stanno approfittando i vicini europei, perché, come reso noto da alcuni delegati provenienti dalla Carnia e dal Trentino, molte ditte di legname austriache stanno affittando vasti territori boschivi nelle nostre contrade per disboscarli, portare il legno nel loro Paese farne pellet e legna da ardere e rivenderlo a noi a prezzi significativamente maggiorati. Un controllo politico nazionale sul nostro patrimonio forestale sarebbe auspicabile.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *