Il Festival Pergolesi Spontini di Jesi omaggia il musicologo Francesco Degrada

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Nuove sinergie con il territorio permettono ad una manifestazione ormai consolidata di mantenere una programmazione di alto profilo

26 Giugno 2015 | di | Cultura - Musica

In un periodo di profonda incertezza e di gravi ristrettezze economiche non è sempre facile mantenere una offerta culturale in linea con gli anni passati. Nuove sinergie con il territorio e una riconoscibilità immediata sono le armi alle quali si affida il Festival Pergolesi Spontini di Jesi, ormai un punto di riferimento essenziale riguardo gli studi su questi due compositori e non solo.

Come afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Jesi Luca Butini, occorre intercettare flussi turistici importanti associando la cultura alle altre peculiarità del luogo. Troppo a lungo le Marche hanno tenuti nascosti i loro segreti. La Regione in effetti è ricchissima di arte, si pensi solo alle opere di Lorenzo Lotto sparse nelle chiese e nei musei, e di prodotti locali d’eccellenza, uno su tutti il verdicchio.

William Graziosi, Amministratore Delegato della Fondazione, sottolinea il percorso virtuoso di una istituzione che ha sempre avuto i bilanci in regola in quanto gestita come una vera e propria azienda culturale.

conferenzaStampa_Roma-perLiricaFestivalJesiOccorreva naturalmente presentare nuove idee, mutare qualcosa alla luce delle sopravvenute difficoltà materiali, comporre un programma di livello utilizzando un budget comunque ristretto. Il Consulente Artistico Giovanni Oliva si è impegnato a fondo in questo compito, individuando in primo luogo un tema per la XV edizione del Festival rappresentato dalla formula “Lacrimosa memoria, sorridente levità”. Come a dire che anche in periodi di buia sofferenza brilla sempre una speranza.

La rassegna è dedicata al musicologo Francesco Degrada, al suo impegno pergolesiano e non solo, e all’attrice Valeria Moriconi, entrambi scomparsi dieci anni or sono. Il programma è  eterogeneo, e spazia dal canto popolare alla musica propriamente classica.

Si inizia il 4 settembre con un concerto interamente incentrato sulla produzione di Pergolesi, protagoniste due grandi cantanti come Sara Mingardo ed Eva Mei. Tutto dedicato alla figura di Spontini invece l’appuntamento del 7 settembre, che vedrà alternarsi arie da camera a frammenti di lettere che il compositore scrisse da Parigi.

Di particolare rilievo la serata dell’ 11 settembre, con I Virtuosi Italiani diretti da Alberto Martini ad eseguire per la prima volta in tempi moderni l’aria “Cari figli alme innocenti” per Andromaca (1796) di Gaspare Spontini.

Fra le altre proposte del cartellone ricordiamo ancora i due recital di Andrea Coen (il 9 a Maiolati e il 10 a Montecarotto), il primo dedicato alle opere dei componenti la famiglia Scarlatti, il secondo al patrimonio clavicembalistico napoletano.  E proprio a Napoli, fulcro della vita musicale settecentesca, viene dedicata particolare attenzione.

Fra le curiosità menzioniamo la proiezione del film Pergolesi (1932) di Guido Brignone, esempio di cinema propagandistico dell’eccellenza italica, totalmente inattendibile dal punto di vista storico biografico, comunque di grande valore documentale. Curiosa anche la formula del concerto intitolato “Canti d’amore e di vino” del 14 settembre, al termine del quale si terrà una vera e propria degustazione offerta dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Nabucco_Jesi2015Fra le novità più importanti la nascita del marchio Ancona Jesi Opera,  che ha prodotto il primo cartellone integrato tra le stagioni liriche del Teatro Pergolesi e del Teatro delle Muse di Ancona. Un esempio di quella collaborazione concreta particolarmente necessaria nei periodi di crisi.

La 48 stagione lirica di tradizione del Teatro Pergolesi (dal 2 ottobre al 13 dicembre), sarà dedicata al grande tenore Mario del Monaco, che proprio in questa città portò il suo famigerato Otello e fu Pollione nella Norma di Bellini. Quattro i titoli d’opera: Le nozze di Figaro di Mozart, Nabucco di Verdi, Don Pasquale di Donizetti e La vedova allegra di Lehár.

Presente in conferenza stampa anche il direttore Artistico della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona Guido Barbieri, il quale ha espresso la volontà di creare una cultura musicale attorno allo spettacolo d’opera, mediante eventi correlati. Tre i titoli in scena: Bohème di Puccini, Zanetto di Mascagni e Falstaff di Verdi.

Particolarmente toccante infine il concerto del 16 ottobre prossimo, nell’anniversario della data infausta che vide la deportazione di 2.500 artisti ebrei nei campi di sterminio. Un evento inteso come un argine all’oblio che ha inghiottito alcune fra le menti più promettenti e brillanti del secolo scorso, un ulteriore tassello aggiunto all’immenso edificio della memoria, bagaglio indispensabile dell’uomo moderno.

Riccardo Cenci

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