Israele: non solo turismo religioso

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Intervista ad Amir Halevi, direttore generale del Ministero del Turismo di Israele

3 Ottobre 2014 | di | Viaggi

Culla delle tre maggiori religioni monoteiste, la Terra Santa  è un luogo che trabocca spiritualità. Viaggiare in Israele significa infatti penetrare a fondo nella nostra storia più intima e remota, vivere un’esperienza in primo luogo interiore. Eppure concentrarsi esclusivamente su questo ambito sarebbe riduttivo. L’esempio offerto da Tel Aviv è illuminante. La cosiddetta città bianca, fondata nel 1909, è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità Unesco proprio in virtù della sua architettura, modello di modernismo in stile Bauhaus esportato in un contesto culturale totalmente nuovo. Inoltre il carattere estroverso e disponibile dei suoi abitanti, la ricchezza dell’offerta commerciale e gastronomica, il dinamismo della sua vita notturna fanno di Tel Aviv una meta ideale per i giovani, e non solo. Un’esperienza totalmente diversa rispetto a quella offerta ad esempio da Gerusalemme, comunque altrettanto intensa e interessante anche dal punto di vista culturale (Tel Aviv ospita infatti numerosi musei).

IMG_6646_normAbbiamo incontrato Amir Halevi, direttore generale del Ministero del Turismo di Israele, per porgli alcune domande al riguardo.

D: Lo slogan adottato nella recente campagna pubblicitaria, «La tua vacanza anima e corpo», sembra voler ampliare gli orizzonti del turismo in Israele, puntando non solo sull’offerta religiosa, ma anche su un concetto di vacanza più completo.

R: E’ perfettamente vero! Il turismo religioso ha un grande potenziale, quantificabile nel 40-50% delle presenze. Noi stiamo lavorando sul resto. Per questo abbiamo ampliato notevolmente l’offerta culturale. In particolare possiamo vantare un importante festival operistico a Masada, oltre a varie manifestazioni musicali e sportive. Fra queste ultime segnaliamo le gare motociclistiche nel deserto, appuntamenti impedibili per gli amanti dello sport estremo.

D: In un momento di grandi turbolenze internazionali, quali sono le garanzie in termini di sicurezza offerte al turista il quale decida di recarsi in Israele?

R: Israele è un luogo molto sicuro. Nel nostro Paese anche i più piccoli sono liberi di muoversi in completa autonomia senza aver nulla da temere. Certo, di tanto in tanto assistiamo ad una recrudescenza degli attriti con i popoli limitrofi, specialmente in relazione alla questione palestinese, come è accaduto recentemente. Eppure, anche durante lo svolgersi delle operazioni militari, i turisti potevano dirsi al sicuro. Molti frequentavano le spiagge in completa tranquillità.

D: La crisi ha avuto comunque contraccolpi in termini di presenze turistiche.

R: Non possiamo negare che, durante il momento più aspro della crisi, si sia registrato un calo delle presenze. Ora dobbiamo guardare al futuro. Attualmente vi sono le condizioni per tornare ai livelli di eccellenza registrati nel 2013.

D: Può dirci qualcosa riguardo le condizioni climatiche in Israele?

R: Il clima è assolutamente perfetto. D’estate la pioggia è rarissima, garanzia fondamentale per chi voglia trascorrere una piacevole vacanza al mare. La temperatura è pressoché ideale, e si aggira attorno ai 30 gradi nelle zone di Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa. L’inverno è  dolce lungo la costa, ma anche in collina non è mai particolarmente rigido.

D: L’Italia è ben collegata al vostro Paese?

R: I collegamenti sono eccellenti. La El Al opera voli giornalieri da Roma e Milano (in media due al giorno).

Riccardo Cenci

foto www.goisrael.com

 

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