Il Consiglio d’Europa accusa di razzismo i tabloid britannici

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Il quotidiano The Sun è più volte citato nel rapporto della commissione contro l’intolleranza come responsabile del reato di hate speech nei confronti dei migranti

5 Ottobre 2016 | di | Attualità

La commissione contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri) ha denunciato i tabloid britannici per hate speech, incitamento all’odio. Nell’ultimo rapporto, del 4 ottobre 2016, sul Regno Unito, gli esperti di Strasburgo hanno rilevato che questi giornali scandalistici producono articoli offensivi e discriminatori: in particolare, i testi che prendono di mira i musulmani sono aumentati dal 2013. Insieme alle parole razziste, secondo il presidente dell’Ecri Christian Ahlund, sono in crescita anche le azioni violente e questa non è una coincidenza perché l’odio passa con facilità dai commenti online alla pratica della realtà quotidiana.
indexNel documento, il Consiglio d’Europa porta più volte come esempio il principale tabloid britannico The Sun. Il giornale aveva già attirato le proteste dell’Alto Commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite nell’aprile 2015 quando l’editorialista Katie Hopkins pubblicò l’articolo Rescue boats? I’d use gunships to stop migrants (“Scialuppe di salvataggio? Preferisco gli elicotteri d’assalto per fermare i migranti”), nel quale definiva i migranti “scarafaggi”. Secondo la commissione contro il razzismo, The Sun è responsabile anche di titoli provocatori contro l’Islam, come quello sulla prima pagina del 23 novembre 2015 “Un musulmano britannico su cinque ha simpatie per i jihadisti”, accostato ad una foto di un terrorista dal volto coperto che brandisce un coltello. A preoccupare l’Ecri è anche la stampa definita “poco scrupolosa” nelle notizie su Lgbt. Nel marzo 2013, secondo il rapporto, un insegnante si suicidò dopo che il Daily Mail aveva reso nota la sua transessualità.
britain-firstGli autori di hate speech non sono solo i giornalisti: il documento in questione sostiene che “continua a persistere un discorso intollerante sia da parte del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip) che di altri attori politici” e cita l’ex leader Ukip Nigel Farage e anche l’ex Primo ministro conservatore David Cameron. Per movimenti come Britain First, creato nel 2011 da ex appartenenti alla formazione di estrema destra British National Party, Facebook è fondamentale: secondo l’Ecri è la chiave per la diffusione della loro agenda anti immigrazione e anti musulmani. «Il referendum sulla Brexit sembra aver portato a una crescita ulteriore dei sentimenti ostili contro gli stranieri» dice Christian Ahlund, «i dati forniti della polizia sui reati di hate speech mostrano che c’è stato un aumento sostenuto, con un primo picco subito dopo il 23 giugno e un secondo alla fine di luglio».
55b8ee0cb9734Nella legislazione il Regno Unito ha lavorato bene, ma deve migliorarsi. Il giudizio dell’Ecri sulle norme contro la discriminazione razziale nel Paese è buono e anche il nuovo piano d’azione del governo contro il reato di odio soddisfa gli esperti. Gli sforzi per promuovere i diritti Lgbt hanno portato a un cambiamento positivo nelle attitudini. Ma l’applicazione delle leggi nei tribunali non sfrutta tutte le possibilità, perché i giudici ricorrono poche volte alle condanne più pesanti per l’hate speech. L’Ecri evidenzia che ci sono difficoltà per la mancanza di volontà nel riconoscere la motivazione razzista e per un’interpretazione troppo rigida delle disposizioni legali su questo punto: gli attacchi vengono classificati come semplici discussioni o ricondotti ad altre forme di ostilità. La metà dei reati di incitamento all’odio registrati dalla polizia britannica, anche sui social media, non viene punita perché i sospetti non vengono identificati. Il Regno Unito ha ora due anni di tempo per lavorare su 23 raccomandazioni rivolte al governo dall’Ecri.
Livia Liberatore
Foto © Consiglio d’Europa e Wikicommons
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