“Il Tempo e le anime di sabbia” con le opere di Alberto Ricci

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In mostra al Castello di Santa Severa, fino al 14 aprile, le creazioni del primo scultore al mondo che abbia utilizzato come materiale primigenio il silicio

9 Aprile 2019 | di | Arte - Cultura

Alberto Ricci nasce a Roma nel 1943. Fin da ragazzo acquisisce la formazione di ceramista, crescendo nella Repubblica dei Ragazzi presso Civitavecchia, ed è vissuto molti anni della sua vita nel quartiere Cavalleggeri a due passi dalla Basilica di San Pietro. Si manifesta al mondo del lavoro molto presto, conseguendo le sue prime commissioni grazie alle sue doti artistiche. Ottiene numerosi consensi e riconoscimenti: diversi articoli e servizi televisivi hanno evidenziato il valore delle sue opere.

L’artista Alberto Ricci è stato il primo scultore al mondo che ha realizzato con la sabbia (silicio) sculture solide con materiale primigenio idoneo a renderla compatta. Ha scoperto e ideato queste creazioni nelle fonderie dove realizzava i suoi lavori in bronzo. Le opere in “sabbia scolpita” sono diventati dei veri e propri blocchi omogenei che sembrano avere la consistenza di una roccia sedimentaria. Infatti l’artista ha modellato con la lima le sue creazioni.

Nei suoi capolavori si possono ammirare gli effetti sorprendenti e inusuali che le minuscole particelle riescono a offrire in una geniale trasformazione della forma primordiale, offrendo all’osservatore la meraviglia di riconoscere le figure di sabbia che la fantasia e il vento hanno permesso di riconoscere nelle forme nel tempo.

L’artista – più volte ispiratosi a Michelangelo, come ama raccontare suo figlio Yuki – ha avuto la capacità di svelare un’anima dentro il nudo blocco di sabbia, esprimendo sempre forme di vita e gioia, trasmettendo l’evoluzione ideale di ogni singola scultura.

La mostra delle opere sarà esposta fino al 14 aprile nel Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, Mibac Ecoopculture.

Numerose le personali che ha allestito e le opere collocate sia all’estero – Indonesia, Giappone, Stati Uniti, Scandinavia, Principato di Monaco – che in Italia. Tra le altre: in Vaticano, al Ministero dei Lavori Pubblici, presso la società di San Paolo, all’Università Lateranense e in diverse basiliche a Roma, il Monumento alla Pace a Pizzoli, il portale in bronzo della chiesa di S.Agata–Cosenza.

 

Nel 2002 gli viene conferito l’Onorificenza al Grado Ufficiale dell’Ordine di merito culturale dal Principato di Monaco. Nel 2003 viene insignito dell’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Muore a Roma nello stesso anno, colpito da una grave malattia.

 

Giorgio De Santis

Foto © Giorgio De Santis

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