Immigrazione, l’Italia chiama e l’Europa risponde

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Nuova tragedia del mare nel Canale di Sicilia con decine di migranti morti. L’Italia chiede aiuto all’Ue, ma Bruxelles ha già stanziato mezzo miliardo di euro e messo in campo due agenzie per aiutare le autorità italiane

13 Maggio 2014 | di | Europa - Lavoro - Politica - Senza categoria

Con l’arrivo della bella stagione i migranti che attendono lungo le coste della Libia hanno ripreso a tentare la fortuna affrontando le acque del Canale di Sicilia a bordo di imbarcazioni di fortuna. Proprio oggi una ‘carretta del mare’ con a bordo 400 persone è andata in avaria  e diverse decine di migranti sono morti affogati. Puntuali le polemiche con accuse reciproche tra partiti e governo. Quando si parla di immigrazione spesso viene chiamata in causa l’Europa. Lo stesso ministro dell’Interno Alfano ha chiesto più volte che da Bruxelles arrivino degli aiuti per fronteggiare l’emergenza.

L’Europa risponde di stare facendo già molto. Prima di tutto dal punto di vista del coordinamento e della formazione. Frontex è l’agenzia europea che si occupa proprio di fornire assistenza nel pattugliamento delle frontiere, dalla Polonia alla Spagna, dalla Slovenia al Canale di Sicilia. C’è poi un altro programma europeo, Eurosur, che ha lo scopo di intensificare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri. Ma quali sono i veri numeri in campo, soprattutto economici?

Dopo la tragedia di Lampedusa dello scorso autunno l’Unione europea ha stanziato 30 milioni di euro per fare fronte all’emergenza. Ma se si considera la programmazione settennale i numeri sono ben maggiori. Tra il 2007 e il 2013 il nostro Paese ha ricevuto 479 milioni di euro, quasi mezzo miliardo, il 13,4% dell’intera somma destinata alla gestione di migranti e richiedenti asilo. Con il nuovo bilancio comunitario, partito il primo gennaio, Bruxelles ha aumentato a 522 milioni i fondi disponibili, divisi in due programmi principali. Quello più corposo è l’Amif (Asylum Migration and integration Fund), che ha a disposizione 310milioni di euro, mentre l’Isf (Internal Security Fund) può contare su 212 milioni di euro.

Pattugliare le acqua del Mediterraneo però non è sufficiente a salvare vite umane. Lo scopo ultimo deve essere quello di accogliere i migranti sulla sponda sud, in modo da dare loro la possibilità di richiedere asilo senza rischiare la vita. Per perseguire questo obiettivo la Commissione ha concluso con la Tunisia e il Marocco dei partenariati di mobilità. Questi accordi hanno lo scopo di individuare nuovi canali di migrazione legale e aiutare i paesi partner a potenziare le capacità di offrire protezione e rispettare i diritti umani. In quest’ottica l’Ue ha firmato un accordo di riammissione con la Turchia che sarà fondamentale per ridurre la pressione migratoria irregolare nei prossimi anni.

Qualche altro dato: l’Italia non è il Paese che accoglie più migranti in Europa, come qualcuno può pensare. Nel 2013 ci siamo piazzati al quinto posto con 28mila persone accolte. Il numero maggiore di richieste di asilo sono state registrate in Germania (127mila), Francia (65mila), Svezia (54mila) e Gran Bretagna (30mila).

Tommaso Cinquemani

Foto © European Community, 2014

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