Il Pontefice al Consiglio d’Europa e al Pe: l’uomo, la sua dignità e un’Europa “stanca e ferita”

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Affermazioni, prese di posizione e tante domande nelle quasi 4 ore di visita di Papa Francesco a Strasburgo

26 Novembre 2014 | di | Attualità - Europa - Eventi - Lavoro - Politica - Religione

«Dov’è il tuo coraggio? Dov’è il tuo vigore?» ha chiesto il Papa all’Europa durante il suo discorso al Consiglio d’Europa. Interrogativi girati immediatamente ai rappresentanti del Consiglio, alla Corte Europea e a tutti i leder politici incontrati dal momento del suo atterraggio in Francia fino al decollo verso Roma.
La sintesi perfetta della presenza di Francesco prima al Parlamento europeo e poi al Consiglio d’Europa è nel numero di giornalisti accreditati: 900 contro una media per sessione plenaria di 150. In Aula al Pe è stato interrotto 13 volte. Se a ogni applauso dei deputati corrispondessero azioni concrete e non solo piani di intervento, l’Europa sarebbe fuori dalla recessione, in pace con l’Est, con un tasso di disoccupazione bassissimo e circondata da un Mediterraneo che non uccide i migranti.
Francesco ha diffuso un messaggio di speranza e coraggio. Nella platea che lo ha ascoltato c’erano anche una decina di deputati con un messaggio di disappunto scritto su una t-shirt rossa: “No Pope”. Anche a loro ha parlato di dignità, di «recuperare la fiducia nell’uomo» di un’Europa «trascendente». E poi il richiamo all’esigenza di un lavoro per tutti.
«E’ tempo – ha detto Francesco – di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto è necessario ridare dignità al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento». Parimenti, ha poi aggiunto il Papa, «è necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si può tollerare che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto».
Infine l’invito accorato: «Cari Eurodeputati, è giunta l’ora di costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili; l’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il suo futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. È giunto il momento di abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su sé stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L’Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l’Europa che guarda, difende e tutela l’uomo; l’Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità!».

 

Giovanni Sorge

© 2014 Consiglio d’Europa

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