Imprese, per crescere serve il gioco di squadra

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“Sistema Pmi”, alla John Cabot University, con 120 aziende. Non è un mondo per solisti, l’imperativo è condividere le competenze. Decisivo il supporto dell’Università

14 settembre 2018 | di | Lavoro

Non è un’epoca per solisti. Per raggiungere gli obiettivi, nel mondo dell’impresa, è indispensabile imparare a fare gioco di squadra. La condivisione di competenze, idee ed esperienze è essenziale, come nello sport. Nonostante ciò, le piccole e medie aziende, che in Italia rappresentano la spina dorsale dell’economia, non fanno rete a sufficienza, dissipando energie e conoscenze. Una modalità, questa, che consente di vincere qualche partita, ma non il campionato. Serve una nuova visione.

La John Cabot University, fra i maggiori atenei americani d’Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere, ha organizzato la prima edizione di “Sistema Pmi”, nel corso della quale decine di imprenditori e liberi professionisti hanno potuto incontrarsi e conoscersi, con un obiettivo comune: mettersi in rete, fare gioco di squadra per trovare soluzioni, creare e dare lavoro, sviluppare business; andare in goal, per rimanere alla metafora calcistica.

«Le aziende non hanno molte occasioni per entrare in contatto fra di loro, se non nelle fiere di settore, dove non possono essere attivare sinergie; per questo abbiamo ideato “Sistema Pmi”», ha spiegato Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Centro di Alta formazione e Avviamento alla carriera della JCU.

S’è trattato di un appuntamento di una giornata, unico nel suo genere a Roma, totalmente gratuito, e aperto a tutti, previa iscrizione online. L’evento è stato suddiviso in tre aree: Digitalizzazione, Crescita e Finanza sostenibile, Formazione e Consulenza. Ma per fare gioco di squadra servono anche i preparatori, i trainer, e infatti a “Sistema Pmi” erano presenti docenti ed esperti per colloqui individuali, networking e analisi di casi-studio.

«È necessario condividere le conoscenze, soprattutto per le piccole imprese che, per ovvi motivi, non possono permettersi la spesa di onerose consulenze private. La maggior parte delle problematiche di crescita delle Pmi riguarda proprio le competenze. Ecco perché nel gioco di squadra è decisivo anche il ruolo dell’università, cioè del luogo in cui le competenze si costruiscono, quindi dei docenti e degli esperti nelle varie discipline», ha sottolineato Antonella Salvatore (nella foto a sinistra, durante un’intervista, ndr).

L’organizzazione di “Sistema Pmi” è stata curata dal Centro di Alta Formazione e Avviamento alla Carriera della JCU, in partnership con l’Istituto per l’Imprenditoria JCU, yourCFO Consulting Group e Mama Industry. La partecipazione ha registrato numeri importanti, con 120 aziende dei  più svariati settori: Comunicazione, Finanza, Consulenza professionale, Digitale, e anche dei comparti più innovativi: Realtà aumentata e Intelligenza artificiale.

«Non devono esistere distanze fra università e mondo del lavoro; al contrario è fondamentale creare sinergia. In questa ottica, il nostro ateneo è ormai un punto di riferimento in Italia», ha dichiarato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.

In parallelo a Sistema Pmi, rimanendo in tema di sinergia, s’è tenuta la Fiera della CarrieraCareer Fair – dell’Università: i laureandi e i giovani che frequentano i corsi di alta formazione hanno incontrato i responsabili delle assunzioni di 40 aziende, sostenendo più colloqui, della durata anche di un’ora, nella stessa giornata.

«Nel 2018 abbiamo confermato il trend positivo dello scorso anno: 8 ragazzi su 10 hanno trovato una posizione di stage o di lavoro durante il Career Fair. La percentuale rimanente è costituita da giovani che decidono di proseguire il percorso di specializzazione», ha concluso Antonella Salvatore.

 

Leonida Valeri

Foto © JCU

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