Indagine del Moige, “Venduti ai minori”: figli e nipoti a rischio

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Dati gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per i nostri giovani che devono essere supportati dalle famiglie e dalle istituzioni

15 Gennaio 2019 | di | Costume

Presentata a Roma, presso la Sala Zuccari del Senato, una indagine promossa dal MOIGE – Movimento italiano genitori – sull’accesso dei minori ad alcol, tabacco, cannabis, gioco d’azzardo, pornografia e videogiochi. Promossa e coordinata dal Prof. Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma, l’indagine ha riguardato un campione di 1388 minori tra 11 e 17 anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado con una età media di 14 anni, 794 maschi e 591 femmine geograficamente collocati per il 30% al Centro Italia, 21% Nord Italia e 49% Sud Italia con questionari specifici che inquadrano il fenomeno di prodotti venduti ai minori, nonostante siano vietati.

             I danni delle droghe al cervello

Pub, discoteche e bar sono il principale accesso all’alcol dei nostri figli e nostri nipoti e il 65% dei rivenditori, dice l’indagine, non controlla la loro età, mentre quasi la metà (48%) dei venditori continua a somministrare loro bevande alcoliche nonostante lo stato di ubriachezza del minore. Il 40% del tabacco ai minori viene venduto nelle tabaccherie, mentre il 15% dei giovani dichiara di avere accesso ai distributori automatici che vendono senza chiedere alcun documento identificativo. I negozi che vendono sigarette elettroniche, il 78% ha venduto a minori senza averne verificato l’età. I cannabis light shop si stanno diffondendo a macchia d’olio nel Belpaese e lo studio rivela che il 68% dei rivenditori (7 su 10), vende il prodotto nonostante la minore età. In quasi tutti i negozi sono assenti indicazioni sull’uso del prodotto che è da collezione, e non adatto alla combustione. In proposito sono state presentate delle slide dalla quale risulta che il ricorso a droghe specie nei giovani porta alla compromissione delle strutture cerebrali, con gravi implicazioni delle facoltà cognitive, del ragionamento, con effetti perversi sull’adattamento sociale.

Riguardo il gioco d’azzardo al 62% dei minori non è stato mai chiesto il documento per verificarne l’età e in un caso su due l’esercente non si è rifiutato di farlo giocare d’azzardo. L’accesso dei minori ai siti porno è stato analizzato accuratamente. Troppi bambini e adolescenti risultano non avere alcun filtro parental control sui propri device per impedire l’accesso a questi siti. Solo il 15% dei rivenditori di connessione avvertono del rischio di andare su questi siti e il 36% dei giovani intervistati ha dichiarato di non aver mai letto avvisi che la visione di quel sito fosse dedicata a un pubblico adulto. Il questionario ha valutato anche il ruolo della scuola e dei docenti circa gli effetti della pornografia e il 66,4% del campione dice che a scuola non ne hanno mai parlato, il 20,3% ne ha parlato poco, il 13,3% ne hanno parlato tanto. Numerosi gli interventi di insigni docenti come il già citato Tonino Cantelmi dell’Università Europea, Antonio Affinita direttore generale Moige, Paolo Messa consigliere del Centro Studi Americani, il Prof. Mario Morcellini commissario AGCOM, Mario Antonelli vicepresidente Federazione Italiana Tabaccai, per citarne alcuni.

           La senatrice Licia Ronzulli

A presiedere c’era la senatrice Licia Ronzulli, presidente della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, moderatrice la giornalista Federica De Sanctis. Interessante la testimonianza  di Paolo Messa del Centro Studi Americani a proposito del gioco d’azzardo negli USA che ha rivelato: «Negli Stati Uniti il gioco d’azzardo è una regola federale su cui vigila l’FBI e il Dipartimento della Giustizia. Il gioco d’azzardo si sta diffondendo massimamente tra i giovani, accanto al gioco d’azzardo classico stanno aumentando i giochi di carte e casinò on-line. C’è grande confusione tra gioco vero e quello che sembra non esserlo e sul controllo di  questo fenomeno è in atto una collaborazione tra FBI e la Polizia postale italiana, un allarme forte da non sottovalutare. In una breve intervista concessa a Eurocomunicazione, dalla senatrice Licia Ronzulli, è stato chiesto come si può intervenire a livello legislativo per preservare in futuro i nostri figli e i nostri nipoti e ci ha risposto: «Quello che possiamo fare come Commissione infanzia e adolescenza è vigilare su quello che il governo andrà a legiferare e sulla normativa. L’attenzione su questi temi è molto alta e l’impegno della Commissione che presiedo è di arrivare a fine legislatura portando a casa il risultato della effettiva tutela dei minori».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

 

    

 

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