Il rapporto tra i giovani e i media digitali in Europa

  • Condividi questo articolo

Le opportunità e i rischi del web. La nostra vita quotidiana è ormai impensabile senza, grande possibilità di sviluppo e apprendimento, ma anche dipendenza e abuso

8 settembre 2018 | di | Attualità - Europa - Hi-Tech

Il rapporto tra giovani e mondo dei media digitali: un tema che occupa un campo vastissimo, abitato da elementi e aspetti completamente diversi. Su questo argomento, a volte, si preferisce farsi prendere da formidabili preoccupazioni, paure, isterie collettive e campagne mediatiche, spesso povere di contenuti verificati e verificabili,  e piene di storie ripetute e ribadite finché qualcuno le fa diventare vere. Sarà quindi necessario dare attenzione anche a questi fenomeni, senza cadere in condanne aprioristiche ma senza nemmeno ignorare i rischi, anzi provando ad approfondirli e a indicare possibili rimedi e strategie preventive.

L’approccio nel trattare il digitale è una gigantesca opportunità per ampliare, rinnovare, potenziare tantissimi aspetti dell’agire umano. La nostra vita quotidiana è ormai impensabile senza media digitali. Nel loro tempo libero i bambini e i giovani giocano al computer, si informano e creano reti di contatto via Internet e comunicano con i loro amici e parenti tramite telefono cellulare. Anche a scuola e sul posto di lavoro i media digitali sono usati ogni giorno. Essi offrono agli adolescenti numerose opportunità di sviluppo e apprendimento. Partecipando attivamente alla comunicazione nella società dei media, oltre a leggere e scrivere, i giovani imparano anche una tecnica culturale ormai necessaria per fronteggiare numerose situazioni della vita quotidiana e professionale.

Per entrare un po’ più nel merito, media e strumenti digitali possono essere uno strumento educativo potente, in grado ad esempio di realizzare il famoso approccio cross-settoriale (tra modelli formali o non formali) che le politiche e i programmi europei rivolti ai giovani si pongono obiettivo da anni solo se educatori, animatori giovanili e insegnanti riusciranno a innalzare il loro livello di familiarità e dimestichezza con questi strumenti, che come tante ricerche dimostrano non è mediamente altissimo.

Oltre alle opportunità, essi presentano però anche molti rischi, come la dipendenza (patologica) da Internet, l’uso improprio dei dati o gli abusi sessuali. Affinché i minori e i giovani imparino a usare in sicurezza i media digitali, è indispensabile che affrontino il tema dei pericoli insiti in queste forme di comunicazione. È dunque importante che sviluppino il senso critico per valutare i contenuti dei siti, riconoscere possibili pericoli e sapere come proteggersi da questi ultimi. In quest’ambito ai genitori e agli insegnanti spetta un ruolo molto importante, in veste di persone di fiducia sempre pronte ad ascoltarli, aiutarli e a imparare con loro.

Un approccio educativo utile a tale scopo dovrebbe tener conto di tre dimensioni: tecnologica, connessa alla capacità di scegliere le tecnologie più opportune per affrontare problemi reali e padroneggiare contesti tecnologici in rapida e continua evoluzione; cognitiva, connessa alla capacità di saper leggere, selezionare, interpretare e valutare le informazioni sulla base della loro pertinenza ed attendibilità; ed etica, connessa alla capacità di interagire e relazionarsi con altri soggetti in modo costruttivo e responsabile avvalendosi delle tecnologie, con particolare riguardo alla tutela personale e al rispetto degli altri.

È interessante notare quindi come la Commissione europea abbia costituito già dall’anno scorso un gruppo di esperti con l’obiettivo di trattare Risks, opportunities and implications of digitalisation for youth, youth work and youth policy e di ragionare su piani e obiettivi formativi a livello europeo per gli youth workers. Si tratta di un’iniziativa nata nell’ambito del nuovo Work plan for youth: da un lato la novità e la rapida espansione delle tematiche legate al digitale ha probabilmente imposto una riflessione su questo argomento; dall’altro lato si tratta di un riconoscimento importante del fatto che lo youth work possa trarre dai media digitali, per l’appunto opportunità e coinvolgimento.

A partire da tale scenario, risulta chiaro e necessario individuare strumenti efficaci per trasferire, nei contesti scolastici e formativi, non solo le competenze e le abilità tecniche per utilizzare al meglio i media digitali ma anche le conoscenze che favoriscono una maggiore consapevolezza nel distinguere e valutare sia le opportunità che i rischi del web.

 

Francesca Sirignani

 

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *