La cultura e il turismo in Italia: un binomio vincente

  • Condividi questo articolo

Beni storici, monumentali, architettonici e bellezze paesaggistiche nel Belpaese: c’è il record mondiale di siti patrimonio dell’Umanità ma anche di abbandono

2 settembre 2018 | di | Cultura

La cultura e il turismo in Italia può essere un modello di sviluppo sociale ed economico di elevato livello qualitativo. Se la cultura è l’attività più sfuggente, meno definibile, più flessibile, meno decifrabile, più sconfinata e più soggettiva, il turismo è il suo volto economico, la logica che la trasforma in un prodotto del mercato e che ne rivaluta la sua marginalità.

Un territorio come quello italiano caratterizzato dalla presenza di siti archeologici, architettonici, artistici e culturali richiede, però, una progettazione adeguata per l’offerta dei servizi culturali che renda facilmente fruibili i beni. Ciò significa, in primo luogo, rendere accessibili musei, aree archeologiche, biblioteche e qualificare nello stesso tempo la rete di servizi che ne possano favorire la fruizione, l’informazione, la comunicazione e la ricettività turistica. Occorre, cioè, incrementare gli strumenti che possano garantire lo sviluppo del turismo e in particolare di quello culturale, che rappresenta nel Belpaese una quota rilevante dell’industria turistica nazionale.

Sono, infatti, duecentomila i siti archeologici, i beni storici, monumentali e architettonici in Italia, senza contare quelli paesaggistici. Inoltre l’Italia detiene il record mondiale di testimonianze considerate dall’Unesco patrimonio culturale dell’umanità: 53 i siti a cui tocca il prestigioso riconoscimento, contro i 52 della Cina, che vanta un territorio 32 volte più esteso. Un primato che comporta però oneri e responsabilità in merito alla sua tutela e valorizzazione. A minacciare questo sterminato tesoro sono, quotidianamente, più fattori: il dissesto idrogeologico, la criminalità e il vandalismo, il traffico illecito di opere d’arte e lo stato di abbandono in cui versano numerosi beni culturali.

Lo scrittore Paolo Coehlo ha affermato provocatoriamente che se si vuole capire l’animo di una città non bisogna entrare subito nei musei ma prima è opportuno entrare nei ristoranti e nei bar. La vita quotidiana aiuta a capire meglio i musei cosi come i musei aiutano a collocare la vita di tutti i giorni secondo una visione storica consolidata. Quasi tutte le città italiane hanno molti musei ma più della metà dei turisti non vi entra perché le città stesse rappresentano un museo a cielo aperto che non c’è il tempo neppure di vedere in modo compiuto.

Inoltre è da tenere presente che in città come Venezia, Firenze e Roma sono presenti molti visitatori che non pernottano in città ma soggiornano nell’ampia fascia del loro territorio circostante ponendosi come escursionisti e non come turisti. Il turismo, anche se molti non se ne rendono conto, è il comparto produttivo più rilevante del Belpaese e il connubio con la cultura è stato vincente cosi come lo è sempre stato nel corso della storia moderna a partire dal diciannovesimo secolo fino ad oggi. Cultura e turismo, quindi, possono diventare realmente un binomio vincente, per realizzare in Italia un percorso di crescita sostenibile.

 

Francesca Sirignani

Foto © Francesca Sirignani

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *