Inaugurato a San Pietro il mega presepe di dolomia

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La sabbia, materiale povero richiama la semplicità, la piccolezza con cui Dio si è mostrato con la nascita di Gesù nella precarietà di Betlemme

7 Dicembre 2018 | di | Costume - Religione

Quando qualche settimana fa, in piena notte, sono arrivati in Piazza San Pietro, scortati dalla polizia, 24 autotreni provenienti dalla spiaggia di Jesolo – e carichi di sabbia l’hanno scaricata vicino l’obelisco – i rari passanti infreddoliti non credevano ai loro occhi. È con questa sabbia, la dolomia, che in queste settimane quattro insigni scultori hanno lavorato  duemila tonnellate di sabbie dolomitiche per comporre un presepio unico al mondo, inaugurato oggi venerdì 7 dicembre, che resterà visibile fino al 13 gennaio 2019.

Questo presepe monumentale modellato con 1300 m.c., è composto di sabbia jesolana originaria delle Dolomiti ed è stato realizzato da quattro scultori: Richard Varano statunitense che ha assunto le funzioni di capo squadra e che dal 1998 è direttore artistico delle mostre di sculture in sabbia di Jesolo, l’olandese Susanne Ruseler scultrice anche di figure di ghiaccio e neve , il russo Ilya Filimontsev, il ceco Radovan Zivny campione in eventi internazionali. La “Sand Nativity” in sabbia ha una larghezza di 16 metri, 5 di altezza e 6 di profondità. È il dono che il Comune di Jesolo ha voluto donare a Papa Francesco.

Responsabile del progetto “Sand Nativity” è Massimo Ambrosin che ha commentato in proposito: «siamo partiti sedici anni fa con un piccolo presepe, ora abbiamo realizzato il sogno di arrivare nella culla della cristianità». Ma come fa la sabbia a diventare come marmo da scolpire? Eurocomunicazione lo chiede allo stesso Ambrosin che ci risponde: «sembra impossibile che con la sabbia si possano fare sculture quasi marmoree. Non ci sono additivi, è solo sabbia come quella dolomitica che c’è nella spiaggia a Jesolo e acqua. Il segreto sta nella compattazione meccanica, sabbia e acqua vengono fortemente compattate all’interno di cassoni di legno con compattatori meccanici. Una volta tolto il legno si ottiene un blocco solido pronto per essere scolpito».

È stato il russo Filimontsev ad iniziare con l’Angelo, dopo di lui Susanne Ruselev ha realizzato i pastori, quindi Radovan Zivny ha modellato i Re Magi alti poco più di due metri. Accanto al presepe, il tradizionale albero innalzato nei giorni scorsi sulla Piazza San Pietro dopo un viaggio di oltre 600 chilometri. Si tratta di un abete rosso proveniente dal territorio di Pordenone e donato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L’abete è alto 23 metri, ha un diametro di 50 cm e pesa circa 5 tonnellate. È stato addobbato dallo staff del Servizio Giardini del Vaticano diretto dal “Giardiniere del Papa” Ignacio Rafael Tornini.

A Roma sono giunti anche 50 alberelli più piccoli donati da alcuni Comuni del comprensorio di Pordenone. Uno è stato destinato a Casa Santa Marta ed è stato donato dai detenuti della Casa Circondariale di Pordenone, un altro è stato offerto dall’Unione Industriali di Pordenone, dalla fondazione CRO di Aviano e dalle suore del Monastero della Visitazione di San Vito al Tagliamento ed è stato messo nei Giardini Vaticani nei pressi dell’ex monastero Mater Ecclesiae oggi residenza del Papa Emerito Benedetto XVI.

Papa Francesco, ricevendo nella Sala Clementina le Delegazioni provenienti dal Friuli Venezia Giulia e del Veneto  che hanno portato in dono l’albero di Natale e il Presepio ha dichiarato: «L’albero e il presepio sono due segni che non finiscono mai di affascinarci. Ci parlano del Natale e ci aiutano a contemplare il mistero di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi. L’albero con le sue luci ci ricorda che Gesù è la luce del mondo. È la luce dell’anima che scaccia le tenebre delle inimicizie e fa spazio al perdono».

C’è da segnalare che, sempre nella mattinata di oggi, venerdì 7 dicembre, Mons. Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha inaugurato in via dell’Ospedale 1 (traversa di Via della Conciliazione) presso la Sala PIO X a poche centinaia di metri da Piazza San Pietro, l’Esposizione Internazionale100 presepi in Vaticano”. La mostra, il cui ingresso è libero e gratuito, vede la partecipazione di presepisti da tutto il mondo e anche numerose ambasciate hanno aderito all’iniziativa, offrendo presepi delle diverse tradizioni locali. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 e resterà fruibile fino al 13 gennaio 2019.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco, TPI

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