Iran, dove ancora la vita è appesa a un filo, accade ciò che non ti aspetti

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I diritti umani nel saggio di Tiziana Ciavardini, presentato alla fiera mondiale della piccola e media editoria “PiúLibriPiúLiberi” presso La Nuvola a Roma

9 Dicembre 2018 | di | Libri

Si celebra domani la giornata mondiale dei Diritti Umani proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Il riconoscimento dei diritti umani a livello internazionale è una conquista recente, non ancora acquisita definitivamente in tutti i Paesi del mondo. L’Iran é senza dubbio uno di questi in cui esiste una vera e propria repressione della libertà d’espressione, di associazione, di manifestazione pacifica e di fede religiosa. Giornalisti, avvocati, blogger, studenti, attiviste per i diritti delle donne, registi e musicisti sono puntualmente condannati al termine di processi gravemente irregolari celebrati dai tribunali rivoluzionari.

Un intero capitolo dedicato ai Diritti Umani in Iran é stato dedicato dall’antropologa e giornalista Tiziana Ciavardini nel suo ultimo libro Ti racconto l’Iran – I miei anni in terra di Persia Armando Editore con la prefazione di Dacia Maraini. Il libro é stato presentato lo scorso 5 dicembre a Roma presso La Nuvola nell’ambito della piú grande fiera mondiale della piccola e media editoria “PiúLibriPiúLiberi“. Il libro è «dedicato a tutte le donne iraniane, a quelle del cambiamento e quelle della tradizione, la cui forza e determinazione mi hanno trasformato in una donna migliore».

Nel libro attraverso le esperienze sul campo dell’autrice si affrontano tematiche relative al pregiudizio, all’Islam, alla condizione della donna, ai diritti negati, ai rituali religiosi e non, sino agli interrogativi incerti e preoccupanti sull’imminente futuro della Repubblica Islamica dell’Iran. Nel capitolo dedicato ai Diritti Negati si legge: «E, comunque sia, quella libertà che noi intendiamo in Occidente non la ritroviamo certo qui. Quello che emerge, secondo la mia esperienza, è un popolo che è riuscito a creare unavita parallela e alternativaa quella imposta, in cui ci si si rifugia nella propria sfera privata e nascosta per poter esprimere finalmente quella libertà sociale fortemente inibita. Questo circolo vizioso, fatto di negazioni e contrasti alle negazioni, crea un vortice pericoloso però e assai doloroso perchè il pesante clima restrittivo conduce a un’alta percentuale di suicidi e di consumo di droghe. Il paradosso é proprio questo: in un paese in cui tutto è vietato, la trasgressione alle regole, in quanto tale, diventa l’unica alternativa possibile».

Tiziana Ciavardini con Barbara Schiavulli, giornalista di guerra

Anche la scrittrice Dacia Maraini si sofferma sul  tema dei diritto: «Non si può non seguire con  trepidazione questa storia d’amore fra una italiana colta, certamente attenta ai valori universali  della giustizia e della libertà e un popolo prigioniero di una teocrazia intollerante e crudele che si appella, per il governo del paese, a regole scritte quasi duemila anni fa».

Secondo il rapporto dell’Osservatorio per i Diritti Umani negli ultimi mesi ci sarebbero state almeno 285 esecuzioni, incluse quelle di quattro donne e di 6 individui che sarebbero stati condannati a morte per crimini commessi da minorenni. Il rapporto stima che durante la protesta della durata di un mese dello scorso gennaio, sarebbero stati effettuati 8.000 arresti arbitrari, sarebbero state uccise almeno 58 persone e 12 tra i manifestanti imprigionati sarebbero stati uccisi sotto tortura.

Tiziana Ciavardini antropologa culturale, ricercatrice e giornalista esperta in Medio Oriente. Ha vissuto per oltre un decennio in Iran occupandosi di politica e della società contemporanea iraniana. Autrice di numerosi articoli e saggi accademici ha raccontato attraverso una prospettiva antropologica e mai schierata, le verità scomode del paese.

 

Pierfrancesco Mailli

 

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