Il grande ritorno della produzione della canapa in Italia

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Nasce il Consorzio per la tutela della Cannabis sativa L. anche per affermare la distinzione tra produzione industriale e sostanza stupefacente. Fatturato record in Europa

6 Aprile 2019 | di | Attualità - Costume

La strada è ancora in salita, ma la legge 2 dicembre 2016, n. 242Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” consente agli agricoltori, ai commercianti e ai consumatori di facilitarne il percorso.

Sulla scia della legge, è appena sorto il Consorzio nazionale per la tutela della Canapa, che rappresenta una filiera di tutti gli operatori interessati dalla varie fasi, dalla coltivazione alla commercializzazione.

La legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.), «quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale  possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione».

Il Consorzio si pone l’obiettivo di contribuire ad affermare la distinzione tra canapa industriale e cannabis sostanza stupefacente.

Certificazione di legalità e qualità, sostegno alla filiera produttiva agro-alimentare della canapa, tracciabilità del prodotto dalla fornitura di sementi certificate a livello europeo, coltura della pianta in campo, processi di trasformazione, prodotti, commercializzazione sino all’acquisto da parte dei consumatori. Queste le linee guida del Consorzio, che ha voluto presentare nella Sala per le conferenza stampa di Montecitorio anche il suo marchio di qualità che caratterizzerà ogni prodotto finale.

                    Ornella Palladino

Alla presentazione del marchio di qualità oltre alla promozione della filiera e certificazione dei prodotti sono intervenuti Ornella Palladino, presidente del Consorzio; il vice presidente Davide Galvagno; Stefano Zanda, direttore generale; Giacomo Bulleri, esperto nel settore della canapa industriale e terapeutica. Con l’intervento dei parlamentari Sara Cunial (Movimento 5 Stelle) e Silvia Benedetti del Gruppo Misto.

Oltre a dare più visibilità e autorevolezza a quanto contenuto nella legge, scopo del Consorzio è quello seminare «un po’ di fiducia e quindi di metterci in mezzo tra le istituzioni le reti di vendita e il consumatore» (Stefano Zanda, direttore generale del Consorzio) e di dare voce a un comparto dell’agro-alimentare che sta conoscendo un risveglio con la canapicoltura.

Sono oggi più di 3.000 gli ettari messi a produzione con un trend di crescita annuale e 15.000 i punti vendita in Italia. Si stima che in Europa il fatturato sarà di 28 miliardi di euro entro il 2021, e l’Italia si inserisce a pieno titolo in questo campo, dopo le produzioni record con oltre 100mila ettari degli inizi del Novecento del secolo scorso quando era prima a livello mondiale per la qualità della fibra prodotta e seconda per volume di produzione.

                    Davide Galvagno

Dare una visione e costruire un pensiero positivo al mondo della canapa, e dimostrare la serietà che il mondo dell’agricoltura e gli operatori del settore riservano alla canapa: è questo l’incipit dell’intervento del presidente del Consorzio, Ornella Palladino: «Il mondo della canapa è un mercato in fase embrionale ma in pieno sviluppo. L’anno scorso hanno aperto settecento nuove aziende agricole per coltivare canapa – ha spiegato Davide Galvagno, vice presidente del Consorzio -. Molto spesso manca la formazione, quindi si cercheranno di fare dei corsi di formazione, di dare assistenza alle aziende agricole e soprattutto si cercherà di stipulare in collaborazione con Coldiretti e con le associazioni degli agricoltori – quale anche Confagricoltura e CIA – dei disciplinari di coltivazione».

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo, Agraria.org

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