Il Parlamento europeo ha compiuto quarant’anni

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Il 20 settembre del 1976 il Consiglio europeo decide a Bruxelles di rendere il Pe eleggibile a suffragio universale diretto, non più costituito da deputati nazionali nominati

21 Settembre 2016 | di | Europa - Eventi - in evidenza

Il Parlamento europeo compie quarant’anni. E’ una festa sotto tono visto il momento di difficoltà che attraversa l’Unione europea ma non per questo non degna di memoria. La ricorrenza è caduta alla vigilia dell’autunno 2016, ieri martedi 20 settembre, un giorno a tinte invernali che preannuncia un periodo rigido almeno sotto il profilo istituzionale e dei futuri passi che dovrà intraprendere il progetto comunitario, con le sfide irrisolte dell’emergenza migranti, il rebus del Brexit e la crisi economica ancora da sconfiggere. Tutti ingredienti di cui il populismo in salsa nazionale si sta nutrendo per scardinare il progetto europeo e spalancare le porte a un pericoloso dejà-vu. Il Parlamento europeo è oggi un giovanotto ormai maturo, con solida esperienza alle spalle fatta di anni di gregario istituzionale ma con un ruolo in crescita ancora da giocare, dopo l’upgrade del Trattato di Lisbona che pone l’Eurocamera praticamente allo stesso piano legislativo con il Consiglio dell’Ue.

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La sede del Parlamento a Bruxelles. In apertura la plenaria di Strasburgo

Il Parlamento europeo è l’unica Istituzione a elezione diretta aperta ai cittadini con dirette streaming delle sedute, trasparenza online, accessibilità dei documenti e petizioni per risposte concrete in controtendenza al montante euroscetticismo di maniera che sta ingessando il vecchio Continente. Dobbiamo risalire al 20 settembre del 1976 per rintracciare i primi vagiti a suffragio universale diretto di quella che nel 1951 era nata come Assemblea comune della CECA, composta allora da rappresentanti nominati dei sei Stati membri che al tempo componevano la Comunità economica europea, l’Italia, la Francia, la Repubblica Federale Tedesca, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e il Belgio. Qualche anno e allargamento dopo, nel 1979, passando per la decisione del Consiglio europeo del 1976, si tennero le prime elezioni a suffragio universale e oggi con 751 membri la più grande Assemblea rappresentativa al mondo è un vero e proprio soggetto politico. Un segno ulteriore del rafforzato ruolo del Parlamento europeo è la partecipazione per la prima volta dell’attuale presidente Martin Schulz all’Eurosummit dei ministri dell’Economia e dei Capi di Stato e di Governo il 14 luglio 2015, che ha di fatto evitato il Grexit. O il ruolo affidato al vicepresidente vicario del Parlamento europeo Antonio Tajani, a fianco alle più alte cariche istituzionali europee, per promuovere il dibattito interreligioso come antidoto d’integrazione contro gli estremismi.

European flag and French flag at half-mast in the European Parliament in Brussels following yesterday's attacks in Paris.Dettagli non di poco conto, ma che sono in linea con una presenza istituzionale divenuta ormai costante in tutti gli appuntamenti di alto livello politico, a partire dai Consigli europei. Il ritrovato ruolo legislativo e politico del Parlamento europeo ha indirettamente reso ancora più interessanti alla stampa le riunioni delle commissioni parlamentari, dato che le decisione prese in questa sede rappresentano un primo segnale di futura legge europea. Ecco perché il Parlamento europeo ha esteso al di là della settimana di sessione plenaria la copertura con dirette streaming pianificate di questi appuntamenti. Allora tanti auguri Eurocamera e soprattutto auguri all’Europa!

 

Nino Cingolani

Foto © European Parliament e Wikicommons

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