La As Roma e l’Ente del turismo promuovono la terra dei faraoni

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L’attaccante capitolino El Sharaawy premia i partecipanti al concorso “Vinci l’Egitto”. Allestita nella Città Eterna una mostra sulla tomba di Tutankhamon

17 maggio 2018 | di | Sport - Viaggi

Il concorso Vinci l’Egitto, promosso dall’Ente del turismo egiziano in partnership con la As Roma, rientra in un ampio progetto di rilancio della destinazione, già premiato da un incremento considerevole delle presenze dopo anni di forte contrazione, dovuta alle tensioni internazionali. Un’operazione che ha potuto contare su un’ampia campagna promozionale, pensata per raggiungere un’utenza molto ampia. La scelta del club giallorosso è stata dettata non solo dalla presenza in squadra di Stephan El Sharaawy, attaccante di origini egiziane, ma anche al ruolo della capitale italiana come nodo cruciale dei flussi turistici verso l’Egitto.

La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri presso l’Accademia di Egitto a Roma, proprio alla presenza dell’attaccante capitolino. El Sharaawy, soprannominato “Il Faraone” – lui stesso ha spiegato l’origine determinato dal modo di esultare del giocatore dopo una rete importante – ha parlato delle sue origini e del legame profondo con l’antico Paese.

Sei i concorrenti premiati, alla presenza dei tours operators che hanno offerto i soggiorni e delle autorità egiziane. In particolare l’ambasciatore d’Egitto Hisham Badr e il direttore dell’Ente del turismo Emad Fathy Abdalla hanno confermato il trend positivo degli arrivi dall’Italia, che nel 2017 ha registrato un incremento percentuale pari quasi al 100% rispetto all’anno precedente. Anche il 2018 è iniziato sotto ottimi auspici. L’Egitto si sta muovendo sul fronte dei collegamenti, come dimostra l’operazione Air Cairo, un nuovo vettore che in breve tempo è passato da un unico volo ai dieci che attualmente uniscono la Penisola alle principali località turistiche. L’obiettivo è quello di tornare ai livelli del 2010, quando le presenze italiane superavano il milione.

L’evento ha offerto inoltre l’occasione di visitare la mostra sulla scoperta della Tomba di Tutankhamon, fortemente voluta dalla direttrice Gihane Zaki per rilanciare l’offerta culturale dell’Accademia. I pezzi più significativi del corredo funerario, il carro da parata, la maschera e il sarcofago d’oro, la cassetta in alabastro con i quattro vasi canopi, sono esposti in repliche dettagliate e fedeli. Lo spettatore può intuire la meraviglia che Howard Carter, scopritore della tomba, deve aver provato nel lontano 1922, trovandosi di fronte a un tale spettacolo. I reperti legati al misterioso faraone, morto a soli diciannove anni, aprono una finestra su un mondo affascinante per gli specialisti e non solo, ancora in parte da indagare. La mostra è ad ingresso gratuito.

 

 

Oksana Tumanova

Foto © Riccardo Cenci

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